MAGISTRATURA ONORARIA

Quale legislatore lungimirante?

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Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo una nota del Dott. Antonino di Renzo Mannino, Presidente del Distretto delle Marche ANGDP(Associazione Nazionale Giudici di Pace).

cms_19861/dott_Di_Riezo_Mannino.jpgLa Magistratura Onoraria, particolarmente i Giudici di Pace, da decenni attendono una giusta ed equilibrata soluzione alle loro problematiche.

Il Giudice di Pace è il primo gradino della Magistratura ed assolve compiti e funzioni sia civili che penali, oltre che amministrativi e delle espulsioni di stranieri extracomunitari.

L’intelligente intuizione del Legislatore che, all’epoca istituì il Giudice di Pace, riservando a questi particolarità di gestione nelle procedure per il rito, che gli ha consentito di poter evadere milioni di fascicoli, è senza dubbio un patrimonio da salvaguardare e per certi versi da potenziare, con ciò offrendo un contributo significativo alla domanda di giustizia dei cittadini, fino ad un certo periodo considerata anche di prossimità.

Il problema è che, i Governi che si sono succeduti nel tempo, non hanno voluto mai risolvere in modo dignitoso e corretto la condizione dei Giudici di Pace ed in generale della Magistratura Onoraria tutta (GOT+VPO), per la loro condizione di lavoratori, sia pure a tempo determinato, pagati a cottimo e senza alcun diritto (ferie, previdenza, salute, equa remunerazione).

La riforma Orlando si è caratterizzata nel non risolvere tali problematiche semmai ad aggravarle pur avendo il Ministro Orlando fatto, allora nel contesto, una richiesta di parere al Consiglio di Stato (Adunanza della commissione Speciale del 23.03.2017 n.affare 00464/2017) che fu data in modo puntuale e con elementi di valutazione di considerare l’applicazione della L.217/1974, totalmente ignorati da quel Governo e dal Guardasigilli. Il timore vero di applicazione della legge 217/74 è risultato evidente, la stabilizzazione dei Magistrati onorari avrebbe certamente alterato gli equilibri dell’ANM e dunque si è avversata energicamente. (vedasi nota vicenda Palamara sic!)

Durante il Governo giallo-verde il Ministro Bonafede nominò con decreto un tavolo tecnico con tutte le espressioni della Magistratura Onoraria coinvolti anche gli Avvocati e la Cassa Forense e l’Inps.

La risultanza di accordo raggiunto al tavolo tecnico è stata nuovamente disattesa dal Ministro Bonafede che ha dato decorso ad una propria proposta priva dei requisiti di giustizia e di equità.

cms_19861/4.jpgI Giudici di Pace sono stati costretti ad adire la Magistratura fino ad arrivare, attraverso ad una pregiudiziale, alla Corte di Giustizia Europea che il 16.07.2020 si è pronunciata con una storica sentenza nella causa C 658/18, tanto che nell’immediatezza vi è stato e, di particolare interesse, il commento del dr.Michele Corradino Presidente di Sezione del Consiglio di Stato.

Già in precedenza il Comitato Europeo dei diritti sociali n.102/2013 pronuncia del 05.07.2016 pubblicata il 16.11.2016, promossa dalla Associazione Nazionale dei Giudici di Pace che sanciva la discriminazione esistente e la comparazione del Giudice di pace al Magistrato professionale di riferimento per i diritti connessi.

Ebbene, nonostante queste plurime prese di posizioni di Organi qualificati, il Governo e, più in generale il Legislatore, ha sempre fatto lo gnorri, accampando sempre scuse di spesa e le ostative “bollinature” del Mef. Il Ministro dell’economia Roberto Gualtieri che è docente di storia contemporanea, filosofo, che dovrebbe avere a mente le ragioni umane della moltitudine, appare imprigionato dalla Sua struttura che, solo per la Magistratura Onoraria, non avrebbe mai risorse da impiegare, pur propagandando i miliardi di risorse per la ripartenza economica a seguito degli eventi pandemici.

cms_19861/images.jpgPer i Giudici di Pace e la Magistratura Onoraria tutta, è stata anche disposta una Commissione ristretta al Senato per l’elaborazione di una proposta di modifica della Orlando che possa trovare una soluzione alle problematiche ventennali della Magistratura Onoraria a servizio dello Stato. Allo stato non sembra che detta Commissione abbia messo a fuoco, con giustizia, un elaborato idoneo e risolutivo della vertenza e, laddove abbiano sensibilità di dare contezza alla pronuncia della Corte di Giustizia Europea del 16.07. scorso ed alle altre pronunce avanti richiamate, potrebbero dare una risposta soddisfacente e definitiva, anche in ragione delle plurime proposte condivise fatte dalle Associazioni di categoria ed anche, almeno sulla carta, sostenute dalla ANM.

