La “golden age” del rock. I Genesis di Peter Gabriel

“........Ogni gruppo cercava di far meglio degli altri ogni sera, ma a un tratto diventò impossibile far meglio di loro”

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Godalming, una piccola città nei pressi di Londra, ragazzi della buona borghesia britannica, Tony Banks, appassionato tastierista, Peter Gabriel cantante, flautista, oboista e percussionista, Anthony Phillips, chitarrista, Mike Rutherford, bassista e Chris Stewart batteria. Insieme decidono di metter su una band per dare vita a un sogno.

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Inizia l’avventura dei Genesis, uno dei gruppi che definire iconico è dir poco riduttivo.Bandiera di quella deriva musicale fatta di assoluto genio compositivo declinato nella perfezione dell’esecuzione e della rappresentazione scenica. Il Progressive Rock.Un “sottogenere” che nacque dall’esigenza di dare alla musica rock un maggiore spessore culturale, una variante che trae origine dalle radici blues, di matrice statunitense, declinata a un più profondo livello di complessità e varietà compositiva, melodica, armonica e stilistica.I fautori di tale tendenza si distaccarono pertanto dalla struttura musicale popolare tipica, in favore di strumentazioni e tecniche di scrittura musicale frequentemente associate alla musica classica e al jazz.

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La tipicità divenuta fino ad allora regola, fatta di brani condensati generalmente in pochi minuti, venne rimpiazzata da lunghe suite musicali, spesso estese alla durata di 20 o 30 minuti o dell’intera facciata di un disco, nelle quali si includevano inconfondibili influenze sinfoniche, temi musicali estesi con ambientazioni e liriche fantasy confluenti in complesse orchestrazioni.Un alchimia di suoni, sensazioni, che hanno dato vita a un meraviglioso universo artistico tutto da scoprire.Il rock progressivo conobbe il suo apice nella prima metà degli anni Settanta, con l’affermazione di gruppi quali i Pink Floyd, Jethro Tull, Yes, King Crimson, Gentle Giant, Camel, Emerson, Lake & Palmer e i nostri Genesis, sebbene ognuno con peculiarità di stile, armonie e contenuti che ne facevano entità distinte le une con le altre, costellazioni brillantissime in anni tanto magici, densi di innovazione e sperimentazione.Irripetibili e inarrivabili.Un esordio discografico il loro, nel 1969, non propriamente dei più felici, con l’album “From Genesis to Revelation” che nelle intenzioni di musicisti poco più che diciottenni, doveva essere una specie di concept a sfondo religioso con evidenti riferimenti biblici.Liriche pretenziose e arrangiamenti fin troppo orecchiabili ne determinarono lo scarso successo di vendite, un album non riuscito, sconfessato più tardi dagli stessi autori.L’incontro con Tony Stratton-Smith della Charisma records, si rivelò decisivo per gli sviluppi futuri del gruppo, creando quel binomio etichetta- artista che determinò la “golden age” non solo della band ma del “rock prog” tutto, regalandoci delle pietre miliari inalterabili nel tempo.Il vero inizio, l’anno successivo, con “Trespass”.Correva l’anno 1970.Da quel momento inizia l’ascesa artistica dei Genesis.Un lavoro di ben diverso spessore rispetto al disco d’esordio, nel quale la vena progressive del gruppo si staglia prepotentemente.

cms_4830/4.jpgUn radicale cambiamento nello stile musicale che divenne sovrapponibile ai canoni di genere, con melodie infinitamente più sviluppate ed elaborate che denotano l’enorme mole di studio a cui si erano sottoposti nel periodo intermedio alla pubblicazione dei due dischi che portò ad una radicale trasformazione della band.La strada era tracciata.Nell’agosto del 1970, la line-up inizia a prendere la sua forma definitiva con l’inserimento alle percussioni di un nuovo batterista, un tale Phil Collins, che durante un provino in casa dei genitori di Gabriel, stupisce il gruppo per il suo talento naturale nel suonare la batteria, venendo subito ingaggiato.

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Il gruppo rimaneva ancora alla ricerca di un nuovo chitarrista che potesse sostituire Antony Phillips che per problemi di salute e di una presunta paura del palco gettò la spugna.Alla fine del 1970, tramite un annuncio scoprirono un giovane d grande talento, Steve Hackett, che ascoltato nel corso di un provino svoltosi proprio a casa del musicista, rimasero talmente impressionati dalla sua bravura che lo inglobarono nel gruppo senza valutare nessun altro.La band che nei quattro anni successivi, comporrà dischi considerati opere di riferimento assoluto nel panorama artistico di genere, era composta.Nel novembre del 1971, viene pubblicato Nursery Cryme.

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È la definitiva consacrazione del gruppo, che entra nell’Olimpo del rock progressivo internazionale, divenendone uno dei massimi esponenti assieme agli emergenti Yes e Emerson, Lake & Palmer, più assimilabili a loro per caratteristiche compositive e liriche.Lo "stile Genesis" si inizia a delineare, così come quello che verrà definito il corso dell’“era Gabriel". Strutture musicali articolate, caratterizzate da frequenti cambi di ritmo e memorabili assolo, nei quali si alternano “progressivamente” a momenti più intimi e acustici, sferzate elettriche con virtuosismi di ampio respiro.Ogni elemento assume pari rilevanza d’insieme nell’opera.Ossia ogni strumento vive e pulsa autonomamente, non è mai marginalmente relegato all’accompagnamento del “testo-canzone”, ma diviene parte coprotagonista della narrazione, andando a creare ad unisono la struttura di ogni brano.Le performance live diverranno un altro punto di forza dei Genesis negli anni seguenti. In queste Gabriel si truccava e vestiva nei modi più bizzarri (influenzando nel tempo altri gruppi rock), esaltando e perfezionando le proprie capacità di mimo e di grande comunicatore.

