LEGA SERIE A: ACCORDO RAGGIUNTO SUL TAGLIO STIPENDI

TOMMASI: “È PREOCCUPANTE QUANTO DECISO. MI PARE UNA FOLLIA”

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Fumata bianca, ieri, al termine dell’Assemblea di Lega Serie A riunitasi in videoconferenza per discutere del taglio degli stipendi dei calciatori, allenatori e tesserati delle prime squadre. L’accordo è stato raggiunto all’unanimità dalle venti società presenti ad eccezione della Juventus che aveva già trovato un’intesa con i propri tesserati. Come riportato sul sito della Lega, sono due i possibili scenari che si possono verificare a seconda che si concluda o meno il campionato:

La Lega di Serie A ha deliberato oggi, all’unanimità con esclusione della Juventus che ha già raggiunto un accordo coi propri giocatori, una comune linea di indirizzo per contenere l’importo rappresentato dagli emolumenti di calciatori, allenatori e tesserati delle prime squadre. Questo intervento, necessario per salvaguardare il futuro dell’intero sistema calcistico italiano, prevede una riduzione pari a 1/3 della retribuzione totale annua lorda (ovvero 4 mensilità medie onnicomprensive) nel caso non si possa riprendere l’attività sportiva, e una riduzione di 1/6 della retribuzione totale annua lorda (ovvero 2 mensilità medie onnicomprensive) qualora si possano disputare nei prossimi mesi le restanti partite della stagione 2019/2020. Resta inteso che i Club definiranno direttamente gli accordi con i propri tesserati".

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Grande soddisfazione, dunque, per il Presidente della Lega di Serie A, Paolo Dal Pino, in seguito all’accordo raggiunto dalla totalità dei presenti sulla spinosa questione del taglio degli stipendi. Un’intesa quasi miracolosa per la Lega di A, quasi sempre in disaccordo su tutto a causa dei diversi interessi personali anteposti a quelli collettivi. Ma la questione del contenimento dei costi, evidentemente, non poteva che unire tutti i Presidenti.

Di parere opposto, invece, è stata l’Aic (Assemblea Italiana Calciatori) che ha replicato duramente alla decisione maturata in Lega.

È una proposta vergognosa e irricevibile" – ha dichiarato il vicepresidente Umberto Calcagno. "È chiara l’indicazione che si vuol far pagare solo ai calciatori gli eventuali danni della crisi”.

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Altrettanto negativo e pungente il parere espresso all’ANSA dal Presidente dell’Aic, Damiano Tommasi.

Se le società di serie A – si legge nella nota - si devono trovare in assemblea per dire che non pagheranno gli stipendi quando in realtà a tu per tu con i giocatori i singoli club stanno cercando accordi di buon senso, è molto preoccupante. Come ha detto Messi, non riesco a capire la logica imprenditoriale alla base di questo comportamento: mettere in cattiva luce i giocatori, principali protagonisti dello spettacolo, quando tutti o quasi stanno già discutendo con i club come uscire insieme da questa crisi. Mi pare una follia”.

In effetti, una soluzione - in questo momento particolarmente delicato da un punto di vista economico-finanziario - andava trovata. Ed è innegabile che con questa crisi le società non possono più sostenere gli stessi costi degli anni precedenti. Premesso ciò, sarebbe giusto chiedersi quanto questa decisione rappresenti al meglio le parti. È la soluzione migliore per tutti (società e calciatori) o solo per una parte? Dalle reazioni e dalle critiche dell’Assocalciatori è sembrata più una soluzione unilaterale. Al di là delle dure repliche, in effetti, è sembrata una conclusione eccessivamente penalizzante per i calciatori che comunque sono scesi in campo fino al 9 marzo e fatto allenamenti fino alla metà dello stesso mese. Dunque, per lo meno non si sarebbero dovuti considerare per intero i quattro mesi.

Ma va considerato il momento critico e inaspettato per tutti. Un mese fa nessuno avrebbe potuto ipotizzare uno scenario del genere e quindi qualche errore di valutazione ci può essere. Qualche club avrà pensato anche a risparmiare qualcosa in vista di tempi peggiori, ma allora non sarebbe stato meglio trovare una soluzione insieme?

(Foto da adnkronos.com e web – si ringrazia)

Rino Lorusso

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