LA VITA TORNA A FARSI BASSA ALL’OMBRA DELLA TORRE EIFFEL

Parigi fashion week collezioni spring-summer 2022

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Dopo New York, Londra e Milano, è toccato a Parigi mettere fine al fashion month dedicato alle sfilate spring-summer 2022. La fashion week parigina continua, anche se in tono minore, nel solco delle sfilate live (trentasette), ma sono stati ancora in molti (trentadue) a preferire un fashion show in versione digitale. Tutte le grandi maison francesi non hanno disertato il calendario ufficiale della fashion week, l’unica assenza di peso è stata quella della maison Celine; la maison Valentino è ritornata a sfilare a Parigi, come Miuccia Prada e Giambattista Valli che hanno presentato le collezioni delle maison Miu Miu e Giambattista Valli nella Ville Lumiere. L’evento più bello ed atteso che ha calato il sipario sulla fashion week parigina è stato il fashion show-tributo in memoria di Alber Elbaz e del suo geniale talento creativo. L’ex designer della maison Lanvin, che recentemente aveva fondato un suo fashion brand: AZ Factory, è scomparso lo scorso aprile a cinquantanove anni per covid-19 ed è stato ricordato con un fashion show dal titolo: “Love Brings Love” dove hanno partecipato quarantaquattro designers che, attraverso le loro creazioni, hanno voluto rendere omaggio al talento del designer prematuramente sottratto al fashion system.

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A Parigi, più che altrove, si è potuto osservare una moda plurale, a tratti confusionale, con linguaggi e codici diversi a voler, a tratti ostentatamente, mostrare la diversità e la complessità di questi tempi. Sulle passerelle hanno sfilato donne diversissime: la bon ton, la sexy, l’impegnata, ma tutte con un denominatore comune per la prossima primavera-estate, la voglia di divertirsi attraverso l’uso di piume, paillettes, cristalli, jumpsuit second skin, micro-pull, blazer crop, ma anche oversize, abiti con drappeggi, tagli cut-out, maxi plateau, bustier, bralette, una palette colori vibrante, color block, orli sfilacciati e che si accorciano drasticamente, con (ahimè!) l’ombelico in bella mostra grazie ad una vita bassissima che avrebbe fatto impallidire gli anni 2000.

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Come già successo per Prada e Missoni, anche la maison Dior cambia decisamente rotta, la designer Maria Grazia Chiuri ha portato in passerella una donna che si ispira per il suo guardaroba agli anni ’60 del Piper (famoso club romano di quegli anni) fatto di mini dress dalla linea ad A, coat in vinile, color block, oblò, stampe geometriche, stivali in vernice over the knee bianchi e neri. Non sono pervenute le iconiche gonne a ruota in tulle, le t-shirt con messaggi femministi, le emblematiche giacche bar, le sneakers, il mood glam-chic. Sulla passerella di Dior sfila un nuovo gioco fashion, dal corso psichedelico, audace, spiazzante per buyers e clienti, ma non da perdere il fiato alla sua visione, la nuova visione della donna Dior non ha convinto al cento per cento.

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Se sulla passerella di Dior ha sfilato il cambiamento, su quella della maison Saint Laurent ha sfilato lo scandalo. Sotto una Torre Eiffel illuminata per l’occasione il designer, Anthony Vaccarello si ispira alla collezione del ’71 che si intitolava “du scandal” che celebrava la grande amicizia tra il designer fondatore della maison, Yves Saint Laurent e Paloma Picasso. La collezione è pervasa da tailleur con blazer dalle spalle squadrate, minigonne, jumpsuit second skin, mini dress super sexy, sandali in vernice e maxi plateau, mood mannish, codici femminili e maschili che si mescolano, pattern floreali, total black, ma anche una palette colori vibrante dove i protagonisti sono il blu cobalto, il rosso amaranto, l’arancione (colore molto popolare sulle passerelle della Parigi fashion week).

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Sulla passerella della maison Balmain hanno sfilato tutte le più grandi top model degli anni ’90 e quelle di oggi per celebrare i dieci anni di direzione creativa del designer Olivier Roustein che conquistò, a soli venticinque anni, il gradino più alto della maison francese. Il fashion show si è poi trasformato un vero e proprio festival musicale per allietare i selezionatissimi invitati alla sfilata che è stata applauditissima per le super model del calibro di Carla Bruni, Naomi Campbell, Mila Jovovich, Nadia Vodianova che hanno indossato gli iconici mini dress “Balmain” decorati da preziosi cristalli e pietre. La collezione porta in passerella i codici distintivi dell’ultimo decennio della maison come le silhouette sagomate, le linee over, i tagli cut-out, i pantaloni attillati, la vita bassa, la pelle, i jeans ripped. E’ stato un fashion show sfavillante per tutti i nostalgici del fashion system degli anni ’90, è stata una collezione celebrativa, niente di nuovo è salito in passerella, ma la collezione è stata pervasa da un alto tasso di sexy- glamour in pieno stile Olivier Roustein che ha mandato in visibilio clienti e buyers.

