La battaglia di Hacksaw Ridge. Quando le convinzioni divengono Fede

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Ultima fatica di Mel Gibson dietro la macchina da presa dai tempi, dieci anni orsono, di “Apocalypto”.L’ennesima dimostrazione di come tale collocazione sia la più congeniale all’attore australiano per esprimere appieno le sue potenzialità artistiche.Racconta la vera storia di Desmond Doss, eroe-soldato che durante la seconda guerra mondiale divenne il primo obiettore di coscienza a ricevere la più alta onorificenza militare al valore.Desmond, cresciuto sulle montagne della Virginia in una famiglia vessata da un padre alcolizzato, decide di arruolarsi per servire il suo Paese.Ma è profondamente diverso da tutti gli altri.Cristiano avventista, rifiuta categoricamente di impugnare un’arma e uccidere un uomo. Fosse anche il nemico.Arruolato come soccorritore medico e inviato sull’isola di Okinawa sul fronte del Pacifico, combatterà la “sua guerra”, non contro un esercito nemico, ma la bestialità che riduce l’uomo carnefice dei suoi simili.Nella sua Odissea affronterà le insidie di un pregiudizio militare che lo crede debole, assieme ai suoi fantasmi interiori più potenti dei rombi di battaglia. Immagini spietate in tutta la loro forza distruttrice, un costrutto dal simbolismo archetipico toccante.

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La carne dell’Uomo dilaniata, brandelli, sangue, fumo, esplosioni e terrore.Gibson ci trascina sul campo dello scontro bellico, la cui maestosa crudezza richiama assolutamente l’incipit di "Salvate il soldato Ryan" del Maestro Spielberg.Un allestimento di bestiale violenza, che porta in trionfo il concetto di pacifismo.E’ nel nome del “no-war” che si fa mostra di un orrore insostenibile, fatto di una mattanza ad oltranza.Un’indubbia lucidità registica che spettacolarizza l’arte della guerra.Le scene sono girate con una tecnica assoluta, grande ricorso alla slow motion che enfatizza ogni frame, regalandoci un quadro suggestivo e terrificante al contempo.Un altare del gesto bellico contro la forza della Fede. L’istinto primordiale e la sua sublimazione nell’amore.Il protagonista è armato solamente dei propri principi, più saldi dell’acciaio di quelle armi che ripudia, con un coraggio e un senso del sacrificio pari solo al desiderio di salvare Vite, contrapposto all’azione di spezzarle, tipico di tutti gli altri attori di quel tragico teatro di Morte.

cms_5547/3.jpgUna riflessione potente sul potere dei nostri valori interiori che divengono Credo incrollabile capace di spingerci ad azioni straordinarie, dalla portata ecumenica.Proprio come quella del “vigliacco” Desmond Doss che nell’eroicità epica del suo gesto trae in salvo ben 75 commilitoni feriti.La battaglia di Hacksaw Ridge ha ricevuto sei nomination per gli Oscar, compresi Miglior film, regia e attore protagonista, l’ex spider-man Andrew Garfield, sempre più consapevole dei suoi mezzi espressivi. Dotato del giusto phisique du rôle, ne tratteggia una caratterizzazione sentita e convincente.Nel cast tra gli altri Vince Vaugh, Sam Worthington, Luke Bracey, Teresa Palmer e il grande Hugo Weaving.Presentato al festival di Venezia, ha ottenuto una standing ovation di ben 10 minuti.Un buon viatico per un film che, affondando mani e cuore nella memoria storica, rende il giusto omaggio al coraggio di idee portatrici di Vita.

Massimo Lupi

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