LUCIA SANAVÌO

Alle radici dell’Anima

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“I colori sono il mio giardino interiore”: questo è il motto con il quale l’artista Lucia Sanavìo si presenta. Un colore sapientemente dosato, magistralmente steso e misticamente palpitante.

Lucia è una pittrice molto particolare ma prima di questo è una donna che ha saputo coltivare - per riprendere l’immagine di poc’anzi - il proprio giardino interiore e ne ha fatto sbocciare fiori di bellezza e di grazia.

Queste sue caratteristiche umane sono le stesse che riversa sulla tela: il suo pennello si intinge non solo di colore ma di luce e di spiritualità.

Lei stessa non ne fa un mistero: la spiritualità è principio, mezzo e fine della sua opera pittorica.

Perché tutto questo? Quale è il motivo che l’ha spinta? E in che modo riesce a rendere “materia” un concetto così etereo?

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Lucia Sanavìo con alle spalle una sua opera

“Tutti abbiamo bisogno di spiritualità e di consapevolezza - sostiene l’artista - ed è questo il motivo che mi ha spinta ad intraprendere una ricerca personale che ha trasformato non soltanto la mia pittura ma anche la mia persona, sia come donna che come essere umano”.

Questa ricerca si muove su due binari paralleli: da un lato l’arte “canonica” su supporto bianco intelaiato, dall’altro l’originalità che si esprime attraverso la sperimentazione sui sacchi di caffè.

Un velato accenno alla figura di San Francesco d’Assisi, di cui è molto devota, che è stato al contempo pittore e tela di se stesso.

Perché i sacchi di caffè? Perché sono un simbolo, sono l’immagine del mondo, della madre terra e del percorso umano. Nel sacco del caffè troviamo da un lato la tela grezza, che viene tessuta e lavorata dall’uomo, dall’altro il caffè, frutto della natura che sgorga della terra e approda sulla tavola di miliardi di esseri umani.

Un matrimonio che esprime molto più di quello che appare perché racchiude in sé il seme della riunificazione tra l’uomo e la natura, tra il lavoro e il godimento, tra la materia e lo spirito.

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“Matrioska”, pigmenti oro ricco macerato su sacco di juta indiana, cm 120x65 by Lucia Sanavìo

Al centro della sua ricerca, la donna, non solo come genere umano femminile ma come metafora - o meglio - come archetipo della madre, della terra, dell’energia, della spiritualità.

La donna è anche la “casa”, un luogo protetto che accoglie la vita dentro di sé ma che, al tempo stesso, ha le finestre aperte sul mondo. Queste finestre sono simboleggiate dall’oro, onnipresente nelle tele dell’artista. L’oro è luce, splendore, regalità ma è anche trascendenza, divinità, immortalità. Come per le icone bizantine, l’oro esprime la nostra parte animica, la nostra natura ad un tempo umana e divina, la nostra ricchezza interiore; in una parola, la spiritualità.

Durante il primo lockdown Lucia Sanavìo ha lavorato tantissimo sulla figura della madre e, di riflesso, sul tema della vita.

In un momento in cui tutto sembrava chiudersi e implodere, l’artista ha voluto dar voce - attraverso luce e colori - all’anelito di coloro che hanno continuato a credere, a sperare, a creare, ad esistere.

Nasce così “Matrioska”, la mamma-casa, che contiene in sé il suo Io profondo, la sua vera identità ma anche la speranza e la vitalità di un seme che nessuno può estirparle.

La tela grezza su cui è dipinta enfatizza esponenzialmente il senso di libertà e, allo stesso tempo, di attaccamento alle radici ancestrali che fanno parte della natura umana.

Le radici sono fondamentali perché danno stabilità ed è appunto su questo concetto che l’artista lavora incessantemente: tornare alle radici.

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“Nel grembo dell’Universo”, pigmenti e smalti oro su sacco di juta spazzolato del Brasile, cm 1450x97 by Lucia Sanavìo

Come la vita delle persone, non tutti i sacchi di juta sono uguali: a seconda della provenienze e della lavorazione, differiscono per spessore, composizione e trama. Quindi talvolta occorrono più stesure affinché il colore si depositi e la figura emerga in tutto il suo splendore. Ma alla fine il risultato lascia a bocca aperta.

Qualunque siano i “difetti” della tela, non fanno che accrescerne il valore e l’unicità. Talvolta è addirittura necessario inventare nuove amalgame affinché il colore resti ancorato al suo supporto: non trovate che sia una perfetta metafora della vita? Quindi, perché tormentarsi? Qualunque cosa accada siamo e saremo sempre una perfetta ed inimitabile opera d’arte!

Il bello di queste opere risiede anche nel fatto che non sono intelaiate ma rimangono così, libere di esprimere loro stesse senza alcuna costrizione. Versatili nelle loro espressioni, possono diventare quadro da parete, tappeto, tovaglia, arazzo. Oppure “specchio”.

Pur essendo realizzate con impasti indelebili di colori e oro macerato, l’osservatore attento si accorgerà di quanto esse siano cangianti e “vive”, poiché pulsano all’unisono con coloro che le hanno accolte nella propria casa e nella propria esistenza.

Come la luna, questi magici dipinti mostrano a tutti la loro faccia luminosa ma, a coloro per cui sono nati, fanno emergere la faccia nascosta, quella oscura in quanto invisibile a tutti tranne che a loro stessi.

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“La rinascita dell’anima”, pigmenti e oro ricco pallido macerato su sacco di juta indiana by Lucia Sanavìo - collezione privata

Le opere di Lucia Sanavìo sono solitamente molto grandi e lei vi si immerge completamente, anima e corpo al punto che lei stessa è, in qualche modo, parte integrante del dipinto. L’opera che nasce è quindi un’impronta fisica dell’artista che imprime sulla tela, grazie a un’alchimia sconosciuta, un frammento della propria anima.

Tutti ciò non sfugge all’occhio dell’osservatore, indipendentemente dal fatto che sia o meno avvezzo al linguaggio spirituale. Del resto, spiritualità equivale ad umanità e, in questo senso, le opere della Sanavìo sono accessibili a tutti.

Questi dipinti parlano per archetipi, quindi vanno dritti all’anima senza passare per il “via”.

Sono diretti, grezzi, essenziali e sconvolgenti nel loro ancestrale disordine.

Il richiamo alle radici primordiali è palese e tocca tanto il lavoratore della terra quanto il top manager, perché la “culla” da cui entrambi provengono è la stessa: la madre Gaia.

Qualora ce ne fosse ancora bisogno, ecco l’ennesima dimostrazione di come l’arte non si limiti al mero fattore estetico ma sia uno strumento di consapevolezza e di nobilitazione della persona umana.

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L’intervista che segue è stata realizzata da “Tavoli HeArt” per la Social TV della storica Libreria Bocca di Milano, all’interno della splendida cornice di Galleria Vittorio Emanuele II.

La Libreria Bocca dal 1775 è locale Storico d’Italia con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

L’articolo è pubblicato su “International Web Post” che, nella persona del suo fondatore e direttore Attilio Miani, si fa portavoce della partnership tra un magazine di informazione internazionale e una libreria storica unica nel suo genere.

#socialtvlbocca

Dove trovare Lucia Sanavìo:

https://www.sanavioarte.it

https://www.facebook.com/Lucia-Sanavio-Art-432447056953751

https://www.instagram.com/sanavio13dicembre/

Simona HeArt

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