LE STURMTRUPPEN COMPIONO 50 ANNI

L’irriverente fumetto di Bonvi, in mostra a Palazzo Fava di Bologna fino al 7 aprile

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Era il tumultuoso 1968 quando il fumettista modenese Bonvi, in arte Franco Bonvicini, disegnò sulla tovaglia di un’osteria la prima striscia dell’esercito a fumetti più famoso di sempre: Sturmtruppen, un’eccentrica rappresentazione satirica della Seconda Guerra Mondiale, il fumetto antimilitarista per eccellenza che sbeffeggia, denunciando, la stupidità della guerra. Le strisce di Bonvi raffigurano la vita al fronte dei ‘Soldaten’, soldati dalle caratteristiche grottesche, ispirati alle truppe d’assalto tedesche, che si esprimono in slang ‘tedeschese’. La maggior parte dei personaggi che prendono vita nelle strisce sono indistinguibili, tranne alcuni protagonisti che tendono a ripetersi come Il Sergenten, che con il suo mascellone e lo sguardo perennemente accigliato diventa una delle icone più famose delle Sturmtruppen; o ‘Il Capitanen’ presente fin dalla prima striscia prodotta, con la quale Bonvi vincerà a Lucca il premio del quotidiano Paese Sera per la migliore striscia umoristica, oltre al premio della Città della manifestazione internazionaledei Comics; o ancora, Galeazzo Musolesi’ il Fiero Alleato italiano, il personaggio che incorpora tutti gli stereotipi sui militari italiani della Seconda Guerra Mondiale.

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Sturmtruppen è stato il primo fumetto italiano ad essere realizzato nel formato a strisce, il quale gradualmente passò dal 1985 nel formato a tavole, che mantenne fino alla scomparsa dell’autore dieci anni dopo, quando nella notte del 9 Dicembre del 1995 l’artista morì a Bologna, investito da un’automobile. La grande rock-star italiana, Vasco Rossi, parla così dell’autore: «Bonvi era un fumettista rock. O meglio, una rock-star del fumetto. E le Sturmtruppen sono state la sua Opera rock. Per la sua capacità straordinaria di aver creato un linguaggio nuovo e universale...E il linguaggio crea l’identità, la strada per entrare nell’immaginario di tutti, senza limiti di età, estrazione sociale, cultura. Proprio come il rock».

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Le mille vicende strampalate dell’esercito satirico di Bonvi hanno goduto per molto tempo di un successo planetario, grazie all’intenso messaggio globale fruito da un ampio pubblico. Pubblicato in 20 Paesi, dalle case editrici più prestigiose e tradotto in 11 lingue diverse come Russo, Francese, Spagnolo, Tedesco, Finlandese, Sturmtruppen è stato inoltre il primo fumetto straniero pubblicato in URSS, prima del crollo dell’Unione Sovietica. Nonostante Il fulcro della mostra sia dedicato alle Sturmtruppen, tuttavia non mancano le impronte di tutta la vastissima produzione artistica di Bonvi, partendo dal celebre Cattivik e Nick Carter, personaggi di spicco nella trasmissione televisiva ‘Gulp! Fumetti in Tv’ nel 1972, passando per opere pittoriche inedite dell’autore, alla produzione vietata ai minori con Play Gulp, parodia erotica del mondo del fumetto.

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A 50 anni dalla sua nascita, l’esercito del fumettista in mostra a Palazzo Fava, che ha influenzato tutta la cultura pop italiana del novecento, sembra essere ancora attuale: le Sturmtruppen vanno ben oltre la specifica situazione descritta della Seconda Guerra Mondiale, sulla quale realtà le vignette ironizzano fino ad arrivare all’estremo del buon senso. Quella del fumettista non è solo una visione comico-satirica della vita militare combattuta tra le trincee tedesche, come potrebbe superficialmente apparire. È una visione tagliente, una parabola sulla vita dell’uomo moderno, chiuso in un universo claustrofobico, come i soldati vivono la loro esistenza nascosti nelle trincee. Un’ affresco dell’umanità di ogni tempo che esce allo scoperto nei vizi, nelle manie e nelle contraddizioni che caratterizzano l’essenza dell’uomo.

Nicòl De Giosa

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