La “gaffe” di Fontana

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Sarebbe bastata una semplice smentita, magari una rettifica con “tante scuse”, un dietro front insomma, perché errare humanum est… ma Attilio Fontana, candidato del centrodestra alla Regione Lombardia, ha voluto perseverare, mostrandosi, per citare ancora la saggezza degli antichi romani, “diabolicum”.

Ma procediamo con ordine. Intervistato da Radio Padania, il leader leghista così aveva argomentato sulla necessità di porre uni limite all’accoglienza dei migranti:

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“Qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, qui è questione di essere logici e razionali. Non possiamo accogliere tutti i migranti che cercano di arrivare in Italia perché tutti non ci stiamo e dobbiamo quindi fare delle scelte. Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se la nostra società deve essere cancellata”.

Inutile puntualizzare che sentir parlare di “razza bianca” fa rabbrividire e il richiamo al razzismo, alla razza ariana, alla follia hitleriana appare quasi immediato.

Sempre secondo Fontana:

“fare il discorso demagogico che bisogna accettarli tutti è assolutamente inaccettabile, è un discorso di fronte al quale bisogna reagire, bisogna ribellarsi. Noi non possiamo accettarli tutti, perché se dovessimo accettarli tutti vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica, perché loro sono molti più di noi, sono più determinati nell’occupare questo territorio di noi”.

Le polemiche derivanti da queste esternazioni sono state trasversali e, chi più chi meno, tutte, o quasi tutte, le formazioni politiche, hanno preso le distanze dalle parole pronunciate da Fontana.

cms_8203/3.jpgQuest’ultimo, come già accennato, anziché ritrattare scusandosi, ha continuato ad accampare possibili quanto bizzarre giustificazioni al suo pensiero. Ultima affermazione in ordine di tempo, ammettendo di aver utilizzato dei termini inopportuni, è stata quella secondo cui “anche la Costituzione parla di razze, allora dovremmo cambiare la Costituzione!”.

Che dire? Recentemente qualcun altro, sia pur per altre ragioni, ha provato a cambiarla.

Con scarsi, scarsissimi risultati.

L. D.A.

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