Oggi il governo italiano e l’intera politica, grazie alle risorse che verranno messe a disposizione dal Recovery Fund, potranno rendere più moderni e più efficaci vari settori della pubblica amministrazione. I fondi che verranno messi a disposizione dell’Italia dall’U.E. saranno 80 miliardi di euro a fondo perduto ed 90 miliardi in prestito.

Tra i settori che l’U.E. chiede all’Italia di rendere più efficienti per poter usufruire delle risorse è annoverata la giustizia, in quanto occupiamo da anni uno degli ultimi posti nella classifica europea per il funzionamento della giustizia, nonostante numerosi studi da parte della Banca d’Italia e della BCE hanno precisato che il funzionamento della giustizia porta ad incrementare di almeno un paio di punti di PIL. Purtroppo la politica dei ministri della giustizia e, quindi, dei vari governi nelle ultimi trent’anni è andata dalla parte opposta rispetto ad efficientare questo settore. Lo dimostra anche l’ultima legge sulla giustizia approvata non più tardi di due mesi or sono dove l’unico illuminante rimedio per limitare l’accesso alla giustizia è stato prevedere l’ennesimo aumento del contributo unificato e, quindi, riservando ad una ristretta élite di benestanti il lusso di vedersi tutelati i propri diritti potendo ricorrere all’autorità giudiziaria. Non sono queste le politiche di uno Stato di diritto.

cms_19861/5.jpgCon le risorse del Recovery Fund sarà possibile, in presenza di una reale volontà politica, di rendere efficiente l’intera sistema giustizia attraverso una valorizzazione professionale, una tutela economica e previdenziale della magistratura onoraria, che, a seguito della recentissima sentenza della Corte di Giustizia europea, non dovrà essere più indicata come “onoraria”, ma costituisce una vera e propria magistratura “ordinaria”.

Saremo vigili nel seguire le vicende progettuali che il governo andrà a proporre alla Commissione Europea e nel caso in cui questa magistratura verrà esclusa denunceremo alla Commissione europea, così come fatto già in altre occasioni, che l’Italia non merita di ricevere alcuna risorsa, in quanto non solo non renderà efficiente la giustizia, ma sarà palese l’intento di prendere in giro l’Europa.

Allo stato- purtroppo- si registrano ancora giri di valer la maggioranza appare divisa sulla problematica da risolvere, l’opposizione sulla carta mostra sostegno ma non riscontrato sia per i primi che per i secondi da facta concludentia. La verità è soltanto una: la deficienza di conoscenza di principi elementari che regolano la democrazia ovvero, il Parlamento legifera ed il governo esegue le volontà legiferate, la Magistratura le applica al caso concreto. Invero, i nostri politici si devono consultare con i burocrati ministeriali prima di avanzare una proposta normativa, quindi chi decide non è la politica ma la burocrazia, ergo se nel clima di spending revue si mandassero a casa tutti i politici, dal primo all’ultimo, avremmo già un cospicuo risultato per la finanza pubblica, visto che le decisioni sono vincolate alla burocrazia ministeriale.

E’ semplicemente penoso dover vedere una pochezza rappresentativa così palese, ciò che manca da anni è una vera dirigenza qualificata sia sotto il profilo culturale che della tensione ideale, che invece avevano i Costituenti, vero è che in politica gli spazi vanno riempiti ma il contenitore, anziché avere un buon vino d’annata, mesce a noi tutti un vinello di scarsa qualità ed i problemi del Paese Italia restano così incompiuti quando non addirittura danneggiati dalla inadeguatezza della politica.

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Le proposte riguardo alla vertenza dei Giudici di Pace e della Magistratura Onoraria tutta, oltre ventennale ormai, delle Associazioni di categoria, sono note sia al Ministro che al Senato ed alla Commissione all’uopo nominata. Ora se costoro, sono in grado ed hanno veramente a cuore la Giustizia dovrebbero dare risposte chiare e coraggiose che non mirino a “distruggere” ciò che fino ad ora ha funzionato egregiamente, consentendo così al pianeta Giustizia di scongiurare il collasso e l’inadeguatezza di risposte alla domanda di giustizia richiesta dal Popolo Italiano.

Antonino Di Renzo Mannino

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