LO SPETTRO DELLA TERZA GUERRA MONDIALE

Francesco torna a parlare di pace

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In tempi così bui, in cui la pace sembra un lontano miraggio, occorre necessariamente rinfrescare la memoria, affinché il passato non si ripeta nel presente. In data odierna, la Germania nazista invadeva la Polonia, generando un’escalation di violenza che ha seminato ben 70 milioni di morti.

Nell’udienza generale in aula Paolo VI, il Papa ci ha tenuto a ricordare la drammaticità del secondo conflitto mondiale: "Domani ricorderete l’anniversario della Seconda guerra mondiale. La memoria delle esperienze passate vi spinga a coltivare la pace in voi stessi, nelle famiglie, nella vita sociale e internazionale".

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La pace è desiderata e attesa, forse troppe volte invocata inutilmente, al punto da sembrare una richiesta quasi banale. Infatti, il pensiero del Santo Padre è rivolto particolarmente ai diversi conflitti che si stanno consumando dall’Ucraina fino alla Libia. Purtroppo, la cronaca non risparmia il triste bollettino di morti; il pensiero va, in particolare, al costante rischio cui l’Ucraina è esposta con i ripetuti attacchi alla centrale di Zaporizhzhia. Una questione molto delicata, che tiene col fiato sospeso l’Europa intera. Il Vecchio continente non è riuscito a formulare una proposta degna di nota per raggiungere una tregua. Pertanto, l’obiettivo di smilitarizzare il sito è ancora pura utopia.

Francesco è visibilmente preoccupato perché, stando alle sue parole, siamo nel pieno di una Terza Guerra mondiale "frammentata". Per questo, Bergoglio ricorda anche il conflitto in Iraq, auspicando in una pace duratura per un popolo ormai dilaniato dagli scontri: "Domandiamo a Dio nella preghiera di donare pace alla popolazione irachena. L’anno scorso ho avuto la gioia di visitarla e ho sentito da vicino il grande desiderio di normalità. Dialogo e fraternità sono la via maestra per affrontare l’attuale difficoltà e arrivare a questa meta".

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Per concludere, Francesco ha voluto rivolgere un pensiero ai cittadini di Amatrice, sopravvissuti al violento sisma del 24 agosto 2016. Anche in questo caso, l’auspicio è quello di un pronto e serio intervento istituzionale, affinché si possa intravedere una nuova rinascita.

Giuseppe Capano

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