La Via dell’Integrazione passa per l’amore

In esclusiva per l’International web Post lo scrittore e formatore Antonio Origgi parla dell’Amore quale percorso di evoluzione.

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Ci identifichiamo quotidianamente con la nostra razionalità, con il nostro pensiero, eppure razionalità e pensiero, paradossalmente sono quella parte dell’essere umano che più ci allontana dalla nostra realtà, dalla nostra anima.

Quando molti formatori ci dicono che siamo governati per il 95% dalla mente subconscia, si riferiscono a quelle parti nascoste di noi, soprattutto alla componente emozionale, quella che nel mio ultimo libro “Le 3 Menti Inconsce”, chiamo il Sé istintivo.

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In realtà però non è proprio così, chi ci governa per il 95% del tempo (alcuni studiosi tedeschi affermano addirittura per il 99%) è sia il Sé istintivo, quella coscienza che vive di emozioni, e sia il Sé mentale, quella coscienza autonoma che vive di pensiero, logica e razionalità, quella parte con cui ci identifichiamo per la gran parte del tempo. Quella parte che chiamiamo erroneamente “io”. Quella parte intelligente che ha saputo costruire astronavi e palazzi altissimi, dotati di ogni comfort.

E’ solo quando ci osserviamo, quando ci chiediamo chi siamo, quando vorremmo fermare i nostri pensieri (Sé mentale), che la nostra coscienza è “sveglia”. Ecco, quella coscienza che si sveglia ogni tanto è la nostra vera identità, è la nostra anima che è scesa nella materia per sperimentare la dualità, perdendo così il contatto con la propria realtà. Una realtà d’amore.

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L’anima è una coscienza evoluta, un essere di Luce che potremmo chiamare angelo, o arcangelo, che ha deciso di incarnarsi per sperimentare la dualità e, soprattutto, le emozioni, che sul piano sottile e angelico non esistono. L’anima ha così scelto l’essere fisico più evoluto, l’essere umano, per questo compito e nel momento in cui ha penetrato la materia ha perso il contatto con la sua identità. Non è una caso che le più grandi domande che si sono posti pensatori e filosofi riguardano proprio il senso della vita. Chi siamo noi? Da dove veniamo? Qual è il nostro destino?

L’angelo ha scelto il corpo di un mammifero per sperimentarsi, un mammifero dotato di più livelli di coscienza, un piano fisico, che si occupa della sopravvivenza, una coscienza emozionale (il Sé istintivo), che si occupa della socializzazione e una coscienza più evoluta (il Sé mentale), che vive di pensiero e che ha come obiettivo l’individualizzazione.

Lo sviluppo del Sé mentale, che ha avuto una grande accelerazione negli ultimi decenni, ha portato via via l’essere umano a distaccarsi dal piano emotivo, dagli affetti, dall’amore verso l’altro, dalla socialità, spingendolo sempre di più verso il proprio interesse egoistico. Queste dinamiche hanno generato un conflitto sempre più marcato tra il Sé istintivo, bisognoso d’amore ed il Sé mentale freddo, critico e giudicante. Questi conflitti, a loro volta, hanno determinato la maggior parte dei problemi che vive oggi la gran parte di noi: insicurezza affettiva, incapacità di vivere ed esprimere le proprie emozioni, ansia e paura di vivere.

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Se da una parte il Sé mentale ha creato tante distorsioni e conflitti, d’altra parte ha spinto le coscienze risvegliate a cercare con ancora maggior forza e determinazione una risposta alle domande che si sono posti studiosi e filosofi dall’origine di questa umanità. Non a caso oggi si parla così tanto di spiritualità. Negli ultimi anni ci sono state correnti di pensiero che hanno portato al pensiero positivo, poi alla diffusione di quella che è stata chiamata legge dell’attrazione e negli ultimi anni alla diffusione, anche tra i non addetti ai lavori, delle teoria della fisica quantistica, che arrivano a postulare scientificamente la sopravvivenza della coscienza dopo la morte.

Sono questi segnali che mi permettono di affermare che, nonostante tutto, l’umanità sta progredendo. A piccoli passi, ma stiamo risalendo la china che ci porterà a riscoprire la nostra identità e a dare quelle risposte che da sempre stiamo cercando.

Ciò che dobbiamo fare è un percorso d’amore. Abbiamo bisogno di risvegliarci, abbiamo bisogno di uscire dal torpore generato dal Sé mentale, abbiamo bisogno di riprenderci le redini della nostra vita. Il primo passo è quello di conoscere noi stessi. Ce lo hanno detto i saggi da sempre, Conoscersi significa conoscere le coscienze che vivono nel mammifero che abitiamo, comprenderle, comprendere le dinamiche che le muovono. Dobbiamo riscoprire il Sé istintivo, ridargli la sua dignità, farlo sentire amato, perdonato e degno di esprimere la bellezza delle sue emozioni. Perché un Sé istintivo sano avrà solo emozioni sane e naturali.

Abbiamo bisogno di rieducare il Sé mentale, perché ci permetta di utilizzare le sue capacità per il bene dell’ intero organismo e per il bene della società in cui viviamo. Nel momento in cui avremo compreso, accettato e amato il Sé istintivo e mentale, avremo portato pace e armonia emozionale ed energetica dentro di noi e questo si rifletterà in un corpo sano, forte e longevo.

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Questo è quello che chiamo processo di integrazione personale e che insegno nei corsi IWAY (Via di Integrazione), il primo passo verso il ritorno a casa. Un percorso di conoscenza e amore, un percorso che permetterà alla nostra anima di risvegliarsi dal sonno della coscienza, di riconoscere la propria identità e di vivificare il corpo che abitiamo. Un caro amico tanti anni fa mi diceva: “Dio non si trova nella luce, si trova nell’oscurità”. Ed è così, non si possono raggiungere grandi altezze senza solide fondamenta. Per creare l’oro, l’alchimista ha dovuto mettere le mani nel piombo. Dante, per arrivare al paradiso ha dovuto prima attraversare l’inferno ed il purgatorio.

Siamo anime incarnate, ciò che ci è chiesto di fare è amare. Amare noi stessi per riconoscere che siamo amore e che tutto ciò che esiste altro non è che un riflesso della medesima coscienza di cui siamo parte. Bene faceva San Francesco a chiamare tutti fratelli e sorelle. Se vediamo l’altro con gli occhi del mammifero umano vediamo la dualità, se vediamo l’altro con gli occhi dell’anima e dell’amore, vediamo ancora noi stessi.

Antonio Origgi

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