Meno ore di lavoro ma stesso stipendio(Altre News)

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Meno ore di lavoro ma stesso stipendio, allo studio misura ’crea-occupazione’

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Lavorare meno, a parità di stipendio, per aprire margini a nuove assunzioni con il sostegno dei fondi Ue. E’ questa, a quanto apprende l’Adnkronos, una delle ipotesi alle quali lavorano la maggioranza e il governo per il pacchetto Lavoro da inserire nella Legge di Bilancio.

Nelle opzioni allo studio la misura ’crea-occupazione’ prevede una riduzione delle ore di lavoro garantendo salario invariato con l’ausilio dei fondi europei del programma anti-disoccupazione Sure con l’obiettivo di liberare spazi per nuove assunzioni. Una misura in esame anche in Francia e Germania essendo ’sponsorizzata’ dallo stesso programma Ue. Facendo seguito alla richiesta di assistenza finanziaria di uno Stato membro, la Commissione Ue verificherebbe la portata dell’aumento della spesa pubblica direttamente connesso all’istituzione o all’estensione di regimi di riduzione dell’orario lavorativo. In base al programma si possono prevedere misure analoghe anche per i lavoratori autonomi.

Nel caso dell’Italia, se il progetto prendesse corpo, rientrerebbe in una strategia più ampia fatta di altri interventi complementari: innanzitutto rendendo strutturali le decontribuzioni per incentivare le assunzioni. Nel ventaglio delle misure per risollevare il mercato del lavoro dalla crisi innescata dal Covid anche una riforma degli ammortizzatori sociali per creare uno strumento organico, unico. Il tutto andrebbe in un collegato alla Legge di Bilancio da approvare entro metà ottobre in Consiglio dei ministri insieme, possibilmente, al Recovery plan nazionale.

Sulla necessità di uno strumento organico unico per il lavoro e la formazione ha posto ieri l’accento il vice ministro dell’Economia Laura Castelli sulla scia dell’allarme di Unioncamere sul turnover di 2,5 mln di lavoratori nei prossimi 5 anni. Tra le opzioni sul tavolo anche un rafforzamento di strumenti di solidarietà espansiva, introdotti già in passato nel dl crescita.

Strumenti - soprattuto gli ammortizzatori - che hanno permesso di affrontare l’emergenza ma che oggi vanno riformati, secondo il governo, rendendoli più semplici, rapidi ed efficaci.

Con il dl agosto il governo ha chiuso il ventaglio dei decreti per gestire l’emergenza economica e lavora ai prossimi passi. C’è attesa, entro fine settembre arriverà la Nota di aggiornamento al Def, con le nuove stime su pil e conti pubblici sotto l’impatto del coronavirus.

Bonus colf, ultimi giorni

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Il 30 agosto è il termine ultimo per richiedere l’indennità di 500 euro al mese, per aprile e maggio, prevista per i lavoratori domestici dal decreto legge rilancio. Lo comunica l’Inps, ricordando che il decreto legge agosto ha disposto che, decorsi quindici giorni dalla data della sua entrata in vigore, si decade dalla possibilità di richiedere l’indennità. ’’Pertanto, dal 31 agosto decade la possibilità di richiedere l’indennità per i lavoratori domestici’’, si legge in una nota. Da tale data "non sarà più presente sul portale Inps la sezione ’Presentazione domanda’’’.

Bonus baby sitter Inps, ecco pagamenti: a chi spettano

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Sono in arrivo i pagamenti dei bonus baby sitting e bonus centri estivi per i lavoratori del settore sanitario pubblico e privato accreditato. Lo annuncia in una nota l’Inps. Come si legge, "il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, recante ’Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia’, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 203 del 14 agosto 2020 ed entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione, ha disposto con l’art. 21 il rifinanziamento del Fondo stanziato per la concessione del bonus baby-sitting e bonus centri estivi per l’assistenza e la sorveglianza dei figli minori fino a 12 anni di età previsto, in alternativa ai congedi straordinari, per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari (art. 25, comma, 3 decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18). Pertanto, i benefici previsti dal comma 3 dell’art. 25 modificato dall’art. 72 del decreto-legge n. 34/2020, sono riconosciuti nel limite complessivo di spesa di 236,6 milioni di euro".

Tutte le domande, spiega ancora l’istituto di previdenza, "che risultano protocollate e ricevute con riserva di ammissione per il raggiungimento dei limiti di spesa stanziato per il bonus di cui all’art. 25 del decreto-legge n. 18/2020, come modificato dall’art. 72 del decreto-legge n. 34/2020, saranno elaborate e pagate in base all’ordine di arrivo. Con l’occasione si rammenta che le prestazioni di baby-sitter svolte dal 5 marzo 2020 al 31 agosto 2020 potranno essere comunicate sulla piattaforma delle prestazioni occasionali entro il 31 dicembre 2020", conclude la nota dell’Inps.

Redazione

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