METTI UN DALÌ… A BARI

Alla Galleria San Giorgio una mostra dedicata al grande artista spagnolo

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Un nome che non ha bisogno di presentazioni. Una figura la cui fama è conosciuta in ogni angolo del globo, in ogni epoca presente e futura. Uno dei più grandi di sempre, nella storia dell’arte spagnola e mondiale. Il massimo esponente della corrente del Surrealismo. Il tutto in un nome e un cognome: Salvador Dalì. Che per una volta fa visita all’Italia, sotto forma di una mostra tutta dedicata alla Galleria San Giorgio di Bari. “Ho parlato con il Dalì Universe e non è stato facile ottenere i permessi per allestire questa mostra, ma alla fine ci siamo riusciti e mi ritengo fortunato ad averlo qui”, dichiara soddisfatto Antonio Lagioia, curatore dell’esposizione, rispondendo alle domande dell’esclusiva intervista rilasciata all’InternationalwebPost. “la risposta del pubblico barese e non solo, - comtinua - è stata particolarmente soddisfacente: abbiamo superato le 2000 visite durante tutto il periodo di esposizione delle opere, il che vuol dire che la Puglia per questa volta sarà uno dei centri forieri di cultura artistica”.

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Infatti, si sta pensando di prorogare il periodo in cui è possibile ammirare i capolavori surrealisti: anziché fino alla giornata di oggi, sarà sicuramente possibile recarsi alla Galleria anche durante tutto l’arco della settimana. “Anche perché abbiamo provveduto a rendere accessibile la mostra a tutti, - aggiunge La Gioia - ampliando quanto più possibile il target e incentivando le scuole a far partecipare numerosi i loro alunni in modo tale da far appassionare prima di tutto le nuove generazioni e mandare avanti l’interesse per l’arte”. Aiuta tanto la posizione estremamente strategica della Galleria San Giorgio: Via Sparano da Bari, a ragion veduta, è una delle strade più frequentate del capoluogo pugliese e una delle più conosciute anche al di fuori della città e della regione.

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La mostra, dal canto suo, è organizzata in maniera tanto semplice quanto efficace: nelle tre sale sono esposti alcuni dei capolavori di Salvador Dalì, tra cui risalta sicuramente la scultura La forma del tempo, massima espressione del suo Surrealismo. Qua e là sono affisse alcune delle sue massime, da “ho un pensiero daliniano: l’unica cosa di cui il mondo non avrà mai abbastanza è l’esagerazione” a “io non dipingo un ritratto affinché sia simile al soggetto, ma piuttosto affinché la persona cominci a desiderare di essere come il suo ritratto”. In poche parole chi era davvero Salvador Dalì. “Facendo questo lavoro da tanti anni, dal 1987, mi sono appassionato a Dalì, che posso ora considerare come uno dei miei artisti preferiti – chiosa Antonio Lagioia – è stata una piacevole prima volta ospitarlo qui, ma speriamo vivamente che non sarà l’ultima, e lavoreremo senz’altro per questo”. Un successo meritato, a vedere dai risultati.

Francesco Bulzis

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