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Memorabili i suoi travestimenti, come il finale di The Musical Box, nel quale indossa un abito rosso della moglie Jill coprendosi il capo con un’enorme testa di volpe, chiamata appunto Foxhead.Esibizione passata alla storia insieme a tante altre che si sono succedute con i costumi più bizzarri, tutti propedeutici ai testi delle canzoni che venivano messe in scena al momento.Col passare del tempo Peter Gabriel divenne sempre più padrone del palcoscenico, assurgendo al ruolo di front man indiscusso, con il suo istrionismo e le sue capacità incantatrici che trovano un vigore espressivo crescente.Per il terzo anno consecutivo, nel 1972, il nuovo LP- capolavoro: Foxtrot. Rappresenta la completa maturazione del gruppo.L’album è un ulteriore step evolutivo con delle sonorità più raffinate e orecchiabili rispetto al passato, mantenendo inalterato l’inconfondibile sound.Vi sono brani al suo interno, quali la suite Supper’s Ready, che occupa quasi interamente la seconda facciata del disco, considerata fra le pietre miliari del progressive e della musica rock di sempre.In questo periodo appare evidente come l’ “Arcangelo” , il nostro Peter, prenda sempre più il sopravvento sugli altri componenti della band.

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Nel corso delle rappresentazioni live è lui a divenire l’attrazione principale, anzi ormai lui è lo show, con un carisma che sembra quasi in grado di dominare oltre che la scena, la musica.Un anno dopo Foxtrot esce Selling England by the Pound, il progetto più venduto dell’"era Gabriel", piazzandosi al terzo posto della classifica in Gran Bretagna.Brani come “Firth of Fifth”, “ I Know What I Like”, “The Cinema Show” o “Dancing with the Moonlit Knight”, rappresentano le vette artistiche più alte della loro produzione.Corre ormai l’anno 1974, i Genesis si lanciano nell’opera più ambiziosa della loro carriera, il doppio LP “The Lamb Lies Down on Broadway”.L’album, ebbe un ottimo successo commerciale, anche se non riuscì ad eguagliare il record di vendite del precedente lavoro.Considerato da molti l’apice artistico del gruppo, da altri un opera forse troppo complessa e pretenziosa, segnerà la fine di un periodo straordinario.Un concept album, The Lamb, pieno di citazioni letterarie, il cui protagonista, Rael, altri non è che l’alter ego di Gabriel stesso.Sicuramente dal punto di vista della struttura musicale e dei testi, l’album è ancora più articolato dei precedenti, ricordato anch’esso per brani indelebili nella memoria collettiva.Dopo la sua pubblicazione venne organizzata una mega tournée promozionale in giro per il mondo, durante la quale sarà suonato dal vivo ben centodue volte.Concerti diventati storia del rock anche per un impianto tecnico- scenografico all’avanguardia, nel quale esordivano per la prima volta spettacolari effetti speciali con luci laser, rivelandosi in ciò dei pionieri assoluti, al pari dei Pink Floyd.Dopo il tour mondiale Peter Gabriel abbandonerà il gruppo.Finisce l’era Gabriel che inizierà subito dopo una una straordinaria carriera solista lontano dai suoni del Progressive e dei suoi vecchi compagni di percorso.

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Numerosi furono i motivi dell’abbandono.Certamente fra i più importanti il problema familiare, ma in primis una sensazione quasi di crescente ostilità da parte degli altri membri a causa del suo carattere istrionico che aveva finito per relegare il resto della band a una posizione marginale rispetto alla sua figura.Esemplificativo in tal senso che la storia di Rael contenuta all’interno di The Lamb Lies Down on Broadway presenta alla fine il copyright ufficiale di Peter Gabriel, rompendo per la prima volta la tradizionale attribuzione a tutto il gruppo del materiale presente nei dischi dei Genesis, tanto che in molti lo definirono come "il primo album di Peter Gabriel da solista".Il suo addio ai Genesis è stato uno dei traumi della storia del Progressive e del rock, segnando lo spartiacque tra ciò che è stato e ciò che sarebbe diventato.Ma col senno di un quarantennio passato, possiamo dire che alla fine era la sola scelta da fare, grave, dolorosa, ma certamente l’unica.D’altronde è ciò che ha permesso l’affermazione di Gabriel come solista, mentre gli altri, allorquando Collins ha lasciato le bacchette per il microfono, hanno conosciuto un successo commerciale neanche immaginabile prima, intraprendendo però una deriva pop che per molti dei vecchi fans è risultata essere assolutamente inaccettabile, andando a stravolgere completamente quello che era stato il loro spirito originario.A lungo si era parlato di una possibile reunion della band.

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In molti ci hanno sperato.Personalmente non credo in simili accadimenti, ritengo che quando avvengono alla base ci sono dei motivi esclusivamente commerciali, non certo artistici.Pertanto va benissimo che le cose siano andate così, perchè i Genesis che ho amato visceralmente e che ancora oggi riescono a trasmettermi le stesse vibrazioni, sono quelli descritti, non altro.Se ci fosse stato un sequel, non sarebbe stato coerente con quei paradigmi che hanno determinato la creazione della leggenda..."Can you tell me where my country lies?" said the unifaun to his true love’s eyes. "It lies with me!" cried the Queen of Maybe ....

(Dancing with the Moonlight Knight-Genesis).

Massimo Lupi

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