LE MISURE DEL GOVERNO PER L’ECONOMIA ITALIANA

Dallo stanziamento dei 400 milioni all’anticipo della cassa integrazione per i lavoratori

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L’ultima misura del governo per aiutare l’economia italiana, in ordine di tempo, è l’anticipo della cassa integrazione per i lavoratori. Per chi dovesse soltanto aver sentito nominare questa espressione, la cosiddetta cassa integrazione (o CIG, “cassa integrazione guadagni”) è un prestito economico erogato dall’INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) o dall’INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani) per tutti i lavoratori sospesi dal loro impiego.

Focalizzandoci sul mondo del lavoro, con l’eccezione di poche attività (praticamente tutte quelle relativi a beni primari, come l’alimentazione e la cura medica), quasi tutti i lavoratori italiani non stanno prestando servizio, dunque non stanno percependo lo stipendio. Senza andare a indagare tutti gli effetti di ciò (anche perché i video che girano sul web valgono più di una qualunque parola scritta o pronunciata) è lapalissiano come, nell’attesa dell’attivazione della CIG, moltissime famiglie vadano in difficoltà.

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Per questo l’ABI (l’Associazione Banche Italiane), insieme ai vari sindacati e al Ministero del Lavoro, ha deciso di concedere un anticipo della cassa integrazione, che arriverà fino a 1400 euro. Come stabilito dal Decreto Legge “Cura Italia”, la cifra considera la massima durata dell’integrazione salariale, in considerazione dei bisogni immediati dei lavoratori sospesi dalla loro attività.

Come si legge nella nota ufficiale, “le banche associate sono invitate ad evitare costi per i lavoratori che beneficeranno dell’anticipazione in coerenza con le finalità e la valenza sociale dell’iniziativa”. Inoltre, “tutte le parti coinvolte che gestiscono gli ammortizzatori sociali sono chiamate a collaborare per assicurare la più tempestiva attuazione della convenzione”. Tra le parti coinvolte si fa esplicito riferimento alle Regioni e alla Province autonome, oltre che all’INPS, come già accennato.

Ora un rapido ripasso: quali sono state le altre misure adottate dal governo nostrano per proteggere la sua economia? Non si può non partire dallo stanziamento di 400 milioni a beneficio di tutti gli 8000 mila comuni, con particolare attenzione ai più bisognosi. A questo si aggiunge tutto ciò che comporta il decreto di cui sopra: prestiti alle PMI (piccole e medie imprese), moratoria sui mutui per la prima casa, assegno da 600 euro per i lavoratori autonomi, credito di imposta per gli affitti di negozi e botteghe, stop ai versamenti e agli adempimenti fiscali. La somma delle emissioni dei titoli di Stato raggiunge i 25 miliardi di euro.

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Stando alle parole di Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia, le garanzie concesse su questi crediti assicureranno flussi che toccheranno i 340 miliardi di euro. In attesa di un nuovo decreto, che conterrà ulteriori misure di soccorso e che verrà presumibilmente varato di qui a pochi giorni, i sonni più agitati possono lentamente cominciare a placarsi.

Francesco Bulzis

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