LETTERA APERTA ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI

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Spett.le Ordine dei giornalisti di Puglia

In seguito alle continue voci circolanti in merito all’obbligo di partecipare a corsi di aggiornamento da Voi tenuti, senza dei quali rischierei d’ufficio la cancellazione dall’albo nazionale, vorrei precisare quanto segue:

Il sottoscritto Antonino di Lauro, di anni 71, iscritto nel vostro albo nazionale in qualità di giornalista pubblicista sin dal lontano 1984, (all’epoca mi venne consegnato un tesserino verde non più in uso in seguito sostituito) avendo regolarmente pagato le quote annuali, aver svolto la professione nel rispetto del codice di deontologia giornalistica senza mai subire alcuna sanzione disciplinare, aver sempre rispettato la carta di Treviso e le norme del D.lg 196/2003 comunica la poca capacità “fisica e materiale” a frequentare i su citati corsi di aggiornamento. Oltretutto, sarei impossibilitato a farlo per via telematica, avendo scelto di abbandonare l’uso del computer oramai fuori uso, per tornare a scrivere i miei articoli con la vecchia e amata Olivetti lettera 22.

Ancor prima dell’iscrizione all’ordine in qualità di collaboratore esterno ho scritto per diverse testate nazionali in qualità di “schiavo” al servizio di vecchi maestri soloni dai quali ho imparato tanto. Oggi da pensionato, senza alcun futuro, reputo poco utile un aggiornamento professionale. Mi riferiscono che nei prossimi “tre anni” dovrei accumulare una seria di crediti che mi garantirebbe la possibilità a usare un titolo acquisito sul campo.

Aspettare ancora tre anni? Non penso di arrivarci, comunque, se così fosse, gradirei saperlo, possibilmente, entro la fine dell’anno in corso sentendomi così autorizzato a non pagare più le future quote annuali che risulterebbero inutili per la mia posizione.

Se credete, cancellatemi pure, ma vi ricordo che un “titolo”: di studio, accademico o professionale non ha mai avuto scadenza.

Sono sempre stato onorato di appartenere alla nostra categoria e giuro che continuerò a farlo, pertanto vorrei ricordarvi che, non potendomi assolutamente negare la titolarità, qualora dovessi subire la radiazione, anteporrò al titolo di giornalista una semplice parolina : “ex”.

Vi rammento, altresì, che così come “la carta dei doveri” mi ha sempre impegnato al rispetto di alcune regole che non ho mai trasgredito, contemporaneamente mi “garantisce” la libertà di scrittura nel rispetto “dell’autonomia” e della “non sudditanza”.

Capisco bene che senza l’iscrizione non mi sarà possibile firmare la direzione di una qualsiasi testata. Pazienza. Me ne farò una ragione continuando a scrivere, sempre nel rispetto delle regole deontologiche, in qualità di collaboratore esterno. La comunicazione è sempre stata la mia vita, motivo per cui, nessuno al mondo potrà mai impedirmelo.

Tanto vi dovevo. In attesa di risposta saluto cordialmente tutti miei colleghi o ex tali.

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