LO SCANDALO CHE DA VITA

Francesco invoca la concretezza nel quotidiano

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Un angelus particolare, diverso per tutto quello che sta succedendo in Afganistan, che mostra un pontefice affaticato e pensieroso. Eppure, nonostante il clima di sconcerto, Bergoglio continua ad esortare la chiesa a cambiare passo a inserire quella marcia in più per continuare ad essere testimoni del Vangelo. Proprio sull’essere cristiani, Francesco sta spingendo molto nei suoi interventi perché percepisce un certo lassismo dettato anche dalla pandemia. In questa domenica emerge proprio la forma umana di Gesù, rappresentata da molti come scandalosa proprio in virtù della sua estrema quotidianità. Infatti, afferma con tono deciso una caratteristica che ogni cristiano dovrebbe possedere: "Prima di osservare le leggi o soddisfare dei precetti religiosi, occorre vivere una relazione reale e concreta con Lui".

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Proprio la concretezza è un ambito che sta molto a cuore a Francesco, perché il rapporto con Dio non deve basarsi solo sulle classiche funzioni religiose. In sé questo discorso appare utopico, ma nasconde (come sempre) qualcosa di rivoluzionario. La stessa incarnazione di Gesù deve essere vista come una benedizione divina, una sorta di manna dal cielo, perché Dio arbitrariamente ha deciso di assumere la condizione umana. L’essere umano è fragile e debole, per questo la decisione di Dio appare alla detta di molti scandalosa. Aldilà di ogni nostra congettura o pseudo riflessione, lo stesso Francesco ha le idee ben chiare: "Anche oggi la rivelazione di Dio nell’umanità di Gesù può suscitare scandalo e non è facile da comprendere. Occorre abbandonarsi totalmente a lui, credere in lui".

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Più facile a dirsi che a farsi, ma ad ogni modo solo la fede può arginare questo enorme dilemma. Il catechismo classico o canonico, ci ha mostrato un’immagine di un dio giudice e castigatore. Con il passare degli anni si è cercato di invertire rotta mostrando un Dio padre misericordioso. Lo stesso giubileo indetto da Francesco si poneva l’obiettivo di mostrare la tenerezza di Dio padre. La misericordia è il filo conduttore dell’amore viscerale, ma questo sottile frammento va ricostruito dalla nostra volontà, perché solo in piena autonomia potremmo comprendere la grandezza di questo scandalo vitale.

Giuseppe Capano

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