MELONI:"VOTARE IL CAPO DELLO STATO E’ DIRITTO DEGLI ITALIANI"

Salvini presenta ’Credo’- PD,presentato programma elettorale - M5S, ’qui succede patatrac’

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cms_27152/meloni_mano_fg.jpgMeloni:"Votare Capo dello Stato è diritto degli italiani". Presentato al Viminale il simbolo elettorale per le elezioni politiche del 25 settembre 2022.

“Negli ultimi 20 anni, in Italia, ci sono stati 11 Presidenti del Consiglio: un’instabilità che penalizza gli italiani e il nostro rapporto con gli altri Stati. Per la sinistra, però, il presidenzialismo è un problema, per alcuni addirittura un pericolo per la democrazia. Non ci stupiamo, visto che negli ultimi anni si sono sempre ritrovati sugli scranni del Governo, anche senza legittimazione popolare. Fratelli d’Italia ritiene che gli italiani debbano avere il diritto di eleggere direttamente il Capo dello Stato e di scegliere da chi farsi governare, per porre fine ai giochi di Palazzo e per tornare protagonisti in Europa e nel mondo”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

"Eccolo qui, il nostro bel simbolo depositato per le prossime elezioni. Un simbolo del quale andiamo fieri. Il logo è quello del 2018: nel cerchio più piccolo la fiamma tricolore con il nome del partito, in quello più grande, giallo su fondo blu, il nome di Giorgia Meloni.

cms_27152/salvini_pp_fg.jpgSalvini presenta ’Credo’: "Atto di fede in bella politica"

"Credo nella libertà, nel lavoro, nella meritocrazia, nel coraggio. In un Paese orgoglioso che finalmente torna a scegliere. In una giustizia giusta, in una sanità che non lasci indietro nessuno. Nel rispetto di regole e persone. Credo in chi ha la forza di rialzarsi, in chi non molla mai, in chi ancora ha idee e princìpi. Credo nell’Italia, credo negli italiani". E’ l’incipit con cui il segretario della Lega, Matteo Salvini, presenta ’Credo’, che sarà la parola-chiave della campagna elettorale del partito per le elezioni del 25 settembre.

"Ho cominciato a fare politica da giovanissimo - premette Salvini nella sua lettera agli elettori - perché, come tanti, credevo e ancor più oggi credo in valori e ideali, nella lealtà e nell’onestà, in un futuro migliore, soprattutto per i nostri figli. Mi rattrista il progetto di una società senza radici, senza identità e qualità, che non crede più a nulla. Credere è vitale, è il motore di tutto. Della vita, del lavoro, dello sport, dello studio, perfino dell’amore. Non c’è successo senza ’credo’".

"’Credo’ è un atto di fede laica nella bella politica e nel bello della democrazia. È un messaggio che appare rivoluzionario in un’epoca di sfiducia e di perdita di sicurezze. Credo che il nostro programma sia chiaro, concreto e di buonsenso, soprattutto perché riparte da promesse già mantenute, da riforme già fatte, da soluzioni già trovate e sperimentate. Credo che la Lega e il centrodestra abbiano le idee giuste per risollevare il nostro splendido Paese. Credo che la Lega abbia una solida ed efficace capacità di governo".

"Lo testimoniano ogni giorno - continua Salvini - i nostri presidenti di Regione, i più amati d’Italia, gli 800 sindaci, i 6 mila amministratori locali da Nord a Sud. Credo che la squadra della Lega abbia donne e uomini all’altezza, in grado di guidare la Nazione. Credo che nessun’altra parola, più di CREDO, racchiuda il nostro modo di essere e di fare politica. CREDO. Nella libertà, nella giustizia sociale e nel merito. Che la persona venga sempre prima dello Stato.

