MOZILLA ANNUNCIA FACEBOOK PIXEL HUNT

Un nuovo progetto per scoprire come il social network raccoglie dati

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Recentemente Mozilla ha annunciato una nuova partnership con The Markup (un’organizzazione no-profit il cui scopo sarebbe indagare su come la tecnologia stia rimodellando la società moderna) ed ha avviato un progetto di ricerca per cercare di fornire dati e approfondimenti su di una piattaforma che presenta ancora dei punti non chiari.

Il nome dello studio è “Facebook Pixel Hunt”, che tradotto letteralmente significherebbe “Caccia ai pixel di Facebook”, in riferimento ad una delle tecniche più note della Grande F per tracciare gli utenti: essa viene infatti sfruttata solo dagli inserzionisti per come metro di paragone per valutare l’efficacia di una campagna pubblicitaria. A tal riguardo, sul sito ufficiale di Facebook/Meta è riportata la seguente descrizione: “Quando qualcuno visita il tuo sito web ed esegue un’azione (ad esempio, acquista qualcosa), il pixel di Facebook si attiva e la registra. In questo modo, saprai quando un cliente ha eseguito un’azione dopo aver visto la tua inserzione di Facebook”.

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L’obiettivo dello studio intrapreso da Mozilla e The Markup sarebbe quindi quello di svelare l’infrastruttura di monitoraggio di Facebook e di conseguenza scoprire quanti e quali dati essa raccolga e per che scopo vengano utilizzati. Per farlo, le due organizzazioni setacceranno i dati di Facebook fino al 13 luglio 2022 e lo faranno grazie a Rally (un’estensione gratuita di Firefox scaricabile da chiunque abiti negli Stati Uniti e voglia partecipare a questo progetto), che studierà i siti aperti dagli utenti di Facebook partendo da una pubblicità, il tempo trascorso su essi e quanto aumentano le inserzioni sul proprio dispositivo dopo queste navigazioni. Ovviamente, i dati raccolti resteranno anonimi. Lo scopo finale, infatti, sarebbe quello di rendere pubblica la modalità di raccolta dati ma senza che questi siano riconducibili a nessun utente.

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Ted Han, Product Manager di Rally, sul blog ufficiale di Mozilla ha affermato: “Questa partnership arriva in un momento in cui le conseguenze di una consapevolezza frammentata non sono mai state così nette”.

Infine, questa ricerca, oltre ad informare gli utenti e gli inserzionisti, sarebbe utile anche a Facebook stesso perché permetterebbe di trovare potenziali bug o falle nella sicurezza e correggerle o per ridurre la diffusione delle fake news, un problema che affligge la piattaforma da tempo.

Francesco Maria Tiberio

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