MERCENARI RUSSI NELLA REPUBBLICA CENTROAFRICANA

Precipita la situazione a Bangui, mentre intervengono anche i soldati della Wagner

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Avantieri sera è stato dichiarato lo stato di emergenza nella Repubblica Centrafricana. No, non si tratta di un provvedimento che riguarda la pandemia da coronavirus, ma di una situazione di vero e proprio caos politico. Una crisi che sta andando sempre più inasprendosi. Riassunto in poche parole: un presidente eletto ora sulla graticola, ribelli, militari, mercenari e varie risorse che stuzzicano più di un palato. Quanto sta avvenendo in uno degli Stati più poveri e instabili, già di suo, del mondo è la summa più efficace del grande scontro di potere e soprattutto di interessi che è scoppiato a Bangui e dintorni.

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Riavvolgiamo il nastro: a fine dicembre erano in programma le elezioni per ufficializzare il nome del successore di Faustin-Arcange Touadéra, si parte da qui. Per la corsa alla massima carica statale fa pervenire la sua candidatura anche l’ex presidente François Bozizé, salvo che la Corte costituzionale faccia da muro di gomma rispedendo il tutto al mittente. Come mai? Sul precedente capo di stato centrafricano pendono un mandato d’arresto internazionale e sanzioni dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Rifiutato questo “biglietto da visita”, oggettivamente non presentabilissimo, i vari gruppi ribelli sostenitori di Bozizé si uniscono in una alleanza che prende il nome di CPC. Vengono sferrati attacchi in diversi luoghi della Nazionale, con lo scopo di ottenere il rinvio del voto. Dagli assalti non rimane esente la capitale Bangui, dove le rivolte vengono sedate dall’intervento dei caschi blu.

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La data cerchiata in rosso sul calendario era il 27 dicembre 2020, con la popolazione che però faticava a recarsi alle urne. Touadéra aveva richiesto aiuto agli alleati stranieri. La Francia invia il presidente Macron, che dà manforte ai caschi blu con i suoi mirage. Dalla fine della cosiddetta Operazione Sangaris, le forze transalpine sono ridotte al minimo. Per questo motivo, stando agli accordi di difesa bilaterali, sono intervenute anche truppe russe. Da Mosca, infatti, arrivano notizie ben diverse che da Parigi: secondo varie fonti Vladimir Putin, dopo aver firmato l’ordine di costruire una base navale nella costa sudanese del Mar Rosso, avrebbe inviato a quelle latitudini i mercenari della Wagner. Che è la compagnia privata russa già nota per il suo operato in Ucraina, Siria e Libia.

Riguardo la base navale: è la prima nel continente dalla fine della Guerra Fredda. L’arrivo di questi soldati è diretta conseguenza della decisione approvata dall’ONU nel 2017: il Consiglio di Sicurezza aveva optato per una missione di addestramento russa col fine di implementare la capacità delle forze armate centrafricane, a maggior ragione se si considera che la Repubblica Centrafricana è sotto embargo dal 2013. Alcuni pezzi del puzzle sono già al loro posto, in attesa degli altri.

Francesco Bulzis

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