MUSK “STACCA LA LINEA” A KIEV

Costi di Starlink insonistebili: l’imprenditore chiede aiuto al Pentagono

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cms_27879/1.jpg"Non siamo nella posizione di donare altri terminali all’Ucraina o di finanziare i terminali esistenti per un indefinito periodo di tempo" rivela il direttore di SpaceX, Elon Musk, al Dipartimento per la Difesa USA. Il magnate sudafricano naturalizzato statunitense, preoccupato per le sorti della popolazione ucraina e per l’evolversi del conflitto, aveva infatti esteso il suo progetto Starlink, per una connessione satellitare globale a basso costo, donando fino a 20mila terminali all’Ucraina.

Il problema affacciatosi alle porte di SpaceX, che macina milioni ogni giorno per i suoi progetti quasi fantascientifici, riguarda i costi di gestione di una tale manovra. In tutto, Musk avrebbe già speso circa 80milioni di dollari per mantenere attivo l’accesso alla rete per le città colpite dalle milizie russe. Secondo i calcoli stimati, questa somma è destinata a crescere sino a 120milioni entro la fine dell’anno, e intorno ai 400 nei dodici mesi successivi. A questo, aggiungiamoci anche un appello in luglio del generale Valerii Zaluzhniy, con la richiesta di altri 8000 terminali. Un fardello oneroso, che il miliardario non può più sopportare.

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Come rivelato dalla Cnn, Musk avrebbe perciò interpellato direttamente il Pentagono questo settembre, in modo che si faccia carico dei costi aggiuntivi, pena l’interruzione forzata del servizio. A tal proposito, sono già giunte voci di un recente blackout delle linee di trasmissione con conseguente perdita delle comunicazioni, costate care alla prima linea e alla controffensiva. Inoltre, sembra che Musk non si trovi più nelle grazie del presidente ucraino Zelensky a seguito di una sua proposta alternativa al supporto finora fornito. L’imprenditore avrebbe infatti avanzato l’ipotesi di una pace formalizzata con la cessione della Crimea alla Russia e un nuovo referendum nelle regioni orientali dell’Ucraina, sotto sorveglianza dell’Onu.

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La sua proposta ovviamente non è andata a buon fine, nonostante la Russia si sia proposta favorevole. Musk tutt’oggi si dice fortemente preoccupato dell’escalation che questa guerra sta determinando, continuando a sostenere le parti di Kiev.

Giuseppe Capano

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