MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FIRENZE

Alla scoperta dei musei d’Italia

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Ogni angolo della splendida città di Firenze narra un pezzo di storia.

Basta camminare per ammirare opere e sculture dei più grandi artisti italiani oggi apprezzati e famosi in tutto il mondo.

Ho scelto di raccontare e illustrare attraverso dei “viaggi” descrittivi, i musei presenti sul nostro territorio proprio per permettere a me stessa e ai lettori di scoprire, anche se solo attraverso la lettura, una parte delle grandi ricchezze presenti in Italia.

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Fonte: www.beniculturalionline.it

Firenze ospita alcuni dei più importanti musei italiani e oggi ho scelto di descrivere a voi lettori il “MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE”, poiché esso raccoglie alcuni dei reperti più importanti provenienti non solo dalla Toscana, ma anche dal Lazio e dall’Umbria.

Si tratta di importantissime testimonianze etrusche, romane e non solo.

Sono,infatti, presenti anche raccolte relative ad altre civiltà come un’importante sezione egizia e una di vasi greci, molti dei quali ritrovati in tombe etrusche, a testimonianza dei numerosi scambi commerciali nel Mediterraneo.

Il Museo è diviso in tre sezioni: Etrusca, Romana, Greca.

Iniziando il nostro percorso espositivo entriamo subito nella SEZIONE ETRUSCA.

Il pezzo forte della collezione è senza dubbio la Chimera d’Arezzo, una delle più famose opere della civiltà etrusca.

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Fonte: museoarcheologiconazionaledifirenze.com

Essa è un essere fantastico rappresentato da una statua di bronzo, formato da parti di vari animali.

La testa è di un leone con le fauci aperte mentre la coda è sostituita da un serpente con la bocca spalancata. Sulla schiena poi cresce una testa di capra. Navigando in internet e cercando informazioni su questa imponente opera mi sono resa conto delle tante interpretazioni che le sono state attribuite. Quella che sicuramente mi ha colpito di più è dell’illustre pittore Giorgio Vasari che si espresse sulla Chimera in un suo scritto, Ragionamenti sopra le invenzioni da lui dipinte in Firenze nel loro palazzo Altezze Serenissime. Secondo l’artista e storico la statua ritrae la Chimera di Bellerofonte perché su alcune medaglie in possesso del Duca Cosimo I de’ Medici provenienti da Roma compariva una immagine simile a quella della Chimera. Inoltre dichiarò di aver ritrovato la coda di bronzo dell’animale, tra altre sculture del sito archeologico.

Altrettanto affascinante è la SEZIONE ROMANA.

Fra le opere più interessanti L’IDOLINO DI PESARO, statua di giovinetto di bronzo ritrovata in frammenti al centro di Pesaro nel 1530.

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La scultura, di cui non sappiamo con certezza l’autore, ispirò molti artisti del 500 per la sua storia e l’alone di mistero che sembra esserci dietro il suo utilizzo.

Secondo varie informazioni ritrovate, infatti, l’opera sembra non avesse solo scopo di abbellire l’ambiente nel quale era collocata, ma aveva anche la funzione di reggi lampade.

Essa, infatti, era arricchita da un tralcio vegetale su cui le lucerne potevano essere appese.

La sezione greca rimane la mia preferita.

Sono da sempre affascinata dall’arte greca e una delle mie passioni e proprio trovare informazioni su tutto ciò che si nasconde dietro un graffito, un dipinto o semplicemente un segno lasciato su un reperto.

Loro erano straordinari artigiani, disegnatori e artisti e anche per lasciare un semplicissimo messaggio utilizzavano l’arte.

I greci erano un popolo che facevano dell’arte e della storia la propria maestra di vita.

La collezione di ceramiche presente nel museo è molto vasta e comprende numerose vetrine al secondo piano.

Per lo più sono pezzi provenienti da tombe etrusche o sono frutto di scambi ottocenteschi con la Grecia, in particolare con Atene.

Fra i vasi più importanti il cosiddetto Vaso François in quanto rappresenta il più importante reperto di ceramica greca ritrovato sul territorio italiano.

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Fonte: www.mediterraneoantico.it

Il vaso François, così denominato dal nome dello scopritore, Alessandro François fu ritrovato in una tomba, nella località di Fonte Rotella, presso Chiusi, nel 1844.

Esso si presenta come un cratere, cioè un vaso aperto che era usato per vino.

Varie fonti attestano che il vaso è opera di Ergòtimos e che fu dipinto da Kleitìas; i loro nomi dei due artefici sono ripetuti due volte sul lato principale del cratere.

Analizzando questa imponente opera in pochissime righe potremmo dire in essa sono raffigurate tutte le scene mitologiche incentrate sulla vita di Achille.

Grazia De Marco

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