Meteo: dopo San Valentino l’Inverno tornerà a Ruggire!

La tendenza aggiornata fino a fine Febbraio è eclatante

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Il vero inverno tornerà a ruggire dopo San Valentino! La conferma è appena arrivata con gli ultimi aggiornamenti meteo e dunque potrebbe verificarsi una vera svolta con il ritorno di precipitazioni di una certa rilevanza, a chiusura di una fase fin troppo siccitosa in un inverno che finora è stato parecchio titubante sull’Italia a causa della presenza di una vasta e ingombrante area di alta pressione ben piantata sull’Europa occidentale e che a più riprese ha invaso anche il nostro Paese.
Insomma, se freddo e neve si sono visti ben poco, soprattutto al Nord, adesso potrebbe essere la volta buona.

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Le proiezioni sul medio e lungo termine iniziano a fiutare movimenti interessanti a scala emisferica ed emerge con sempre maggiore forza l’ipotesi di un’irruzione di una poderosa massa d’aria artica dopo la metà di questo mese. Ciò rappresenterebbe una sorta di sblocco atmosferico di una stasi che dura ormai da diverse settimane, con l’anticiclone che sarebbe pronto a ritirarsi in pieno oceano Atlantico.
Dando uno sguardo al quadro europeo emerge come tra la Penisola Scandinava e la Russia sia già presente una vasta area freddissimacon valori di circa -20°C, pronta a riversarsi verso il cuore del Vecchio Continente.
Già dal 18/19 febbraio in poi questo flusso d’aria freddissima potrebbe irrompere nel bacino del Mediterraneo direttamente dalla Porta del Rodano, favorendo così la genesi di un ciclone, una vera e propria tempesta invernale in grado di scatenare precipitazioni (tanta pioggia) anche sotto forma nevosa, fino a bassissima quota.

Attenzione, non si tratterebbe di nulla di così eccezionale: dal punto di vista climatologico è infatti abbastanza normale che un’irruzione di aria molto fredda si verifichi intorno alla metà di febbraio, periodo dell’anno che risulta spesso ricco di sorprese, a causa di imponenti scambi meridiani (dal Polo Nord verso il bacino del Mediterraneo) in grado di destabilizzare l’atmosfera.
Insomma, un po’ come già avvenuto più volte nel passato, il mese di febbraio rischia di essere piuttosto invernale come per esempio nel 1991, 2012, 2018, tanto per citare alcuni famosi esempi.

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Nella climatologia del mese di febbraio è normale che si verifichi una discesa di aria molto fredda intorno alla metà del mese; chiariamoci, non per forza deve essere l’ultima dell’inverno, ma molto spesso risulta essere una delle più forti della stagione. Non si tratterebbe dunque di una configurazione eccezionale.
La previsione meteo, tuttavia, è sul filo del rasoio in fatto di ghiaccio e neve.

Le previsioni, a qualsivoglia scadenza, vengono oggi più che mai formulate sostanzialmente da due principali centri di calcolo e, attenzione, esse non per forza risultano coincidenti, anzi spesso emergono scenari prognostici diametralmente opposti, ed è proprio questo il caso del weekend di sabato 12 e domenica 13 febbraio che stiamo per esaminare.

Se, da un lato, il centro americano insiste nell’ipotesi di una poderosa discesa di aria fredda, con conseguente innesco di un vortice italico con cuore sul Golfo di Genova, responsabile verosimilmente di precipitazioni, anche nevose a bassissima quota, dall’altro, l’autorevolissimo Centro Europeo, che per ora ha sede a Reading, in Inghilterra, ma che entro fine anno si trasferirà nientepopodimeno che in Italia (a Bologna), mostra uno scenario piuttosto desolante, quanto meno in termini di precipitazioni.
Vediamo dunque nel dettaglio le due diverse prognosi.

Dall’analisi del modello americano (chiamato GFS), quello che emerge è che alle latitudini artiche, tra la Scandinavia e la Russia si è formata una vastissima area ricolma di aria artico-continentale (freddissima) un vero e proprio serbatoio del freddo che potrebbe scivolare verso l’Europa, dando così il via a ondate di gelo che, a più riprese, potrebbero arrivare ad investire anche il nostro Paese. Secondo l’ipotesi appena confermata, l’ingresso dalla Porta della Bora di queste masse d’aria artica potrebbe provocare un drastico e repentino calo delle temperature e una generale destabilizzazione dell’atmosfera a causa dei forti contrasti che si verrebbero a creare. Se ciò dovesse avvenire, è lecito aspettarsi a partire dal fine settimana un tempo più movimentato, con il rischio anche di rovesci temporaleschi. Bisognerà a quel punto valutare le temperature, in quanto non è da escludere che possa anche tornare la neve fino a quote molto basse e localmente fino in pianura, con il Nordovest che risulterebbe favorito.

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Di ben altro avviso è invece il Centro Europeo, il cui ultimo aggiornamento fa emergere sì un calo delle temperature, specialmente sulle nostre regioni settentrionali, ma sostanzialmente conferma una stasi atmosferica dovuta ad una presenza ancora troppo ingombrante di un poderoso campo di alta pressione.

Chi la spunterà alla fine? La previsione è ancora sul filo del rasoio in quanto la traiettoria di queste bordate fredde è difficilmente prevedibile a così tanti giorni di distanza, specie in questo periodo dell’anno in cui i contrasti tra masse d’aria iniziano a farsi via via più esasperati. Tuttavia, questa volta pare che possiamo andare incontro a periodo decisamente più movimentato.

Va ricordato che, trattandosi di previsioni a lungo termine, quella che vi proponiamo è solamente una visione generale sul tempo atteso e non una previsione dettagliata per la singola località o utile pianificare la propria vita privata.

(il meteo.it - si ringrazia)

Redazione

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