MAGISTRATURA DI PACE ENNESIMO EDITTO

IL DECRETO "DEI SERVI DELLA GLEBA"

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Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo la lettera del Vice Pres.Vicario Ass.Naz.GdP, dott. ANTONINO di RENZO MANNINO

cms_6354/Antonino_Di_Renzo_Mannino.jpgLa riforma della Magistratura Onoraria (GOT-VPO) e dei Giudici di Pace con la L.57/16 ed il successivo decreto 92/16, ha visto il Governo emanare lo schema di decreto (il cui termine era per il 14 maggio 2017) che dovrebbe portare a compimento la riforma. Il percorso della legge di riforma vide un tavolo tecnico, presieduto dal Ministro e talvolta anche con la presenza dei responsabili dei dipartimenti di competenza e dei Sottosegretari: la problematica era quella dei Giudici in servizio da circa 20 anni (qualcuno anche di più), la relazione di riforma vedeva indicato il compenso in 25.000 euro per il fisso e per il variabile una forbice aggiuntiva rispetto al fisso fino al 50% con criteri da stabilire con un successivo tavolo tecnico a delega approvata per il superamento del cottimo come regime retributivo, la riforma prevedeva inoltre la permanenza di mandati quadriennali, dapprima in due poi con le trattative il Governo si orientava in tre ma, l’accordo poi raggiunto fu quello dei 4 mandati quadriennali che furono inseriti nel testo di legge delega da ultimo, il Ministro si disse rammaricato di non essere riuscito a trovare disponibilità finanziarie per la previdenza ma che ogni iniziativa da noi assunta avrebbe visto il ministero a sostegno. Il Ministro a conoscenza della procedura di possibile infrazione ebbe a dire che avrebbe lasciato aperta una finestra per modellare poi quando si sarebbe conosciuta la pronuncia.

Ebbene, la pronuncia del Comitato europeo dei diritti sociali, adito dall’Associazione Nazionale Giudici di Pace, ha accolto il reclamo n.103/2013 accertando la discriminazione nei confronti dei giudici di pace e la violazione da parte dell’Italia degli articoli E e 12, paragrafo 1, della Carta sociale europea; il Comitato ha sancito che alla magistratura di pace ed onoraria deve essere riconosciuto il diritto alla protezione sociale (previdenza) ed ha, altresì, ritenuto che le funzioni di giudice di pace siano funzionalmente equivalenti ai magistrati di ruolo; la situazione di precariato della Magistratura Onoraria (GOT-VPO) e Giudici di Pace dovrebbe essere armonizzata anche con la pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione europea, che con sentenza del 12 dicembre 2013 (Causa C-361/12), aveva espressamente dichiarato «l’illegittimità della legislazione italiana in materia di precariato pubblico».

Sulla base della nuova situazione creatasi, il Ministro ha formulato richiesta di parere al Consiglio di Stato che ha indicato: "….Può concepirsi un’ulteriore ipotesi astrattamente sussumibile nel termine “stabilizzazione”. Si potrebbe in particolare ipotizzare, per una parte dei giudici onorari in servizio, la mera “conservazione dell’incarico in corso” sino al conseguimento della età pensionabile. La fattispecie, invero, è stata già impiegata in passato dalla legge 18 maggio 1974, n. 217 con riguardo ai vice pretori onorari incaricati (“Sistemazione giuridico-economica dei vice pretori onorari incaricati di funzioni giudiziarie ai sensi del secondo comma dell’articolo 32 dell’ordinamento giudiziario”). N. 00464/2017 AFFARE Pagina 18 di 27 https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsavvocati/ucmProxy … L’ipotesi offre una qualche possibilità operativa nei seguenti termini, anche se è rimessa in ogni caso al Legislatore. … D’altra parte occorre segnalare che la Corte costituzionale non ebbe mai a sindacare la legittimità del richiamato precedente normativo del 1974 in relazione all’articolo 106 della Carta Fondamentale; difatti, con la sentenza n. 105 del 1983, la Corte vagliò la legge n. 217 del 1974 con esclusivo riferimento al parametro rappresentato dall’articolo 3 della Costituzione nella parte in cui la disciplina legislativa dettata per i vice pretori incaricati non era stata estesa anche ai vice pretori reggenti…".

Considerando l’iter del percorso, il parere richiesto dal ministero al Consiglio di Stato e la posizione dell’Europa, appare incomprensibile l’emanazione di uno schema di decreto che sembra ripristinare - in modo accentuato - la condizione dei " servi della gleba". Infatti, la magistratura onoraria in servizio da oltre venti anni, oltre a non vedersi riconosciuta alcuna ipotesi previdenziale, se non a proprio esclusivo carico, come garantito a qualsiasi altro lavoratore che svolge pubblica funzione, dovrebbe avere una indennità lorda di 16.140,00 oneri assorbiti che equivale ad un compenso netto di circa 600/750 euro al mese.

Sarebbe accettabile una simile ipotesi se anche il Ministro svolgesse il Suo servizio per un compenso di € 600/750 nette al mese e così tutti i funzionari ministeriali fuori ruolo dalla magistratura che a vario titolo svolgono una funzione.

