LE COORDINAZIONI ISTINTIVE ARCAICHE

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Il Movimento Arcaico funziona secondo principi fondamentali che lo rendono diverso da ogni altro metodo di allenamento o percorso di crescita personale. Nella società moderna ogni nuova disciplina di sviluppo personale o stile di allenamento richiede di imparare nuovi concetti, nuove posizioni, nuovi movimenti,di instaurare nuovi schemi e condizionamenti.

Il Movimento Arcaico, applicato nella danza dell’essere, agisce in modo molto diverso. Anziché aggiungere nuovi strati di condizionamenti, si cerca di rimuovere condizionamenti e limitazioni indotti dalla tecnologia e dalle discipline molto “meccaniche”, per riconnetterci a un modo di muoverci e di essere che non ha bisogno di essere appreso, perché è innato in ognuno di noi: il modo istintivo.

L’istinto è l’insieme di attitudini e abilità che ereditiamo come esseri umani. È un programma biologico che guida i nostri pensieri, emozioni e azioniverso la nostra sopravvivenza e il nostro successo come individui e come specie.

Anche nella complessità della vita moderna, una connessione all’istinto è preziosa, in particolare quando ci troviamo ad affrontare problemi e situazioni che, non potendo essere più di tanto scomposti e risolti con procedure prestabilite, richiedono una risposta fluida e immediata.

Come esseri umani abbiamo anche bisogno di punti di riferimento visibili e solidi, di certezze, di “ragionevolezza”, ed è per questo che nel Movimento Arcaico l’istinto è recuperato in grande armonia e in perfetta coerenza con la ragione, la logica, le emozioni e con tutte le altre qualità del nostro pensare e del nostro sentire. L’istinto rappresenta l’origine stessa di tutte le abilità che sviluppiamo e il fulcro della nostra attività. Perché non ha senso affannarsi a costruire qualcosa di inferiore quando la natura ci ha già dotati di qualcosa di superiore.

Il movimento, se opportunamente guidato, è lo strumento migliore per riattivare sistematicamente una vasta gamma di istinti utilissimi. In ogni movimento è necessario comprendere di che cosa si tratta piuttosto di accontentarsi di ripetere una tecnica piuttosto che un’altra.

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La natura sa dirigere l’organismo meglio di qualsiasi tecnica, per quanto perfetta essa possa essere. L’errore è di non pensare che al risultato invece di pensare all’azione che deve portarlo” - citazione di Stanislawsky.

Per passare dall’immobilità ad una dinamica corporale progressiva senza passare dal mentale, bisogna imparare ad ascoltarsi dall’interno, a sentirsi muovere. Si entra nel mondo della recettività cosciente il cui movimento è generato da una presa di coscienza di sé, del proprio istinto naturale che parte dall’interno per manifestarsi all’esterno.

Yvonne Berge, nel libro “Danza la vita’’, suddivide le coordinazioni istintive in quattro momenti fondamentali denominati come: il rettile, il rimbalzo, il bilanciamento e i passi.

Queste corrispondono anche alle quattro fasi di sviluppo del bambino che dalla posizione orizzontale passa alle quattro zampe, finché trova la forza di sollevarsi barcollando fino a compiere i primi passi.

Nella danza dell’essere queste fasi sono utilizzate nella frequenza coreutica collegata al tema del corpo- tempio, all’albero della vita e alla danza dell’elemento terra. La prima fase è denominata il rettile in quanto la sua posizione è a pancia in giù, con le gambe e le braccia che strascicano sul suolo guidate dalla spinta che arriva dall’Hara. La forza motrice primordiale da vita al movimento, attraverso l’ondulazione della colonna vertebrale, dal coccige fino alla testa. Man mano che l’energia di vita si espande in tutto il corpo e il bacino acquisisce sempre più forza, si prepara per il salto verso l’alto, il cosiddetto rimbalzo.

Questo movimento, che è un rimbalzo vibratorio e slancio verso l’alto, è segno di vitalità, in quanto ci permette di sollevarci sulle gambe e sulle braccia e cominciare a sperimentare i primi movimenti generati dall’impulsione bacinale. Il bacino come centro del sistema locomotore, vibra e si mette in moto fino a spingere il bambino o il danzatore verso l’alto, nella posizione verticale. Prima di cominciare a camminare sulle gambe, vi è una fase di bilanciamento, con movimenti in avanti e in dietro, in alto e in basso, a sinistra e a destra. Questo bilanciamento è il colpo di reni dinamico che ci permette di esplorare progressivamente lo spazio e trovare il giusto equilibrio per posizionarci sull’asse verticale. Di lì, si comincia a sperimentare la forza delle gambe che sostengono tutto il corpo e trovano l’energia per generare i primi passi.

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In quest’ultima fase, come il bambino, si sperimenta il ritorno a sé e l’apertura verso lo spazio esterno. Si marca un territorio e un limite calpestando il suolo. Questo è il momento in cui si esercita la matrice bilaterale dell’apertura e della chiusura delle gambe, la ricerca dinamica dei propri punti di appoggio al suolo. I primi passi permettono il movimento nello spazio, di andare e venire, di affermarsi, di dirigersi verso tutte le direzioni e tornare in sé. La quarta coordinazione da accesso ad un’organizzazione sempre più complessa dei passi e sviluppa un’attitudine spontanea alla danza, al gioco. Attraverso la danza si scoprono nuovi movimenti della cintura pelvica e scapolare, inclinazioni spontanee della testa, e tutte le altre parti del corpo guidati da un ritmo ripetitivo come quello delle danze primitive. Quindi non c’è da stupirsi quando i bambini, non appena raggiungono la loro posizione verticale, accennano movimenti di danza, perché questo è il movimento più naturale che possa essere sperimentato nell’evoluzione locomotoria di ogni essere umano e che naturalmente dovrebbe persistere nel corso della sua crescita, se non ostacolato dai ritmi della società moderna.

https://dansedeletre.org

(Photo credit Sotiris Zafeiris)

Rossella Rubini

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