"In un fisco equo, nella rivoluzione della flat tax e della pace fiscale, contro la sinistra delle tasse e delle patrimoniali. Che tutti gli italiani vadano tutelati, a partire dai più fragili. Nel valore del rispetto e dei doveri, che danno senso ai diritti. Nella Giustizia giusta e nella certezza della pena. In una sanità che non lasci indietro nessuno. In una scuola che prepari davvero al lavoro, nella dignità di tutti i percorsi di studio, in un’università moderna e senza baroni. In pensioni dignitose: chi l’Italia l’ha costruita, lavorando una vita intera, va sostenuto. Credo che i giovani debbano avere più spazio e un primo impiego, sicuro, che li incoraggi. Basta legge Fornero, l’obiettivo è Quota 41.

"CREDO. Nella difesa dell’Italia: l’immigrazione - sottolinea Salvini - è positiva quando è legale e controllata, e milioni di donne e uomini stranieri che vivono in Italia e arricchiscono le nostre comunità ne sono il miglior esempio. A maggior ragione, credo che il contrasto ai trafficanti di esseri umani e lo stop agli sbarchi clandestini siano una priorità. Credo di aver dimostrato di saperlo fare, anche a costo di numerosi processi che affronto a testa alta.

"Credo nell’indipendenza energetica - aggiunge - Salvini - fondata sullo sviluppo di tutte le fonti alternative e sul nucleare di nuova generazione, sicuro e pulito, nel progresso, nelle infrastrutture, in una Nazione moderna che unisca crescita e ambiente. Credo che i “no” ideologici siano uno dei mali dell’Italia. Credo nella cura di montagne e boschi, fiumi, mari e laghi, da affidare innanzitutto a gente del posto, con un razionale equilibrio tra presenza dell’uomo e natura.

"Nel Made in Italy e nei prodotti italiani, nella fatica, nei sacrifici e nel genio dei nostri agricoltori, allevatori e pescatori, che producono il meglio che arriva sulle tavole e nei negozi di tutto il mondo, senza cedere a quei poteri che vorrebbero imporre articoli da laboratorio e cibo sintetico. Nell’Italia orgogliosa degli ottomila campanili, nell’amore per la propria terra. Nella difesa delle tradizioni, della storia, della cultura e del patrimonio artistico del nostro Paese. Nell’autonomia. In città sicure e protette dalle Forze dell’ordine, dove tutti possano essere tranquilli.

"Credo nella tutela della famiglia, credo nei nostri figli, nei genitori e nei nonni che hanno creduto in noi. Che le culle vuote siano tra i problemi più gravi e che sia prioritario supportare chi è già genitore e chi desidera diventarlo. In pene severissime per chi fa del male ai nostri amici animali. In chi ha la forza di rialzarsi, in chi non molla mai, nei sognatori che costruiscono il domani.

"Credo che tutti debbano essere aiutati a sviluppare i propri talenti, per migliorare la condizione sociale a prescindere dalla situazione di partenza. CREDO. Nella pace tra i popoli e nella pace sociale tra la gente. Nella storica collocazione internazionale dell’Italia, nell’equilibrio, nella diplomazia. Nella forza dell’errore perché ti aiuta a migliorare. Credo nell’Italia e negli italiani. Il 25 settembre sarà un bellissimo giorno di libertà e di partecipazione. Sarà un’occasione storica per il nostro grande e straordinario Paese. Io ci credo", conclude Salvini.

cms_27152/pd_bandiere_fg.jpgPD,presentato programma elettorale

"L’Italia è un grande Paese". Comincia così il programma elettorale che la Direzione del Pd ha approvato all’unanimità. Una "proposta vincente" per una "scelta storica", si legge nella premessa della bozza che sarà suscettibile di integrazioni o modifiche "minimali". Si tratta di 44 schede tematiche che, come ha promesso Enrico Letta, verranno illustrate con "una proposta al giorno" nel corso della campagna elettorale.

I temi toccati dal programma ’Insieme per un’Italia democratica e progressista’ sono tanti e propongono una "visione del Paese" da qui al 2027 impostata su tre pilastri: sviluppo sostenibile e transizioni ecologica e digitale; lavoro, conoscenza e giustizia sociale; diritti e cittadinanza. Sul primo punto nella bozza si chiarisce tra l’altro che "la sfida della lotta al cambiamento climatico non deve essere combattuta in chiave difensiva".

