LA TERAPIA DEL DOLORE...QUESTA SCONOSCIUTA

IMPARIAMO A VIVERE MEGLIO

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Avendola provata personalmente, mi piacerebbe, nel vostro interesse, tentare di darvi qualche chiarimento. Vorrei iniziare facendovi una semplice domanda. Chi di voi non ha mai sofferto di dolori cervicali, di artrosi in qualsiasi sede, di ernie del disco, di osteoporosi o di alcune neuropatie che complicano le malattie del sistema scheletrico come la sciatica, la cefalea, la nevralgia del trigemino, o ancor peggio di crolli vertebrali? Oggi grazie a questa nuova disciplina la soluzione di molte sofferenze è alla portata di tutti noi.

cms_2387/Dottor_Menno_emanuel_sluijter_scopritore_della_terapia_antalgica.jpgIl dottor Menno Emanuel Sluijter, ( foto ) anestesista, nato ad Haarlem e trasferitosi ad Amsterdam nel 1957, nel 1980 intuisce e incomincia ad applicare delle correnti di RF per la terapia del dolore spinale. Una fra le intuizioni più valide del secolo scorso. Grazie a questa tecnica, oramai perfettamente collaudata e alle applicazioni di “radiofrequenza pulsata” si ha la possibilità di offrire ai pazienti sofferenti una qualità della vita degna di questo nome. Il trattamento non prevede alcun intervento chirurgico e/o tecniche invasive. In parole povere si tratta di una metodica alternativa che interrompe temporaneamente o definitivamente lo stimolo doloroso. Visto il sempre crescente aumento di persone colpite dal dolore cronico la medicina antalgica sta guadagnando un sempre maggiore interesse nel nostro Paese. Il sollievo che se ne ricava può durare dai tre ai 12 mesi. Un periodo lunghissimo per chi soffre quotidianamente di dolore cronico. Se, poi, si pensa che la procedura viene eseguita su paziente sveglio, in anestesia locale e che consiste nell’introduzione di aghi sottili in aree specifiche, non potremmo chiedere di meglio. Per quanto concerne le ernie discali o le cervicali l’operatore interviene sulla colonna vertebrale, nel caso delle terribili emicranie del trigemino o delle cefalee a grappolo (meglio conosciute come cefalee da suicidio) l’interventista trova altre soluzioni di accesso. Come tentavo di spiegarvi, il paziente viene ricoverato in ospedale con modalità “Day Surgery” (n.d.r. ricovero della durata inferiore alle 12 ore) e che, oltretutto, la terapia non creerebbe assolutamente danni a nessuna struttura nervosa.

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Dopo la somministrazione di una leggera anestesia locale, il medico usa i raggi X e/o una guida ecografica per posizionare gli aghi nell’area dove il paziente avverte dolore. L’operatore passa alla fase della stimolazione dopo essersi assicurato che gli stessi aghi siano stati inseriti correttamente. Una volta individuato il punto esatto, il trattamento di radiofrequenza potrà avere inizio.

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Durante il processo, un generatore trasmetterà corrente a RF alla punta dell’ago per ricondizionare o interrompere il funzionamento del nervo che, a sua volta, inibirà i segnali di dolore al cervello. Molto importante sottolineare che questo tipo di procedura chirurgica non è assolumente dolorosa, fastidiosa e tanto meno invasiva.

cms_2387/locandina_dr_petruzzelli.jpgMolti ospedali e policlinici Italiani si avvalgono di specialisti preparati e all’avanguardia; tra i tanti, un vero “polo d’eccellenza” potrebbe essere considerato l’ospedale regionale “Miulli” di Acquaviva delle fonti (Ba) con il reparto diretto dal dottor Vito Petruzzelli che unisce alla professionalità, una disponibilità ed una umanità, al giorno d’oggi, abbastanza rara da riscontrare nelle strutture pubbliche. Datemi retta. In caso di necessità sarebbe opportuno approfittarne. Vivere al meglio è un nostro diritto ineluttabile.

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