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La collezione della maison Valentino si “sporca” di quotidiano abbandonando la passerella per scendere in strada, precisamente nel Carreau du Temple, un quadrilatero di vie con i suoi bistrot e le sue caratteristiche boutique. La collezione “Rendez-Vous” del designer Pierpaolo Piccioli contamina l’haute couture e lo street style, le forme si semplificano e si fanno essenziali, i tessuti sono leggeri, ma tenaci per affrontare il quotidiano, ma come sempre è la meraviglia della palette colori e delle combinazioni cromatiche a rendere uniche le collezioni della maison. Come sempre Pierpaolo Piccioli non delude le sue clienti e i suoi buyers, una collezione estremamente concreta e portabile, ma anche straordinariamente sognante come solo la moda ad alto livello creativo sa regalare. La maison Valentino ha conquistato Parigi più delle iconiche maison francesi…chapeau!

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Il fashion show più futuristico è stato quello della maison Givenchy dove all’interno della Defance è stata allestita una capsula dove il designer, Matthew Williams ha portato a spasso nel tempo clienti e buyers. I tradizionali tessuti come il Principe di Galles diventano “undergroud” grazie a forme strutturate, al neoprene, ai tagli vivi. I tailleur sembrano non essere toccati dal tempo, come pure i long dress dai tagli cut-out che scivolano sinuosamente sulla silhouette, l’accessorio must have sono i cuissardes con plateau. Alla Defance ha sfilato una collezione mix and match tra passato e futuro-undergroud che forse non sarebbe stata particolarmente gradita a Monsieur de Givenchy, ma che è stata accolta con grande entusiasmo dai più giovani. L’intento del designer di “svecchiare” la maison sembra essere riuscito, anche se a discapito del glam-chic, da sempre codice identificativo della maison.

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Per la maison Chanel la collezione della prossima primavera-estate è un tuffo nel glamour frenetico del fashion system degli anni ’80 e ’90. La designer, Virginie Viard ha voluto rendere omaggio alla moda del compianto Karl Lagerfeld e agli outfit più iconici da lui creati per la maison. Ma se da una parte c’è tutto quello che ci si aspetta di vedere ad una sfilata di Chanel come i tailleur in tweed, le perle, il mood marinaro, i colori pastello, il black and white, dall’altra parte c’è una visione inedita della maison, in versione Virginie Viard, caratterizzata da profondi spacchi, colori decisi, body come sottogiacca, twin set che diventano crop, hot pants, minigonne, bikini sparkling, multi catene per bijoux. La donna Chanel post pandemia vuol lasciarsi alle spalle quell’allure di bon ton per vestire i panni della seduzione e della leggerezza.

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Ma è nella sfilata della maison Miu Miu della designer Miuccia Prada che la vita bassa arriva al suo (impensabile) apice. I codici convenzionali del fashion vengono ribaltati: i ricami preziosi passano dagli abiti da sera ai tailleur daywear, gli abiti bon ton e i capispalla vengono scalfiti da orli sfrangiati, i pullover diventano crop, le gonne si accorciano pericolosamente e la lingerie, come le etichette della maison, complice la vita bassissima e i micro pull, sono in bella vista.

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Negli spazi del Passage Richelieu del Museo del Louvre è andata in scena la sfilata della maison Louis Vuitton che ha portano in passerella i duecento anni della storia della maison. Il designer, Nicolas Ghesquiere mescola epoche e stili passando (indenne?) dal mood vampiresco alle crinoline dell’ottocento, dall’anfibio underground ai ricami preziosi degli abiti anni ’20. A movimentare la sfilata ci hanno pensato gli attivisti del clima che hanno fatto irruzione sulla passerella sventolando uno striscione contro il fashion system colpevole, a loro dire, dei cambiamenti climatici e dello sfruttamento del pianeta. Al netto della contestazione la collezione della maison Vuitton è apparsa a tratti confusionaria, poco riconoscibile, avulsa dai codici distintivi della maison.

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Con il fashion show-tributo in memoria del designer Alber Elbaz è calato il sipario sulla fashion week parigina e sul fashion month che ha dettato i macro trend per la prossima primavera-estate che possiamo riassumere a grandi linnee cosi: vita bassa, revival anni ’80 e ’90, verde, arancio, giallo, orli ridotti e sfrangiati, paillettes, piume, linee oversize, tagli cut-out, micro pull, maxi plateau, bralette a vista.

T. Velvet

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