LE MIE IDEE? POCHE MA CONFUSE.

Differenze sostanziali tra gay ed etero.

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Al rientro dalle ferie, ero convinto che dopo un periodo di rilassamento cerebrale, avrei avuto le idee leggermente più chiare, invece mi ritrovo a dover risolvere alcuni miei dilemmi esistenziali. Come giustamente diceva Plauto, solamente l’uomo è il lupo di se stesso. Siamo sempre pronti a sbranarci l’un l’altro. Difficilmente ci si aiuta. L’uno denigra l’altro, ci si azzuffa, ci si offende e, pur di raggiungere i nostri scopi, saremmo capaci di passare sul cadavere del nostro antagonista o rivale.

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Riflettendoci, ammetto che le comunità “ gay “ fanno eccezione. Loro sono veramente molto più organizzati degli etero. Loro, spartendosi il potere, hanno raggiunto posti chiave in parecchi settori. Conduttori televisivi e capi struttura, direttori di banche e di giornali, giornalisti, scrittori, editori, politici e presidenti sembrano uniti in corporazioni nelle quali è impossibile accedere se non si fa parte delle loro cerchie. Una semplice telefonata o una raccomandazione partita da uno di loro riesce ad aprire tutte le porte. Dall’altra parte del telefono vi è sempre un “collega” pronto a tendere una mano.

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Noi etero abbiamo paura ad ammetterlo. I gay, appunto, si aiutano, collaborano tra di loro e sono pronti a difendere il loro status ostentando persino un loro personale “orgoglio”, cosa che gli etero non hanno mai fatto e, sono convinto, non faranno mai. I gay hanno nel loro d.n.a. una completezza ed una potenzialità che a noi manca. Loro posseggono una sensibilità dolce e femminile in un corpo forte e maschile. Sanno quello che vogliono e riescono ad ottenerlo con una facilità a noi sconosciuta. Sono “generosi” nel corpo e “sensibili” nell’animo. Vorrei tranquillizzarmi e tranquillizzarvi, nell’ammettere che, data la mia veneranda età, non intendo assolutamente passare alla “concorrenza”.

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Mi piacerebbe raccontarvi qualche aneddoto di vita vissuta. Un mio collega, attore e cabarettista, gay e altruista dalla nascita, apriva il suo spettacolo dicendo che sin da quando era un feto allo stato embrionale, intuì che suo padre voleva un bel maschietto, la mamma, invece, avrebbe gradito una femminuccia e fu così che “riuscì ad accontentarli entrambi”. Un altro personaggio, fotomodello e aspirante attore, poco considerato da tutti i registi, dopo un soggiorno a Casablanca, decise di apportare al proprio corpo qualche piccola modifica. Nell’indecisione, aggiunse al corpo mascolino, un bel paio di tette, un ritocchino alle labbra, una depilazione completa e definitiva, una liposuzione alle cosce, un riempimento ai glutei, senza minimamente privarsi del suo unico capitale e dei suoi “gemelli” di famiglia. Così facendo riuscì finalmente a diventare una “trans” e, da quel momento, la sua vita cambiò.

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Cominciò così la sua carriera artistica facendo ospitate televisive a destra e a manca. Oggi non solo è diventato un personaggio di punta in programmi nazionali di prima serata, ma frequenta assiduamente, come opinionista, i salotti dell’alta società romana e milanese, non disdegnando ospitate televisive previo lauti compensi. Il suo agente dice che dopo la “trasformazione”, la sua rappresentata non ha più un buco libero. Il personaggio in questione è diventata così importante che grazie ad una sua “segnalazione”, disinteressata e gratuita, mi venne offerta una collaborazione giornalistica per una rivista di gossip, il cui direttore era da sempre suo amico/a. Ribadisco che, bontà sua, non mi chiese nulla e non le diedi mai nulla. “Conditio sine qua non”, mi raccomandò esclusivamente di usare sempre l’articolo al femminile prima della parola trans. Per questa mia amica trans le porte della Rai, di Mediaset, di Montecitorio o di Palazzo Chigi, sono sempre spalancate.

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Ho finalmente imparato che i gay sono nello stesso tempo angeli e demoni, dolci ed aggressivi, disponibili e scontrosi e, come se non bastasse, sono pure bravi in cucina e non solo. Beati loro. Avendoli frequentati esclusivamente per motivi di lavoro, devo ammettere che, oltretutto, sono arguti, sagaci e pieni di “humor”. A tal proposito voglio ricordarvi una frase che ripeteva spesso una mia “caporedattrice” milanese, che nessuno aveva mai visto in compagnia di un uomo. ”...So quel che pensate di me, ripeteva, ma vi sbagliate di grosso. Io non sono affatto lesbica, casomai lesbica è...la mia fidanzata.” L’importanza di avere le idee chiare...o quasi.

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