MICHAEL SEGAL SI RACCONTA SUL SET DE "LA LEGGENDA DI KAIRA"

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Chi è Michael Segal?

Un creativo ed un artista, che vive in un mondo che sta cercando di uniformarci tutti. Un ragazzo che abita il corpo di un uomo che invecchia ma che dà ancora del filo da torcere ai giovani.

Pregi e difetti…?

Pregio: Sono molto testardo e insisto su una cosa nonostante difficoltà, sacrifici ed ostacoli.

Difetto: Sono molto testardo e insisto su una cosa nonostante difficoltà, sacrifici ed ostacoli.

Parlaci della tua esperienza di attore nel cortometraggio “La leggenda di Kaira”.

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Qual è stata la tua esperienza sul set?

Innanzitutto, occorre fare una menzione speciale alle Marche. Una regione particolare, dove coesistono mare e collina e dove si mangia (e si beve) davvero bene. Questo dovrebbe bastare, ma è stata l’ospitalità che ho ricevuto a colpirmi tanto. Tu, Emanuela, hai lavorato tanto per realizzare questo progetto e l’ente Palio di Acquaviva è stato generoso e professionale. La crew (il Dop, il fonico e la segretaria di edizione) erano assolutamente all’altezza del compito ed io sono stato trattato come un principe (lo stesso ruolo che interpreto nel cortometraggio). Il progetto ha delle grosse potenzialità e spero vivamente che possa dimostrare il suo valore nelle sedi appropriate.

Sogni nel cassetto…?

I miei cassetti sono tutti pieni di sogni, ogni tanto ne tiro fuori uno e lo realizzo. La vita è dura e questo è un dato di fatto, ma bisogna osare di essere felici, anche a costo di rinunciare a sicurezze e a routine pericolose. Ho scelto di fare solo cose che mi piacciono e che amo. È dura, ma i sogni non devono rimanere nei cassetti.

Nella scala dei tuoi valori, cosa occupa il primo posto?

La felicità.

Il tuo prossimo obiettivo...?

Sinceramente non ne ho davvero idea. Potrebbe cambiare da un giorno all’altro. In questo istante preciso il mio cammino mi sta portando a diventare un istruttore di Yoga. Domani chissà.

Quali difficoltà riscontri nel mestiere di attore?

Questo è un argomento talmente vasto e l’elenco sarebbe talmente lungo che non basterebbe un articolo per parlarne, quindi dirò solamente che bisogna armarsi di tanta preparazione, studi, pazienza e avere lo stomaco forte per ingoiare rospi enormi.

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Qual è il tuo rapporto con l’America?

È il mio Stato preferito. Ci ho vissuto per anni e ne ho visitato diverse zone. Gli americani vivono meglio degli europei. Hanno meno burocrazia, hanno meno regole, sono più liberi e sono innamorati della loro patria. Ci vado regolarmente ed i miei migliori amici vivono tutti lì.

Quando interpreti un ruolo, come costruisci il tuo personaggio?

Da zero. Non metto mai niente di mio nei personaggi, non uso emozioni che ho provato personalmente o esperienze personali. Il personaggio che creo ha una sua vita e una identità propria, emozioni proprie e reazioni proprie e questo è uno dei motivi per i quali solitamente faccio impazzire (spesso piacevolmente) i registi quando modifico scene o dialoghi, improvvisando al momento quello che il personaggio direbbe o farebbe.

Emanuela Del Zompo

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