LE CITTA’ DELLE DONNE

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cms_24552/2_1642990105.jpgLisa Maggi, coordinatrice nazionale degli Stati Generali delle Donne nonchè Presidente della Fondazione Gaia, di Sportello Donna e riferimento delle iniziative della pubblica amministrazione centrale e periferica, instancabile nell’impegno di lavorare per una società rispettosa dei diritti umani, è la donna che da sempre si batte contro le discriminazioni di genere. Obiettivo il suo in sintonia con il mio nelle istituzioni (Comitati Unici di Garanzia). Per la Pagina della Cultura dell’InternationalWebPost incentrata sull’ Informazione di qualità ho chiesto a Lisa Maggi di parlare della Città delle donne, il progetto decollato a Matera capitale della cultura. (Antonella Giordano)

A Matera Capitale della Cultura, nei giorni 24 e 25 gennaio del 2019, ha preso il via il progetto delle “Città delle donne” per creare una rete nazionale che unisca grandi città e piccoli paesi. Nell’ambito degli appuntamenti di Expo 2015 e Matera 2019, verso il Mediterraneo, a cura degli Stati Generali delle Donne e del partenariato pubblico privato, nazionale ed internazionale, sono state approfondite le tematiche che ruotano intorno a quesiti quali quelli di come rendere le città più vivibili e sostenibili, migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine, salvaguardare e nutrire il Pianeta, contrastare i cambiamenti climatici attraverso un miglioramento e un cambiamento degli stili di vita, tutelare la Madre Terra e i nostri territori, sfamare una crescente popolazione, creare un modello sostenibile di sviluppo e le condizioni di nuovo lavoro per le donne, sostenere le imprese femminili, volano per un reale sviluppo del nostro Paese, e che in queste attività le Città svolgono un ruolo fondamentale per una vera rinascita di processi di cittadinanza attiva e di reale protagonismo delle donne per realizzare una democrazia paritaria sostanziale.

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Da ciò nasce l’impegno per la citta delle Donne. Parlare del progetto che sta andando avanti con grande successo richiederebbe uno spazio espositivo lungo. Mi limito a sintetizzare i punti focali.

1.- Sensibilizzare a tutti i livelli di governo alle politiche di gender mainstreaming, incoraggiare, supportare e accompagnare attivamente la ricerca di soluzioni per risolvere lo squilibrio determinato della disoccupazione femminile, favorire l’integrazione delle donne, aumentare e sostenere la presenza femminile in tutte le sfere della società.

2. Ripensare il lavoro in un’ottica più “intelligente”, mettere in discussione i tradizionali vincoli legati a luogo e orario di lavoro lasciando alle donne maggiore autonomia nel definire le modalità di lavoro a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.

3. Eliminare la discriminazione nella valutazione del merito e migliorare i criteri di selezione dei profili professionali per l’inserimento delle donne nel mercato del lavoro e ai fini delle progressioni di carriera.

4. Costruire politiche efficaci di contrasto alla violenza maschile sulle donne, implementare piani di azione contro la tratta e lo sfruttamento di esseri umani, attivare risorse adeguate per finanziare interventi pluriennali sistematici per la protezione e l’integrazione sociale delle vittime.

5. Diffondere a tutti i livelli la medicina di genere, promuovendo l’attivazione all’interno degli ospedali e delle cliniche dei percorsi specifici per la salute delle donne.

6. Contrastare i matrimoni precoci e forzati.

7. Favorire e incoraggiare la presenza di donne in posizioni di leadership,e il raggiungimento di posizioni apicali senza cambiare l’identità dell’essere donna, dando il via ad una profonda rivoluzione culturale.

8. Incentivare il lavoro e l’aggregazione delle giovani donne.

9. Costruire una nuova economia declinata pienamente anche al femminile, immaginare un nuovo modello di sviluppo sostenibile centrato sui principi e i valori della sostenibilità e della solidarietà; ridare lavoro alle donne e toglierle dall’invisibilità, eliminare le disparità salariali, riconoscere che la nuova imprenditoria femminile è uno dei segnali più promettenti di un nuovo ciclo di sviluppo che va sostenuto, con incentivi e finanziamenti soprattutto per chi guarda ai mercati internazionali e chi crea impresa nei settori più vitali quali il turismo sostenibile e di qualità, l’enogastronomia, la blue economy, l’industria del benessere, l’agricoltura biologica e l’artigianato, dal tradizionale al digitale e ambiti per i quali c’è domanda e quindi si crea lavoro; ridare dignità al lavoro delle contadine favorendo la costruzione di piccole economie locali fondate su una agricoltura di sussistenza e familiare che rispetti la terra e la biodiversità.