Nel merito, solo per restare alle questioni più discusse degli ultimi giorni, si spiega che il ricorso ai rigassificatori "appare necessario, ma a condizione che essi costituiscano soluzioni-ponte, che rimangano attivi solo pochi anni e che possano essere smobilitati ben prima del 2050". In quest’ottica, il Pd propone l’istituzione di un Fondo nazionale compensativo ’anti-Nimby’ per le compensazioni.

Sul lavoro il programma elettorale prevede un lungo elenco di interventi, come "zero contributi per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani fino a 35 anni". In via di principio "dobbiamo dire basta al precariato, al lavoro povero e al lavoro nero", si legge nel testo che conferma l’introduzione del salario minimo. Spazio anche allo smart working "anche ai fini di favorire le esigenze di conciliazione dei tempi di vita e lavoro, ridurre le emissioni di agenti inquinanti e di migliorare, nel contempo, la vivibilità dei centri urbani e rivitalizzare i piccoli borghi sempre più spopolati".

Tra le proposte anche a favore del Sud "l’apertura di 1.000 bar e edicole multifunzione in 1.000 piccoli comuni, che offrano funzioni base". Grande spazio alle proposte per la scuola, compresa quella di portare "nei prossimi cinque anni gli stipendi in linea con la media europea". Tra l’altro, il Pd propone di "garantire la piena gratuità del trasporto pubblico locale e dei libri scolastici per le famiglie a reddito medio e basso (in base all’Isee)".

Ampio il capitolo sui diritti, con la "ferma intenzione di affermare il pieno riconoscimento dei diritti civili delle persone LGBTQI+ e di approvare una nuova legge sulla cittadinanza per le bambine e i bambini che studiano in Italia". Poi, oltre allo ius scholae, legge sul fine vita, Ddl Zan e "introdurremo il matrimonio egualitario". Il programma del Pd prevede tra l’altro anche il ’Pacchetto siamo pari’ con norme "sul contrasto alla violenza di genere; la tutela della salute a 360° gradi, il pieno riconoscimento dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne, garantendo l’applicazione della legge 194/1978 in ogni sua parte sull’intero territorio nazionale". Previsto anche il pacchetto “Un paese per giovani”.

cms_27152/m5s_bandiere77_fg.jpgM5S, ’qui succede patatrac’: su paracadutati e liste blindate pressing eletti su Conte
Da una parte il rischio di ex "infiltrati" tra gli attivisti che saranno chiamati a votare su Sky Vote alle parlamentarie online per la scelta dei candidati M5S; dall’altra i malumori degli eletti per le decisioni di Giuseppe Conte in vista della formazione delle liste, tra "paracadutati" e fedelissimi piazzati in collegi blindati a scapito di deputati e senatori uscenti che sgomitano per una riconferma. Tutti questi nodi sono sulla scrivania del leader pentastellato, che continua a prendere tempo nonostante le continue sollecitazioni da parte di chi, come Virginia Raggi, chiede "regole chiare" e "trasparenza" sulla selezione dei nuovi, aspiranti parlamentari 5 Stelle.
Altro tema che sta facendo accapigliare i grillini è la possibilità di candidature in più collegi, un altro inedito di questa campagna elettorale. E’ stato proprio Conte ad aprire a una sua possibile corsa in più circoscrizioni, nonostante le perplessità nutrite da molti (a partire, si racconta, dallo stesso Beppe Grillo).
Intanto al Viminale Conte, insieme all’ex reggente Vito Crimi ha depositato il simbolo del M5S per le elezioni del 25 settembre. Un logo "rosso cuore, in più il coraggio ce lo mettiamo noi", ha detto ai cronisti l’ex premier affiggendo in bacheca il contrassegno, nel quale non comparirà il suo nome. Alla domanda se si candiderà alla Camera o al Senato Conte però non si è sbilanciato: "Vi faremo sapere a breve".

Redazione

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