La donna, i concorsi di bellezza e l’economia.

"viva le donne, viva le belle donne, che sono le colonne dell’amor..."

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Anche in autunno o addirittura d’inverno, è facile vedere locandine che annunciano e reclamizzano selezioni e preselezioni per assegnare fasce di miss nei diversi concorsi di bellezza. Veri, verosimili o inventati, le concorrenti, purtroppo, non mancano mai.

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Ma è mai possibile, mi chiedo, che nessuna di loro si sia mai accorta che questi concorsi non portino da nessuna parte e che persino mamma Rai abbia deciso di non trasmettere più lo storico concorso Nazionale “Miss Itlia”.

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Lo ha trasmesso, ultimamente, la 7 con la conduzione di una scialba Simona Ventura più preoccupata di salvarsi il cachet che dello stesso concorso. La motivazione? Un brutto momento di crisi! Ma trattasi di crisi etica o crisi di ascolti?

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Di questo “serissimo problema” se ne stanno interessando organizzatori, impresari, concorrenti e relative mamme al seguito delle future miss. Tutti, dico tutti, in un coro unanime continuano a starnazzare dicendo e scrivendo: ”...hanno ammazzato Miss Italia...”.Pur non essendo Sherloch Holmes, penso di aver trovato l’assassino. Lo stesso concorso non interessa più a nessuno. L’affannosa ricerca di teenagers da piazzare in qualità di letterine, cartoline o meteorine non può attendere un intero anno.

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Urgono volti nuovi, anzi corpi nuovi, che, grazie al cielo, non mancano. Alla base del problema servono le raccomandazioni... escort a parte! Queste ultime, spesso e volentieri, vengono sistemate in programmi televisivi in qualità di opinioniste che regalano al pubblico lezioni di ignoranza.

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La standardizzazione della bellezza, la chirurgia plastica correttiva, i tacchi 12 o altre diavolerie hanno creato uno stereotipo che ha permesso alle giovani ragazze di apparire sempre meno bellezze mediterranee e sempre più vicine agli standard Svedesi o Americani.

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Da sempre, della donna, si è fatto un uso improprio ed un abuso non solamente in campo pubblicitario. Sino a dieci anni fa, persino i magazine e i settimanali politici Italiani, leggi Espresso o Panorama, ostentavano in copertina il corpo di una bella “ragazza” possibilmente nuda. Titoloni in “font absolute-size” servivano a coprire qualcosa delle loro parti intime. Grazie a questo escamotage la tiratura delle testate aumentava vorticosamente.

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Volendo approfondire l’analisi vorrei ricordare che, per una curiosa casualità, quando si attraversano momenti di crisi economica, la moda internazionale fa tirar fuori le gambe delle donne facendole indossare hot pants o minigonne inguinali, al contrario, nei momenti floridi dell’ economia le gonne femminili si allungano sin sotto il ginocchio sino a diventare maxi o stratificate. Misteri della fede, della moda e dell’economia.

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A questo punto non mi resta che condividere una vecchio successo musicale di Pippo Baudo che, in tempi non sospetti, penso sia il 1970, dopo il successo della canzone “donna rosa” approdava in teatro cantando: “...viva le donne, viva le belle donne, che sono le colonne dell’amor...” Una preveggenza? Una previsione? Comunque, a parer mio, il Pippone nazionale aveva capito tutto in largo anticipo.

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