LA SHOCKING LIFE DI ELSA SCHIAPPARELLI

COLORE E SURREALISMO AL POTERE

LA_SHOCKING_LIFE_DI_ELSA_SCHIAPPARELLI.jpg

Elsa Schiapparelli è stata la designer che maggiormente ha trasformato la moda del novecento paragonabile solo, per creatività e rivoluzione stilistica, alla sua collega francese Coco Chanel. La designer nasce a Roma nel 1890 da una famiglia di intellettuali che vantava, da parte paterna, discendenze dalla famiglia Medici e che inevitabilmente ostacolò, sin da subito, le sue inclinazioni artistiche e il suo amore viscerale per le nuove correnti artistiche che si affacciavano al mondo come il cubismo, il dadaismo, il surrealismo e che tanto influenzeranno il suo visionario lavoro nel fashion system. La svolta per Elsa arriva quando nel 1920 si trasferisce a Parigi aprendo in Rue de la Paix il suo piccolo atelier, ma che, sin da subito, suscitò grande curiosità nelle donne dell’alta borghesia parigina che intravidero nelle sue creazioni la possibilità di permettersi, anche solo attraverso un abito, una ventata di freschezza, di colore e di provocazione. L’haute couture con Elsa cambia faccia, con la designer romana gli abiti da cocktail e da sera non sono più solo a tinta unita, dai pesanti broccati e dai colori cupi, ma sono anche con stampe surreali dai macro animali (che saranno il must have della maison), colorati o in trompe l’oeil bianco e nero che il magazine Vogue ribattezzò come il capolavoro assoluto della designer.

cms_16897/foto_1.jpg

Nel 1929 arriva ancora una spallata all’haute couture con l’introduzione delle zip, prima di Elsa nell’haute couture si utilizzavano solo sfilze di preziosi e fastidiosissimi bottoncini per chiudere gli abiti; l’uso delle zip viene concepita sia a scopo funzionale, ma anche puramente decorativo. La designer, ormai famosa a livello internazionale, continuerà a rivoluzionare la moda e a far storcere i nasi dei benpensanti con la creazione di tailleur rigati che strizzano l’occhio al guardaroba maschile, della gonna pantalone che in molti giudicarono scandalosa ed inappropriata ad una vera signora, il pantalone coulotte, il mad cap, un cappello che si trasforma a seconda del suo indosso, l’abito “scheletro” che dal fashion system americano è ancora chiamato “Elsa Schiapparelli Skeleton Dress”.Nel 1934 arriva la consacrazione con la copertina di Times, la prima designer donna ad essersela aggiudicata, arriva l’apertura della sua boutique in Place Vendome, arriva una maison che vantava quattrocento dipendenti, arrivano le grandi star di Hollywood che vogliono indossare le sue creazioni come Greta Garbo, Lauren Bacall, Mae West, Katharine Hepburn, Vivien Leight.

