LIMITI

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Mi affascinano i limiti. Quelli matematici, quelli fisici, chimici, economici, filosofici, teologici, psicologici, politici ecc. Alla loro luce considero spesso la validità di fedi, ideali, convinzioni, comportamenti ecc.

Se ammettiamo che, relativamente a un ventaglio di opinioni e atteggiamenti, “in medio stat virtus”, dobbiamo convenire che verso gli estremi sta l’aberrazione. Cosicché l’errare humanum est, va integrato col perseverare diabolicum est. Far niente è eutanasia conclamata.

Munito di questa “lanterna di Diogene” (= riflessione sui limiti) mi addentro in un campo attuale: quello del Coronavirus Covid 19.

Ho sentito di tutto e di più: “costruito a bella posta nei laboratori”; ”mutazioni spontanee”; “trasmessi all’uomo da pipistrelli, visoni, polli, manzi, topi”.

Virologi incalzati da opinionisti, giornalisti, affaristi, opportunisti, negazionisti e catastrofisti a confronto in singolare o plurima tenzone, affermavano e smentivano. Al punto che per snebbiarmi e raccogliere le idee, ho preferito Tom e Gerry alle ondate di aggiornamenti TV in cui naufragavano logica e pazienza Ora per ora, giorno per giorno in campo locale, nazionale, internazionale siamo arrivati ai déjà vu et entendu che ci martellano da quasi un anno

Tiremm’ innanz dicono speranzosi gli Amatori di turno, sottoponendosi coraggiosamente al vaccino. Cioè facciamo in modo e /o speriamo e preghiamo affinché la pandemia finisca e tutto ritorni come prima.

cms_20682/2.jpg No, non deve ritornare tutto come prima, col teatrino della politica, la corsa al consumismo, i comportamenti irresponsabili, il perseguimento di interessi personali, di gruppuscoli, di categorie, lobby, partiti, nazioni ecc. tutti o quasi a scapito del Prossimo che, nel Villaggio Globale, non è mai tanto lontano. Bisogna munirsi di telescopio e guardare lontano.

Certamente più in là del tornaconto personale Quanti “me ne frego” nei confronti dell’Umanità presente e futura?

Facile “criticare”. Più difficile proporre soluzioni da sperimentare. Il senno di poi dirà se la Comunità ha colto o persa un’opportunità di migliorare i rapporti interpersonali, ambientali, internazionali

A livello individuale è però sempre possibile decidere cambiamenti di rotta.

Una canzone del tempo trapassato diceva: “E il vecchietto dove lo metto, dove lo metto non si sa… Mi di spiace ma non c’è posto, non c’è posto per carità…”. E ancora: “Perché, perché la domenica mi lasci sempre sola, te ne vai a vedere la partita di pallone, perché, perché…

Spunti di riflessione: quanti anziani “depositati” nelle (anticamere delle) Case dell’Eterno riposo? Quanti idolatri del pallone e dei pallonisti in fermento per l’apertura degli stadi?

Il lockdown, (im)ponendoci dei limiti, ci aiuta nell’esame critico dei comportamenti sociali standardizzati?

Gli stessi amatori dei “Colori della cultura”, di questi tempi, potrebbero fare di più per catalizzare, in una più vasta unità d’intenti, intelligenze e sensibilità desiderose di perseguire il Bene Comune?

Antonio Villa

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