10. Creare opportunità per lo sviluppo di nuovi spazi per la conoscenza della scienza promuovendo ecosistemi dell’innovazione di genere.

11. Identificare e costruire una gender analysis promuovendo la raccolta e la realizzazione di statistiche, indicatori e metodi per la raccolta di dati disaggregati per sesso, rendendo obbligatorie per gli Stati Membri in sede europea la produzione dei dati con queste caratteristiche come avviene già per tutte le indagini rilevanti.

12. Educare al rispetto, all’accettazione dell’altro/a, all’affettività a partire dalla scuola materna per innescare la propensione al cambiamento, cancellare pregiudizi e stereotipi di genere e culturali. 13. Adottare provvedimenti anche locali per introdurre la democrazia sostanziale e paritaria anche negli organismi non elettivi della pubblica amministrazione.

14. Attivare vere azioni di integrazione che mettano al centro come valore, le necessità, i desideri, le differenze.

15. Imparare e insegnare a leggere le immagini e le parole nel rispetto del corpo delle donne. 16. Ricostruire le Città e i Paesi perché siano più vivibili, sostenibili, accessibili, sicuri, flessibili, aperti, solidali, capaci di accogliere e prendere anche le forme, le misure, i linguaggi, i colori delle donne, mettendo al centro il rispetto, partendo dalle esperienze ed azioni positive già fatte,che ispirino sperimentazioni nuove pratiche partendo dalla conoscenza reciproca, per “vivere meglio insieme”, per “connettersi” in luoghi anch’essi più consapevoli.

17. Creare le condizioni per attivare sul territorio cittadino Case di accoglienza per donne e bambini/e, Centri Anti violenza e Case Rifugio, in collaborazione con le Associazioni, per offrire gratuitamente un servizio per la prevenzione, il sostegno e il supporto delle donne vittime di violenza e dei/delle loro figli/e.

18. Creare un luogo privilegiato di conservazione e promozione dei saperi femminili, una biblioteca di genere che è memoria, storia e cultura delle donne.

19. Attivare sul territorio cittadino gli “Sportelli delle pari opportunità” quale punto di Informazione - Orientamento per tutte le donne e la comunità LGBTQI.

20. Costruire politiche efficaci in grado di rendere ogni Città “femminile, plurale e dotata di un piano strategico per le pari opportunità”. L’azione contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo generale “Rigenerazione urbana & sicurezza” e degli seguenti obiettivi specifici: a) “Favorire l’accessibilità delle donne ai luoghi della città”; b) “Migliorare le condizioni di vivibilità degli spazi urbani degradati; c) “Garantire livelli di sicurezza a misura di donna.

21. Creare un Incubatore dei saperi, delle abilità e delle attività delle donne prioritariamente nelle filiere specifiche del territorio e, più in generale, nei settori di tradizionale propensione femminile (lavorazioni artigianali di prodotti e materie prime tipiche dei territori su cui agiamo). L’obiettivo è la creazione di uno spazio fisico, ma anche simbolico e virtuale, in grado di accogliere, accompagnare temporaneamente nel “tempo dello start up” e rafforzare le competenze delle donne in possesso di un talento artigianale o artistico da valorizzare e che non riescono ad accedere alle “tradizionali” opportunità di ingresso nel mondo del lavoro.

22. Promuovere atti amministrativi aventi in oggetto le procedure per l’individuazione e la gestione collettiva dei beni pubblici, quali beni che possano rientrare nel pieno processo di realizzazione degli usi civici e del benessere collettivo delle donne.

23. Ripensare le Città delle Donne come spazi ideali per crescere i bambini e le bambine, i cittadini e le cittadine del futuro.

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Questo, in sintesi, il progetto. Sarò felice di parlarvi nel dettaglio di come viene implementato nella realtà concreta, all’interno degli enti territoriali.

Isa Maggi

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