LA SFERA DI CRISTALLO

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Chi di noi, almeno una volta nella vita, non ha pronunciato questa frase ironica: “Aspetta che prendo la sfera di cristallo" oppure “Non ho mica la sfera di cristallo”! Spesso, come in questo caso, i detti popolari hanno un loro perché ed una loro storia. Vediamola.

La SFERA DI CRISTALLO, strumento divinatorio dalle molteplici funzioni, è utilizzato da medium e indovini per l’espletamento delle loro pratiche esoteriche.

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Vediamo innanzitutto com’è fatta.

Come si evince dal nome stesso, si tratta di un oggetto sferico realizzato in materiale cristallino più o meno trasparente; generalmente viene usato il cristallo di rocca (o quarzo ialino) ma può essere realizzata anche con cristalli artificiali o vetro.

Può essere utilizzata per diverse situazioni: interrogazione del passato, presagi del futuro, interpretazione dei simboli e connessione con il mondo dell’aldilà.

Durante il consulto possono formarsi, all’interno o sulla superficie della sfera, immagini o simboli che devono essere sapientemente interpretati dal praticante. Può essere anche usata per mettersi in contatto con i defunti o con entità soprannaturali: tutte queste pratiche prendono il nome di CRISTALLOSCOPIA, più conosciute con il termine inglese scrying.

Per produrre il suo effetto, la sfera di cristallo deve essere consacrata per mezzo di rituali più o meno complessi, a seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare.

Va da sé che la sfera non è tutto: il medium o il chiaroveggente sono di fondamentale importanza. La divinazione non è un gioco ma una vera e propria discesa e risalita nelle profondità dell’essere: bisogna essere preparati e coerenti con la propria credenza per riuscire a far emergere, portandolo alla consapevolezza, quanto è rimasto nascosto nelle profondità dell’inconscio.

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Come avviene la “lettura” della sfera di cristallo?

Generalmente attraverso la vista ma anche tramite il tatto o entrambi i sensi.

Il medium fissa intensamente la sfera attendendo che si produca un qualcosa come, ad esempio, la formazione di immagini che dovranno poi essere interpretate. Per meglio favorirne la formazione, è d’uso avvicinare la palla divinatoria ad uno sfondo scuro oppure avvolgerla in un panno nero.

I responsi vengono dati sia in stato di coscienza che in stato di trance, non ci sono regole fisse: ogni consultante ha il proprio modo di procedere e di “connettersi” con l’oggetto divinatorio.

Ma facciamo un passo indietro e vediamo un po’ di storia.

Anche in questo caso, l’uso di oggetti di materiale trasparente a scopi divinatori è praticato fin dall’antichità: in Egitto, ad esempio, si ricorreva alla lettura delle sfere di cristallo e delle acque tranquille. La lettura della sfera di cristallo nasce infatti dagli oracoli dell’acqua.

Arriviamo poi all’alto medio Evo ed incontriamo Childerico I, re dei Franchi: all’interno della sua tomba fu trovata una sfera di berillo trasparente che il sovrano utilizzava per predire il futuro.

Tuttavia la prima notizia storicamente documentata risale al 1582: il matematico e occultista inglese John Dee affermò di aver ricevuto una sfera di cristallo da un angelo e di essersene servito per mettersi in contatto con loro, sotto la supervisione del medium Edward Kelley.

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“La sfera di cristallo” - opera di John William Waterhouse (1902)

Voglio concedere due righe anche all’”avvocato del diavolo” perché è giusto vagliare con intelligenza determinati aspetti della nostra esistenza. Chi mi segue sa che, fin dagli esordi di questa rubrica, ho voluto essere obiettiva ed imparziale, fornendo indicazioni storiche, scientifiche e psicologiche oltre che spirituali.

Nel caso specifico della sfera di cristallo, al di là delle accertate origini soprannaturali delle immagini in essa prodotte, possono confluire altri fattori. Uno di questi sono le allucinazioni, ovvero memorie provenienti dal subconscio: lo stato di concentrazione, unito talvolta ad una leggere trance, può portare a galla immagini o ricordi fino ad allora sepolti nell’inconscio. Niente di male, in fin dei conti è un buon sistema per liberarsi di certi pesi dell’anima rimasti fino a quel momento stagnanti.

Fatta questa premessa, vediamo più da vicino come leggere la sfera di cristallo.

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Ci si deve armare di tanta pazienza e tenacia, soprattutto i principianti, perché ci vuole del tempo prima che l’occhio - sia quello fisico che quello interiore - si abitui a questa nuova visione.

Ecco alcuni metodi per aiutare la concentrazione del veggente e, quindi, facilitare la lettura della sfera.

Innanzitutto il luogo in cui viene praticata la lettura deve essere in penombra, illuminato da una debole luce naturale o artificiale - ad esempio quella di una candela - situata alle spalle del veggente, per evitare i riflessi.

Il silenzio è imprescindibile come pure il comfort: un ambiente caldo e tranquillo contribuisce al rilassamento e alla concentrazione.

Quanto alla sfera, deve avere un diametro di almeno 5 cm, deve essere perfettamente pulita e, preferibilmente, priva di bolle o altri segni al suo interno. Deve essere poi posizionata sopra un telo nero. Nessuno può toccarla, solo il consultante, in quanto stabilisce con lei un legame intimo e personale.

Incensi, profumi ed altri piccoli rituali sono graditi, tutto a discrezione del praticante.

Una volta messe in opera tutte queste premesse, inizia la consultazione vera e propria: dapprima possono apparire colori, immagini indefinite o simboli. Poi, con i tempo e con l’esperienza, le immagini diventano sempre più chiare e definite, così come la loro interpretazione

La sfera di cristallo è un oggetto che serve a canalizzare le proprie capacità di chiaroveggenza, quindi ciascun

veggente ha il proprio modo di percepire le immagini e di leggerne il significato.

Pratica e fede, oltre alla naturale predisposizione, sono gli elementi fondamentali per praticare tale arte.

Come per tutte le cose, non trovate? Il mondo dello spirito e della materia, in fondo, non sono poi così diversi; a ben guardare sono le due facce di una stessa medaglia.

Simona HeArt

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