LA TRANCE DANCE NELLE TRADIZIONI

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La trance cosciente è una metodologia frequentemente utilizzata nella danza dell’Essere per accompagnare il danzatore nel suo viaggio iniziatico e di catarsi. "Trance" deriva dal latino transire, ossia passare oltre, attraverso. La Trance Dance è dunque un modo per sperimentare il transito dallo stato mentale ordinario ad uno stato coscienziale dove lo spirito è libero di espandersi e manifestarsi attraverso il corpo e i suoi ritmi. È una trasformazione completa, è la liberazione dai limiti che ci siamo autoimposti credendoci solo un ego separato. È rientrare nel flusso, andare oltre i confini imposti dai cinque sensi e ricollegarsi ad una dimensione della quale spesso avvertiamo l’esistenza ma che nello stato ordinario di veglia non riusciamo a percepire.

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Lo scopo della trance è di provocare delle scariche elettriche che permettono la stabilizzazione del pensiero e delle tendenze psichiche latenti. Lo stato di trance si raggiunge quando lo spirito, l’anima si liberano del peso del corpo, della materia. È una sorte di morte temporanea dove lo spirito si congiunge con altre dimensioni invisibili del cosmo e con entità divine.

La Trance Dance è una pratica antica di oltre 40.000 anni, trasmessa di generazione in generazione in tutte le culture e tradizioni del mondo. Da sempre utilizzata come metodo terapeutico per la guarigione di blocchi emozionali o disturbi psico-fisici e anche come canale di comunicazione con altre dimensioni metafisiche.

Fabienne Courmont ha introdotto nella sua metodologia diverse tecniche di trance ispirate dalle tradizioni antiche degli indiani, sciamani e sufi.

Gli Indiani d’America, la cui cultura era basata sul rispetto e sull’amore verso il creato, verso la Madre Terra e il Padre Cielo, la praticavano per percepire questo amore aperto ai quattro elementi e condiviso con gli animali. Essi sono considerati compagni di percorso, simboli totemici e portatori di messaggi sempre colmi d’amore e d’insegnamento.

Per gli sciamani di ogni dove il corpo è portatore di simboli, di proiezioni, di fantasmi personali e luogo di archetipi e, grazie alla danza, l’iniziato ritrova il corpo originario, un corpo antico che finalmente può esprimersi.

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Ogni individuo attraverso il movimento può rivivere la storia che è insita in lui: una storia personale o una storia che può darsi sia sconosciuta all’Io, ma che comunque gli appartiene e che fa parte del patrimonio collettivo.

Danzare a piedi scalzi a contatto con l’energia della Madre Terra, al ritmo di sonorità ancestrali e tribali, stimola nel corpo, nella mente e nell’anima il moto originario del mondo. Guidati dal suono del tamburo e degli strumenti sacri ci si riconnette alla Madre Terra e alle forze della natura, alla propria passione, alla propria parte creativa ed espressiva.

Spesso molti rituali avvenivano attorno al Fuoco Sacro, simbolo archetipico di trasformazione e rinascita. Nella pratica della danza dell’essere viene spesso invocata la forza purificatrice del fuoco, che si risveglia dentro di noi, attraverso movimenti ripetitivi come tremolio e scuotimento di diverse parti del corpo, fino alla percezione di brividi che partono dall’interno verso l’esterno. A differenza dei rituali sciamani, durante la trance cosciente il danzatore resta ben ancorato e centrato mantenendo stabile ed equilibrata la sua connessione alla terra attraverso l’Hara. Sebbene la danza estatica ci conduca piacevolmente in una dimensione parallela, fuori dallo spazio e dal tempo, è importante non perdere del tutto la connessione con la materia e il corpo per evitare danni psichici irreversibili.

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La danza dei dervisci rotanti è un’altra tecnica di trance praticata nella danza dell’essere. I dervisci sono gli eredi della tradizione sufi Mevlevi, i quali sostengono che danzando si uniscono in armonia alle leggi cosmiche. La legge primaria di tutto l’universo è che tutto ruota, i pianeti, le stelle, le molecole intorno al nucleo. Ruotando su sé stesso il danzatore diviene cosciente delle vibrazioni dell’universo e si unisce integralmente all’ordine del cosmo. I suoi movimenti diventano i movimenti dell’universo, risvegliano delle energie interiori profonde per collegarle alle energie cosmiche. I dervisci considerano la loro danza come uno strumento di purificazione e unificazione di corpo, anima e spirito con il divino. Rumi, il grande maestro spirituale dei Mevlevi, dice: “La mente non ha spiegazioni per l’estasi dell’amore. Solo l’amore stesso può spiegare il suo entusiasmo e la sua reale devozione” (estratto dal libro “Danse de l’Être” di Fabienne Courmont).

Ruotando con le braccia aperte e la mano destra rivolta verso l’alto si innesca un tornado di una forza divina infinita che ha il potere di emanare questo stato di gioia profonda verso l’esterno. L’osservatore può percepire questa energia vitale e partire nel proprio viaggio interiore, che potrebbe diventare più profondo sperimentando direttamente una delle tecniche di trance dance.

https://dansedeletre.org

(Photo credit Theo Lian)

Rossella Rubini

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