La lingua italiana come strumento di comunicazione efficace

Negativi i risultati delle prove INVALSI, specialmente al Sud

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In questi giorni c’è stato un acceso dibattito circa i risultati delle prove nazionali Invalsi e vari esponenti illustri hanno espresso le proprie perplessità in merito ad un dato che è emerso. Pare che i nostri giovani studenti non siano in grado di comprendere un testo di italiano, e questo naturalmente ha suscitato preoccupazione soprattutto nel mondo della scuola e non solo. Alcuni docenti di consolidata esperienza hanno espresso il proprio giudizio in merito sostenendo che il problema nel percorso didattico e formativo non siano tanto i risultati negativi delle INVALSI, quanto il fatto che per affrontare tali prove si sottragga tempo prezioso sia agli studenti che agli insegnanti; inoltre, esse costituiscono un gravame economico non indifferente per lo Stato.

Essi lamentano in realtà altre problematiche che non sono adeguatamente affrontate, come le cosiddette “classi pollaio”, e riconoscono l’utilità invece di classi più snelle in modo da potersi dedicare con più attenzione agli studenti personalizzando l’intervento didattico di cui essi stessi hanno bisogno. Anche la continuità didattica, spesso compromessa, risulta essere uno dei grandi nodi da slegare attraverso un’assunzione più razionale del personale docente lasciato ad essere per lungo tempo indecentemente “precario”.

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I docenti stessi dichiarano inoltre che ad alzare le mani ed a rassegnarsi ad ammettere che il sistema di valutazione adottato serve a poco o a nulla è lo stesso INVALSI. Ci sono competenze importanti che non sono valutate - ad esempio quelle di comunicazione verbale e scrittura, affettiva e relazionale - che non sono valutabili con una prova standardizzata, ma solo attraverso la dinamica insegnamento-apprendimento.
Come può un insegnante adeguarsi alla macchina INVALSI, che produce dati parziali, limitati e deficitari?

Proprio in questi giorni il Presidente onorario dell’Accademia della Crusca, il linguista italiano F.Sabatini, ha rilasciato in un’intervista alcune dichiarazioni, commentando così i risultati del test INVALSI, non lusinghieri, specialmente quelli riportati dagli studenti del sud d’Italia circa la lacunosa capacità di comprensione di un testo d’italiano. Il noto linguista ha voluto sottolineare quanto sia importante la lingua italiana per poter esercitare a pieno titolo la propria funzione di cittadino libero in grado di esprimersi compiutamente e di aggirarsi con sicurezza nel processo comunicativo che lo pone in relazione con i propri simili.

Osservando i nostri studenti ci accorgiamo infatti di quanto sia resistente il loro mondo a causa di altri sistemi di comunicazione, e dunque si cerca di sollecitare in essi l’interesse per la lettura perché attraverso questa abilità è possibile approcciarsi a qualsiasi disciplina che ci permette di cogliere ciò di cui si parla.

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La lettura è in grado di arricchire le strutture cognitive dell’allievo.

Grazie ad essa si acquisisce infatti una certa padronanza nel seguire una storia, fatta di sequenze ed ambientata in un certo tempo, in un determinato luogo ed in cui agiscono determinati personaggi. Un altro punto su cui bisogna puntare la nostra attenzione è la necessità per tutti gli studenti di acquisire con sicurezza la piena padronanza delle regole grammaticali, che devono essere portate alla loro attenzione a cominciare dalla scuola primaria per poi approfondirle nella scuola secondaria di 1°e 2° grado. Nel sollecitare inoltre una severa preparazione dei docenti nel settore linguistico-grammaticale della lingua italiana, il linguista Sabatini ritiene che gli studenti non debbano utilizzare solo il linguaggio dei social net work perché ciò ridurrebbe il proprio modo di comunicare e li condurrebbe a non padroneggiare adeguatamente la propria lingua impoverita, per questa ragione, nella sua struttura.

Da qui dunque la necessità di studiarla e di perfezionarla in modo da poterla utilizzare per un corretto uso delle parole sia nel loro significato che per poter esprimere pienamente i propri sentimenti, quelli stessi che ci spingono a guidare la nostra mente ed a dirigere le nostre azioni.

Ester Lucchese

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