cms_16897/foto_2.jpg

Il 1936 vede la nascita del rosa Schiapparelli che oggi tutti conoscono come rosa shocking che diventerà, assieme alle stampe di animali, il tratto iconico della maison. Il rosa Schiapparelli non era altro che una gradazione più intensa del magenta, ma che grazie all’abito indossato dall’attrice Marilyn Monroe nel film: “Gli uomini preferiscono le bionde” diventò il colore più desiderato ed indossato dalle donne, comuni e non dell’epoca. Gli anni ’40 sono gli anni delle collaborazioni con il pittore Salvador Dalì e con il poeta e scrittore Jean Cocteau, Elsa sarà la prima a decorare i suoi abiti con scritte e precisamente con gli aforismi di Cocteau, la prima a portare in passerella un abito modello sirena con profonda scollatura sulla schiena, la prima a portare in passerella un abito smoking, la prima a dare un tema e un titolo alle sue collezioni, la prima a trasformare una semplice sfilata in un fashion show con musiche e balletti, la prima a mandare in passerella donne alte e androgine, la prima a lanciare una linea di occhiali da sole, la prima a creare bijoux che raffiguravano macro animali. Prima di Elsa le donne dell’alta borghesia indossavano esclusivamente gioielli, dopo Elsa il “falso” diventa chic. Nel 1954 la designer, non riuscendo a reggere ai cambiamenti e gusti del tempo, alle difficoltà economiche decide di chiudere la maison e di ritirarsi a vita privata morendo a Parigi nel ‘73 all’età di sessantaquattro anni dopo aver dato alle stampe la sua biografia: “Shocking Life, la vita anticonformista di un’artista della moda”. Una biografia davvero godibile che val la pena leggere o rileggere, nella quale Elsa sa essere rigorosa con se stessa, ma anche autocelebrativa e dove ci ha lasciato i dodici comandamenti per una donna. Quelli che ho fatto miei, peraltro ancora attualissimi sono il quinto: “Il novanta per cento delle donne ha paura di farsi notare e teme il giudizio altrui, quindi comprerà abiti tendenti al grigio topo. E invece dovrebbe ambire ad apparire diversa”. E il dodicesimo: “E’ importantissimo e fondamentale, dev’essere lei a pagare il conto”.

cms_16897/foto_3.jpg

Finalmente l’oblio della storia di Elsa e del suo lavoro nella moda sembra arrestarsi quando nel 2006 avviene l’acquisizione degli archivi storici della maison da parte del gruppo Della Valle. Il patron di Tod’s e di altri brand del lusso riapre nel 2012 la storica boutique in Place Vendome, nel 2015 porta alla maison come direttore creativo Bertrand Guyond, nel 2017 la maison Schiapparelli viene insignita dalla Federazione Francese di Alta Moda del riconoscimento di Haute Couture. Oggi al timone creativo della maison c’è il designer Daniel Roseberry che più di tutti è riuscito a reinterpretare, in chiave moderna, il senso surrealista della designer. Elsa Schiapparelli e Coco Chanel sono state indiscutibilmente le grandi innovatrici del fashion nel novecento, la prima portando il colore, la sensualità, l’arte in passerella, il mood eccentrico e provocatorio, la seconda portando l’essenzialità, la praticità, il binomio chic del black and white, il mood lineare. Entrambe compresero che gli abiti non potevano essere solo quelli inaccessibili dell’haute couture, ma che il futuro del fashion sarebbe stato il pret-a-porter.

cms_16897/foto_4.jpg

Chi era Elsa Schiapparelli? Un’icona per gli addetti ai lavori, una designer che creava opere d’arte come scrisse nel 1932 il The New Yorker, la pioniera del radical-chic, che ha fatto la fortuna della maison Prada, la designer che usò il colore e la provocazione, che hanno ispirato Vivienne Westwood, Gianni Versace, Franco Moschino e tanti altri designer che sono venuti dopo di lei, la designer che usò una palette colori inedita, che ha fatto la fortuna della maison Valentino nell’era di Pierpaolo Piccioli, una donna che aveva un nemico da abbattere: la monotonia della vita borghese del suo tempo portando il colore e il surrealismo al potere. La “Schiap” (come veniva affettuosamente soprannominata) è stata per me, sin da quando ho iniziato a scrivere e vivere di moda, un faro, ecco perché ho voluto iniziare questo ciclo di articoli dedicati alla storia della moda e dei suoi personaggi più significativi con la donna che la moda l’ha rivoluzionata veramente, con la donna che ha posto le basi della moda moderna, con la donna che ha sempre avuto presente che la moda dev’essere un bellissimo gioco attraverso il quale si esprime la propria personalità, con la donna che ha avuto l’idea di vestire una donna libera, anticonformista, sensuale, ma chic, con la donna che comprese il potere terapeutico del colore, con la donna che ha vestito le donne che non amavano le cose facili come indossare un tailleur o un abito nero, ma che amavano le cose difficili come indossare una scandalosa gonna pantalone e usare accostamenti inediti per i propri outfit.

T. Velvet

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


Meteo


News by ADNkronos


Politica by ADNkronos


Salute by ADNkronos


App