LA TAVOLA DELLA POESIA (II^)

Intervista a Jole De Pinto

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Riporto l’intervista fatta aJole De Pinto e alcune delle sue poesie, più lette e amate che ha voluto dedicarci.

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cms_21455/0.jpgQuando hai scoperto la magia della poesia e quando hai cominciato a scrivere?

La magia della poesia l’ho scoperta leggendo e insegnando Leopardi. In realtà l’impatto più approfondito c’è stato con la tesi di laurea sulla poesia latina del Petrarca, maestro del linguaggio lirico. Tale fascinazione si è confermata con il susseguirsi del tempo, fino agli anni ’80 quando ho cominciato a scrivere di poesia. La vera maestra di poesia è stata per me la vita del quotidiano.

Quali sono gli argomenti ispiratori dei tuoi versi, dei tuoi libri?

Nel mio primo libro "L’ora di dentro" – Ed. La Vallisa, scrivevo che per me la poesia è una forma di conoscenza del mondo dell’essere e dell’essere del mondo, in una ingegneria linguistica. Per ingegneria linguistica intendo che ogni poeta ha una sua struttura e tecnica del linguaggio che gli deve rassomigliare. Nel mio, in particolare, i versi si tengono in piedi senza molta punteggiatura e, di tanto in tanto, nel seguire l’euritmia, in fondo e sotto un verso si scrivono una o più parole a cui si vuol dare maggior pregnanza. Ha rafforzato la mia ispirazione la simbiosi con la natura di cui seguo le visioni e i ritmi.

Quanto conta nella tua produzione letteraria il paese, le origini, la tua storia?

Nel mio poetare conta più di tutto la mia storia personale, che riflette l’incanto di una contemplazione o l’acuirsi di un dolore, catturando i segreti dell’anima.

Quali sono i tuoi autori preferiti, le letture significative per la tua formazione?

Tra i miei autori preferiti, oltre a quelli già citati ci sono i poeti simbolisti francesi con le loro metafore oniriche. Ho riscontrato inoltre affinità fra il mio fare poesia e il correlativo oggettivo del Montale. Ho letto anche tantissimo i romanzieri russi da Tolstoj a Cechov, i grandi maestri della letteratura americana da John Steinbeck a William Faulkner ad Arthur Miller, per citarne alcuni.

Cosa consigli ai giovani che vogliono avvicinarsi o si stanno avvicinando al mondo della scrittura poetica?

Ai giovani poeti direi che la grande poesia nasce da sentimenti veri e autentici, quali il dolore, l’amore, la bellezza che ci circonda. Non bisogna prendere alla leggera lo scrivere versi né cercare la poesia spasmodicamente: essa ci deve cercare, ci deve trovare, fino alla creatività.

Cosa pensi dei reading poetici? Sono utili alla diffusione della poesia?

Ritengo che siano utili come incontri tra adepti purché non si scada nella massificazione.

Vuoi dedicare un testo, alcuni versi ai lettori?

Dedico volentieri ai lettori questo testo che mi rassomiglia.

Gennaio 1991

Amore come nostalgia

tuffo degli anni nell’inganno

d’un eco in ascolto

d’un ritorno da false partenze

sbalzato nei vaneggiamenti

di Cassandra

che non conobbe riscontri.

Una goccia di sogno

lungo girandole d’eventi

ruotanti a fiamme

senza volto.

(da "Dichterliebe” - Amor di poeta" 1988-1997 - Amadeus Editore, Treviso)

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LA TAVOLA DELLA POESIA (I^)

https://internationalwebpost.org/contents/LA_TAVOLA_DELLA_POESIA_21442.html#.YGaJ8K8zaR8

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Dina Ferorelli

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