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La commedia degli equivoci di Vito Coviello

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cms_23046/1.jpgRoberto giovane poliziotto, per un incidente stradale, in servizio, durante un inseguimento si ritrova cieco in un ospedale dove incontra, per la prima volta Andrea, una bellissima infermiera russa, della quale finisce per innamorarsene… salvo poi fare una scoperta che gli porterà un grande cambiamento. Roberto e Andrea, commedia in un Atto Unico donato ai lettori de La Pagina della Cultura.(allegato PDF)

“Il demonio ha paura della gente allegra” (San Giovanni Bosco) “Roberto e Andrea la commedia degli equivoci” è l’ultimo lavoro dello scrittore e poeta Vito Coviello, il non vedente di Matera. Penso che prima o poi Vito diverrà il protagonista di un film famoso, come “La cieca di Sorrento” o “Lo smemorato di Collegno” le premesse già ci sono: questa sua ultima opera che è una commedia sul genere del buffonesco, ma soprattutto nel suo modo quasi insistente, di presentarsi come cieco, “Il non vedente di Matera” quasi che dal vicolo cieco, dal buio, possa nascere una “fortuna cieca”. Questo giro di parole per dire che Vito ha aggirato qualcosa che tanti vedono come un handicap, in un’opportunità, ha capovolto la frittata, perché Vito sorride.

cms_23046/2_1630638434.jpg La vita presa con il sorriso per certuni è una fede, come il credere in Dio ciecamente, per altri è un cammino arduo e faticoso e a volte non si arriva neanche al traguardo e si sta depressi e infelici, avendo tutto a posto ma stando ciechi alla luce interna. E’ la stessa cosa che diceva Sant’Agostino, si può credere per fede, o attraverso studi filosofici e ricerche teologiche profonde mettere al vaglio Dio, le strade sono diverse ma l’arrivo è il medesimo: Dio esiste. Se qualcuno dall’alto dell’ateismo storce il naso, può pensare al cammino di Siddharta di Hermann Hesse o a Picasso quando in un minuto con un solo schizzo fece un ritratto a una signora e questa chiese: “Quanto devo? “Cinque milioni di franchi”. “Ma come?” disse sbigottita la donna. “Così tanti soldi per questo disegno eseguito in un attimo?” E Picasso rispose: “In realtà per arrivare a questo scarabocchio ho impiegato una vita intera”. All’opposto il pittore Henry Rousseau detto “Il Doganiere” senza alcuna conoscenza accademica, ha iniziato a dipingere a quarant’anni senza mai lasciare Parigi, diventando precursore di movimenti come il Cubismo, Psicoanalisi e Surrealismo. Picasso e Rousseau strade diverse ma l’arrivo è il medesimo: liberare l’inconscio. Tra gli artisti del Surrealismo, si possono inserire oltre al celeberrimo Salvador Dalì, i poeti Paul Eluard e Jacques Prévert, ma anche i comici Achille Campanile ed Eugene Ionesco, ma anche Walt Disney. I surrealisti scrivevano o dipingevano o poetavano di getto i pensieri più strani, quelli che venivano subito alla mente senza riflettere, ritenuti gli unici in grado di esprimere la vera essenza libera dal Super-io controllore.

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La commedia di Vito è boccaccesca e burlesca, piena di equivoci come deve essere. I buffoni delle corti rinascimentali rallegravano i signori e i loro cortigiani, le famose compagnie teatrali itineranti, nel 1500/600, da un semplice canovaccio e, con una serie di maschere caratteriali, divennero famose tra il popolo ed erano invitate da re e nobili. Si può risalire anche più lontano, a Plauto o a Aristofane o arrivare ad oggi a Maurizio Crozza o Carlo Verdone o Checco Zalone o molti altri, anche qui strade diverse ma l’arrivo è il medesimo: far ridere, rallegrare e da sempre è molto facile, nelle commedie, nei film e altro fare piangere, fare ridere invece è assai difficile, perché dopo aver riso ci rimane in bocca un sapore amaro: quello di aver riso per le disgrazie altrui, il cui classico esempio è scoppiare a ridere di qualcuno che cade sul ghiaccio, o a cui accadono cose strane (come certi programmi in televisione, ma non solo, anche sui social) saper far ridere con lievità non è facile per niente ci si arriva con grande studio oppure lo si è … Vito è un uomo col sorriso non solo sul volto, ma dentro, dentro nel cuore.

Ricordiamolo se riusciamo a sorridere riusciamo a sconfiggere la paura, “Il demonio ha paura della gente allegra”. (San Giovanni Bosco).

Paola Tassinari

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