LIBIA, VARATO PIANO ANTI-MIGRAZIONI

Pronti 200 militari e 10 imbarcazioni per ostacolare le partenze

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Sono ormai dieci anni che la Libia è scossa da una concatenazione di eventi sociali e politici che ne hanno cambiato varie volte lo status geo-culturale nonché l’impressione fatta al resto del mondo. In particolare, il radicamento di organizzazioni jihadiste ha avuto un impatto sulle comunità tanto da diventarne una parte inscindibile. Tra questi gruppi i principali fanno riferimento alla galassia qaedista mentre altri hanno giurato fedeltà al sedicente Stato Islamico, o ISIS. L’occupazione, con il successivo sconquassamento del Paese, dei gruppi radicali ha messo a nudo la fragilità legislativa della Libia, soprattutto in materia di rifugiati politici. La causa prima è la non adesione ai firmatari della Convenzione di Ginevra, mancata firma che ha portato nel tempo a un ingente afflusso di richiedenti asilo; i migranti irregolari, quindi, hanno creato condizioni insostenibili per i centri di detenzione, alcuni dei quali anche arrangiati. Per questo, nella giornata di ieri, è arrivato un annuncio importante da parte di Ali Mohamed Buzriba, deputato del Parlamento libico, e fratello del ministro dell’Interno nell’esecutivo di Fathi Bashagha.

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"Abbiamo messo a punto un buon piano di contrasto alla migrazione clandestina in coordinamento con il Dispositivo di Supporto alla Stabilità (Stability Support Agency) e abbiamo preparato una forza di oltre 200 militari che sono stati addestrati e hanno seguito corsi di formazione impartiti da paesi stranieri – asserisce in un’intervista rilasciata al mensile francofono L’Observatoire Economique - abbiamo inoltre acquistato 10 imbarcazioni della Marina per dare seguito alla lotta all’immigrazione e al contrabbando di carburante, sto facendo la mia parte in questo dossier secondo il mandato conferitomi della Camera dei rappresentanti”.

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A proposito della divisione geopolitica in Libia, il deputato ha affermato che “come membro del Parlamento della città di Zaouia, sostengo il premier Fathi Bashagha perché ha una tabella di marcia e un progetto concreto per risolvere la crisi nel nostro Paese". Inoltre, "grazie al coordinamento con questa forza - aggiunge Buzriba - proteggiamo i nostri confini marittimi, prevenendo l’immigrazione clandestina e il contrabbando. In circa nove mesi abbiamo fermato oltre 200 barche. Attualmente, ci sono circa novemila migranti nei centri di accoglienza. Circa quattromila immigrati sono tornati nei loro Paesi, tra cui Tunisia, Egitto, Marocco, Siria, Pakistan e Bangladesh. Queste Nazioni collaborano positivamente con noi. Ci coordiniamo con le loro ambasciate per organizzare il rientro a casa in sicurezza per i migranti in dieci giorni dalla loro identificazione".

Francesco Bulzis

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