La rivoluzione comunicativa di Francesco

“La preghiera del rosario per restare uniti”

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“Preghiamo insieme, io vi accompagnerò da qui”. In queste ore ansiogene a causa del Coronavirus, stiamo assistendo a innumerevoli iniziative per far sentire la vicinanza nei confronti dell’Italia intera. Musica dai balconi, inno nazionale, concerti improvvisati, è questa l’Italia che non si arrende, cercando in tutti i modi di esorcizzare la paura. Oltre a tali iniziative, anche la chiesa cattolica nella figura di Papa Francesco, ha lanciato un piccolo flashmob di preghiera incentrato sulla recita del rosario. Una tradizione antica, che unisce tutto il mondo sotto il nome di Maria madre di tutti i bisognosi e sofferenti.

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Pertanto, oltre al valore prettamente simbolico del rosario, il Pontefice evidenzia il grave momento di difficoltà non solo a livello nazionale ma anche a livello europeo. L’emergenza Cornavirus, è un tempo propizio per riscoprire sé stessi oltre a dar valore all’aspetto delle relazioni, spesso snobbate a causa della consueta routine. La svolta comunicativa di Francesco sta portando i suoi frutti, perché, nonostante la drammaticità della situazione che stiamo vivendo, riesce con i suoi piccoli gesti a far sorridere e sperare un popolo avvolto dal dolore. In questo caso, la creatività di Bergoglio si concretizza attraverso una semplice candela fuori dal balcone, con l’obiettivo di racchiudere tutto il mondo in un grande abbraccio. Tra l’altro, la chiesa sta vivendo il tempo liturgico della quaresima, dove oltre alla preghiera è richiesto un piccolo sacrificio.

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Oggi, questa piccola rinuncia si può decifrare nello stare a casa, facendo elevare il nostro senso civico di comunità. Gli appelli sono tanti, ma spesso rischiamo di fare ‘orecchie da mercante’ dimenticando così il nostro prossimo e cadendo nella trappola dell’egoismo. Dunque, la vera carità non è solo nel cantare o nei post sui social, ma deve essere un impegno concreto e reale verso l’umanità schiacciata dal peso dell’indifferenza. Spalancare le porte dei nostri balconi equivale all’aprire le porte del nostro cuore, nel quale Dio vuole parlarci nel segreto, perché anche una semplice candela può rappresentare una vera e propria rivoluzione d’umanità.

(foto dal web)

Giuseppe Capano

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