Retorica a parte, sappiamo bene che gli ideali ispiratori del Ministro Orlando si rifanno ai "giovani turchi", la denominazione di Giovani turchi fu coniata dalla giornalista Egle Monti per descrivere quel movimento di giovani politici sardi che, nel 1956, compirono un’ impresa vincendo inaspettatamente le elezioni per il direttivo provinciale sassarese della DC. La rivoluzione capeggiata da Cossiga intendeva raggiungere un rinnovamento all’interno della DC, perché si avvertiva la crisi di una concezione del partito e della gestione della cosa pubblica basata solo sul prestigio personale e su una clientela tradizionale e familiare. Era sorta l’esigenza di una concezione della politica come impegno e il partito veniva indicato come scuola per la classe dirigente, esso inoltre doveva essere: organizzato, democratico, pervaso di moralità e avere l’obbligo di cambiare la società. Sul piano politico i riferimenti privilegiati dei Giovani Turchi furono Fanfani, La Pira e la sinistra sociale di Dossetti e Lazzati , all’estero guardavano al Cattolicesimo moderato francese ed al New Deal di Roosevelt. Il successo del movimento si manifestò in una serie di profondi mutamenti nella politica sarda grazie al Piano di Rinascita. L’unità d’intenti resse fino al 1969, quando terminò l’unità politica nel partito e nello stesso gruppo sassarese.

La stessa espressione è stata utilizzata per indicare una delle correnti del Pd, che nel 2013 ha portato nel Parlamento un gruppo di giovani deputati, tra cui spiccano Giuseppe Civati e Laura Puppato, che ha contribuito al rinnovamento della rappresentanza parlamentare, Andrea Orlando ne è l’autorevole odierno interprete. Dunque, se gli ideali di rinnovamento sono quelli di difesa della democrazia, della moralità e del cambiamento della società, la giustizia dovrebbe essere al primo posto nella considerazione della dignità delle persone. Invece, da responsabile del PD per la giustizia, Andrea Orlando scrive un programma che prevedeva per la Magistratura onoraria diritti e la stabilizzazione fino a 70 anni ed una retribuzione adeguata, improvvisamente divenuto Ministro cade nell’oblio e non ricorda più nulla, non solo al question-time parlamentare dice che si sta verificando la via della L.217/74 (quella della stabilizzazione dei Vice pretori onorari) ma, inspiegabilmente e misteriosamente emana uno schema di decreto che cozza con ogni suo scritto e proposito annunciato.

Nonostante l’impegno di riconvocare il tavolo tecnico e le richieste reiterate in tal senso dalle associazioni di categoria, vi è stato il silenzio totale ed il Ministro ha emanato lo schema ascoltando chi ….. gli vuole bene politicamente o con arguzia mira alla Sua débâcle?!

Cosa può fare la Magistratura Onoraria e di Pace in un quadro così complessivamente delineato, se non quello di usare gli strumenti di astensione - per ora - e difendere un servizio svolto a favore dello Stato che ha consentito di evadere milioni di fascicoli e che vide solo l’onestà intellettuale del Dirigente del DOG Dr. Barbuto distinguere le posizioni tra gli uffici giudiziari (gdp- tribunali- corti di appello-cassazione), concludendo che la magistratura di pace era l’unica magistratura ad avere percentuali positive di produttività; mentre, ora, le statistiche vengono mescolate per poter consentire e per poter dire all’Europa che la Magistratura italiana sta andando in controtendenza smaltendo fascicoli e contenendo la legge Pinto beh… troppo facile cara Associazione Nazionale Magistrati! Come non ricordare, poi, l’incontro avuto con la ANM dove in nostra presenza il Presidente Davigo evidenzia che i Magistrati di carriera, allorquando di trovano ad affrontare malattie, si troverebbero in difficoltà, in quanto perdono l’indennità di funzione; tale affermazione viene fatta a chi non ha mai avuto nulla: questione di stile!

Ci troviamo in presenza di un articolato "schizzato" che solo il Legislatore può equilibrare e noi siamo grati a tutti quei parlamentari che, indipendentemente dall’appartenenza politica, si sono interessati e si interessano di noi: l’On. Piergiorgio Carrescia, l’On. Assunta Tartaglione l’On. Massimiliano Manfredi l’On.Ernesto Magorno, Sen. Giacomo Caliendo, Sen. Remigio Ceroni, Sen. Maurizio Buccarella, l’On. Giorgia Meloni, l’On. Nicola Molteni, l’On. Erika Stefani, oltre ai confronti avuti con l’On. David Ermini ed il Sottosegretario Dr. Cosimo Maria Ferri. Guardiamo con attenzione al CSM ed al Vice Presidente Giovanni Legnini che ringraziamo per la Sua considerazione sempre riservata.

L’Europa è la garante dei diritti in quanto al di sopra di certi poteri egoisti che ledono il principio di uguaglianza e della pari dignità delle persone. Ciò che duole è vedere come - pur pendente la procedura nei confronti dell’Italia - e l’alacre attività svolta dall’On. Cecilia Wikstrom, Presidente della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo e di altri parlamentari europei, tranne, purtroppo, qualche eccezione italiana, la risposta dell’Italia con lo schema di decreto emanato risponde alla Europa, nella sostanza: "di Voi non ci curiamo affatto". Una simile condotta speriamo possa vedere formalizzata definitivamente la procedura d’infrazione contro l’Italia per la violazione dei diritti sociali come già sancito.

Abraham Lincoln, estensore del proclama, di abolizione della schiavitù, liberò gli schiavi negli Stati Uniti d’America, a distanza di secoli qui si torna ai "servi della gleba", e dunque, i giovani turchi difendano con coraggio i propri propositi ed abbiano il senso e la consapevolezza di poter dire alla propria coscienza: giustizia è fatta!....Ut unum sint.

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