MAGDALENA ANDERSSON PREMIER IN SVEZIA… MA SOLO PER POCO!

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Fino a poche ore fa, la Svezia si approntava a compiere un passo epocale con l’elezione di Magdalena Andersson per la carica di capo del governo, per la prima volta affidata a una donna nella storia del Paese scandinavo.

Eletta con 117 voti favorevoli, 57 astenuti e 174 contrari, Andersson avrebbe quindi preso il posto di Stefan Löfven, rompendo, come si suol dire, il “soffitto di cristallo”.

In Svezia l’uguaglianza di genere è realtà da anni consolidata ma, nonostante questo, lo storico Paese scandinavo era l’unica delle Nazioni del Nord a non avere ancora avuto una prima ministra.

Magdalena Andersson, 54 anni ed ex Ministro delle Finanze nel governo Löfven, è soprannominata ‘bulldozer’ per via della sua capacità di imporre le sue linee, per la sua tempra, determinazione ed autorevolezza, che spesso le è valso il paragone con Angela Merkel.

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Nel suo curriculum annovera un biennio come consigliera del primo ministro Goran Persson, dal 1996 al 1998, e fino al 2004 ha lavorato come Direttore della pianificazione. Per altri due anni è stata Segretaria di Stato al Ministero delle Finanze, salvo poi tornare al ruolo di consigliere politico, con Mona Sahlin all’opposizione. Fino al 2012 ha ricoperto inoltre il ruolo di Direttore Capo dell’Agenzia delle Entrate della Svezia. Nel 2014 è entrata come membro eletto del Riksdag, il Parlamento svedese, e nell’ottobre dello stesso anno è stata nominata al dicastero delle Finanze con il governo Löfven. Quest’ultimo ruolo l’ha ricoperto per 7 anni, fino alla recentissima nomina di Primo Ministro.

La sua linea politica è incentrata sul clima, ripresa del controllo democratico su scuola e sistema sanitario dopo un’ondata di privatizzazioni, lotta alla segregazione e alle bande violente. Il suo cammino alla guida del governo si prospettava non facile, poiché in Svezia è forte l’ascendente dell’estrema destra, alleata con il Partito conservatore di Ulf Kristersson.

Non sono tardati gli elogi e i complimenti da parte dei membri e cariche più alte dell’UE.

"Congratulazioni Magda Andersson per essere stata eletta prima ministra della Svezia, Paese pioniere in materia di clima e innovazione. Non vedo l’ora di lavorare insieme per rendere l’Europa più verde e più digitale!" così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter.

"Un caloroso benvenuto alla nostra riunione del Consiglio europeo di dicembre alla nuova premier Magdalena Andersson. Grazie al premier uscente Stefan Löfven per la preziosa collaborazione e amicizia" ha cinguettato, dal canto suo, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

"100 anni dopo che le donne hanno conquistato il diritto di voto, oggi la Svezia ha eletto Magdalena Andersson prima ministra, la prima donna in assoluto! Un soffitto di vetro si è rotto e la Svezia ha una nuova premier eccellente e forte. Un bel giorno! Congratulazioni Andersson!" ha commentato la commissaria europea agli affari interni, la svedese Ylva Johansson, sempre su Twitter.

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Come ci insegna l’esperienza, tuttavia, non è bene esultare troppo presto. Sì, perché, a sole otto ore dalla nomina della neopresidente, il partito dei Verdi ha deciso di disertare l’esecutivo e il progetto di bilancio non è stato approvato. Una rapida successione di eventi che ha spinto la Andersson a dimettersi con lapidarie parole: “Non voglio guidare un governo la cui legittimità è stata messa in dubbio”. “È una pratica costituzionale che vuole che un governo di coalizione si dimetta quando uno dei partiti lascia l’alleanza” ha poi aggiunto, dicendosi pronta a riacquisire l’incarico in caso di seconda elezione da parte del Parlamento.

Riccardo Seghizzi

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