LA RIFORMA DELL’ECONOMIA VATICANA

Papa Francesco sempre più vicino al suo concetto di trasparenza

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Per molti anni le finanze del Vaticano hanno suscitato numerosi sospetti, vedendo all’orizzonte un continuo di insinuazioni e inchieste giornalistiche che, in qualche modo, hanno sempre smascherato un sistema poco trasparente e con tanti misteri. La questione dello IOR (Istituto Opere Religiose) non ha mai entusiasmato per chiarezza e informazione. Nel corso della storia della chiesa molti papi hanno provato a cambiare qualcosa, ma con scarsi risultati, lasciando sempre più nell’ombra la chiesa cattolica. Con Papa Francesco qualcosa sembra muoversi, e i numerosi scandali all’interno del Vaticano venuti alla luce, ne sono la prova tangibile di un cambiamento tanto aspirato dal papa. Le inchieste giornalistiche avvenute nell’ultimo decennio hanno mostrato un’evidente prassi di sacerdoti/porporati dediti a non a amministrare i sacramenti, bensì alla gestione economica dei beni della chiesa. Solamente pochi mesi fa, il libro di Gianluigi Nuzzi “Giudizio universale” aveva affermato che la banca vaticana era vicina ad un crack finanziario, una sorta di unicum nella sua storia millenaria che gettava numerosi sospetti sulla rivoluzione magisteriale di Francesco.

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Ad ogni modo, nelle scorse settimane è emersa un’altra storia inquietante, che ha il sapore di amarezza per Bergoglio. Infatti, il cardinale Giovanni Angelo Becciu avrebbe trasferito dei soldi dell’Obolo di San Pietro su una cooperativa della Caritas in Sardegna. In sintesi, Becciu avrebbe tramato alle spalle di tutti, portando questo flusso di denaro nella sua regione, lasciando la gestione di essi in mano a uno dei fratelli. Ovviamente la reazione di Francesco non s’è fatta attendere, togliendo subito il cardinalato e chiudendogli per sempre le porte del Conclave. Il rammarico e la tristezza di Francesco si concretizzano in queste dichiarazioni: “Lei non ha più la mia fiducia.” Eppure fu lo stesso pontefice a promuoverlo due anni fa, dopo lo scandalo di pedofilia del cardinale George Pell, nominandolo come sostituto segretario di Stato, incarico che è paragonabile al nostro ministro dell’Interno.

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Ad ogni modo, Becciu prova a difendersi da quelle che lui definisce accuse imbarazzanti, ma la questione che ha rovinato la sua carriera è legata alla cooperativa e ai soldi destinati ai suoi familiari. Pertanto, questa nuova inchiesta fa percepire in maniera evidente la grande tenacia di Francesco nel cercare giustizia e trasparenza. Solo in questo modo la chiesa cattolica potrà riacquistare quella dignità che per troppi anni gli è stata sottratta a causa di ministri scellerati. La strada è tutta in salita, ma Bergoglio, seppur a piccoli passi, sta costruendo un nuovo edificio, con basi solide e con la prontezza della coerenza.

Giuseppe Capano

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