LA TAVOLA DELLA POESIA

Jole De Pinto (I^)

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Giuseppe De Nittis, Pranzo a Posillipo, 1879 olio su tela, cm 112x172. Milano, Galleria Arte Moderna

cms_21442/2v.jpgGOLOSITÀ D’ARTISTA

“In punta di piedi m’adagio

sull’isola della poesia

dove vivere costa meno

e un globo di visioni abbacina

le ultime paure”

(Sull’isola della poesia, di Jole de Pinto “Spiccioli di poesia” - Mezzina, Molfetta 2004)

Il dibattito sulla poesia contemporanea è sempre vivo e coinvolgente, pareri discordanti, esplosioni sul Web, voglia di raccontarsi, parole sottovoce, necessità di tracciare un percorso, di delimitarla in canoni, restringerla in argini ben definiti. Nel suo continuo fluire la poesia, come onda instancabile, giunge alla riva, si ritira, esplode in minutissime particelle, diventa pioggia, ci bagna, ne veniamo contagiati.

C’è una grande attenzione verso la poesia, una “disperata vitalità” nel mondo della letteratura e dell’arte. “Disperata” come evidenzia Pier Paolo Pasolini, perché la parola poetica è un percorso continuo, muta e si rinnova, è ragione di vita, un bisogno ineludibile di esprimersi per sopravvivere. Incontri, attività, pubblicazioni, concorsi letterari, una folta schiera di paladini in costante movimento.

Un importante e interessante appuntamento con la poesia è quello portato avanti dai poeti de La Vallisa a Bari, presso la Libreria Roma, un gruppo presieduto da Daniele Giancane, poeta, saggista e critico letterario, nonché docente di letteratura per l’infanzia presso Università degli Studi di Bari, che da oltre trent’anni ha raccolto intorno a sé i poeti del territorio per parlare di poesia, discuterne e diffonderla perché di poesia non si vive ma non se ne può fare a meno.

In uno dei vari e coinvolgenti incontri organizzati dai poeti de La Vallisa, ho conosciuto Jole de Pinto, una donna colta e raffinata, piena di fascino poetico e di delicata bellezza, una docente, una poetessa riservata e schiva, un poeta militante, un’anima di farfalla, come ricorda la stessa autrice.

L’anima di farfalla

L’anima di farfalla

sotto pelle scorre

leggera sopra le cose

si posa

dentro il mondo

il prodigio

di sguardi che turbano

intercetta

sconosciuti

e in vortici di stelle

s’immerge

in spirali di richiami.

Sciami d’ali sprigiona

sopra ogni pietra

in ogni preghiera

a che non si chiudano

all’approccio

gravide della cenere

del disinganno.

(L’anima di farfalla, di Jole de Pinto, da "Un fiero gabbiano" - Molfetta, 2013 - pag. 29)

Jole era presente agli incontri presso la libreria Roma, organizzati da Giancane, a volte per condividere le iniziative - laboratorio proposte per la serata, a volte per proporre i suoi testi e le sue raccolte che man mano si arricchivano di nuove pubblicazioni. Come sempre rimanevo affascinata dalla sua voce!

Un testo molto bello che la carissima Jole dedica ai suoi figli, ci dimostra la straordinaria bellezza del suo animo, parole che si muovono in una danza armoniosa, versi che si vestono di mistero, una poesia che esplode e sa di miracolo, l’ineffabile afflato dell’amore.

cms_21442/3.jpgAi miei figli

Vi colsi d’un balzo nel ventre

sull’alito della notte disteso

e fu sorpresa alla mano

che il ritmo contava

guizzo sogno agli occhi

davanzali di dolcissima attesa

del miracolo antico come il mondo.

Foste sussulti in ipotesi d’avventura

nella metafora dell’amore più puro

del mistero più mistero:

l’ala della vita in cavità di radici.

(tratta da "Dichterliebe - Amor di poeta" / Amadeus Editore, Treviso)

La poetessa e scrittrice Jole de Pinto, vive a Molfetta, è critica letteraria e docente di lettere classiche ed italiano nei Licei, ha all’attivo varie pubblicazioni di poesia, di racconti, testi di sperimentazione didattica, di critica.

La prima pubblicazione risale al 1988 con “L’ora di dentro” Ed. La Vallisa, Bari, che le valse il “premio Eugenio Montale” a cui sono seguite diverse altre raccolte poetiche tra cui “Mare Nostrum” Ed. Mezzina, Molfetta 1994, grazie a cui ha conseguito il premio Carducci, nel 2000, “L’ora degli altri”Palomar, Bari 2000,“Un fiero gabbiano”, Molfetta 2013. Non mancano saggi e recensioni. Molti suoi testi hanno avuto validi riconoscimenti da parte di critici e letterati del contesto nazionale e pugliese, dalla provincia di Bari e delle autorità del suo paese di origine.

Oggi mi ritornano tra le mani alcuni suoi libri, quelli più recenti, “Spiccioli di poesia”, 1986 – 2008, Ed. Mezzina Molfetta 2004, “Un fiero gabbiano”, Molfetta 2013. I primi volumi sono introvabili.

Molto avvincente il saggio “Donne di Puglia dell’Ottocento. Nel risorgimento e nelle Arti”, Adda Editore 2019, che ho letto con molto interesse, una accurata ricerca sulla situazione femminile nell’800. Il libro doveva essere presentato a Bitetto, nell’ambito delle serate dedicate alla lettura e, come tanti altri incontri è stato rinviato, a causa dell’emergenza Coronavirus.

Attraverso il canale poetico, l’autrice mette a nudo i tuffi del cuore, i suoi ricordi d’infanzia, gli affetti più cari, l’amore, la clessidra dei suoi giorni, le sue più intime riflessioni la sua poetica.

Sente inarrestabile il fluire del tempo, rimane sgomenta di fronte alla vita che sfugge dalle mani, per lei la vita è “Un battito di ciglia” e “giovinezza dai pori / sprilla”. (Pag.16, da Un fiero gabbiano)

Le liriche, proposte in sequenza cronologica, scandiscono tappe di storia personale e di memoria, tensioni vitali, sono il luogo della meditazione e dello smarrimento.

La vita di ogni giorno, le sue delusioni, la storia individuale, il dolore che ci accompagna, si intrecciano con la Storia collettiva e quotidiana, contestualizzati nel territorio di appartenenza e “determinano un percorso di donna e di poetessa maturo e sostenuto”. (Anna Visentini)

continua&

Dina Ferorelli

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