LA RICCA STAGIONE DELL’AGIMUS

Al van Westerhout di Mola di Bari, si comincia con “L’Elisir d’Amore” d Donizzetti

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Dopo «Carmen» di Bizet, l’Agìmus rialza il sipario sui “Percorsi d’Opera” con «L’elisir d’amore», il melodramma di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani con cui sabato 1 febbraio (ore 20.45), al Teatro van Westerhout di Mola di Bari, si inaugurano le Stagioni 2020 dell’Associazione Giovanni Padovano Iniziative Musicali dirette da Piero Rotolo nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro (lo spettacolo verrà replicato domenica 2 febbraio alle ore 19.15). Incentrato sulle vicende dell’umile contadino Nemorino, innamorato di Adina (cui mira il sergente Belcore) ma incapace a dichiararsi, finché l’equilibrio non viene interrotto dall’arrivo del ciarlatano Dulcamara col suo fantomatico elisir d’amore, il capolavoro di Donizetti viene presentato non con una messa in scena tradizionale, ma con una mise en espace finalizzata a valorizzare il testo attraverso l’ironico racconto della trama, divertente e malinconica al tempo stesso, nella quale trova spazio quell’elemento patetico capace di raggiungere vette altissime con la celebre aria “Una furtiva lagrima” immortalata da tutti i più grandi “tenori di grazia”.

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Libera Granatiero

La narrazione è affidata alla voce dell’attore Riccardo Canessa, specialista di queste riletture, che si inserisce nella struttura musicale e tra le parti cantate da Libera Granatiero (Adina), Stefano Sorrentino (Nemorino), Massimiliano Guerrieri (Belcore), Matteo D’Apolito (Dulcamara) e il Coro Lirico Dauno, con la formazione Suoni del Sud Chamber Orchestra diretta da Benedetto Montebello. Ma non è tutto qui per un teatro (e la parola) che si pongono, dunque, al servizio della musica con una formula più volte sperimentata dall’Agìmus, anche con finalità didattiche, ma mai didascaliche. E in questa prima metà dell’anno le Stagioni guardano al mondo del teatro più del solito. Al melodramma, innanzitutto, che apre e attraversa la programmazione con una serie di progetti di varia natura. Non solo con la rilettura da camera di due splendori della lirica, «L’elisir d’amore», per l’appunto, e «Tosca» di Puccini (24 e 25 aprile).

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Stefano Sorrentino

In cartellone c’è «Melodramma Night» (18 aprile), spettacolo con tre pianiste capaci su una sola tastiera di restituire il grande repertorio con uno straordinario virtuosismo tecnico e un mondo sonoro ricco di sfumature. Quindi, la musica che amplifica la potenza della parola nella drammaturgia dedicata al romanzo di Emilio Lussu «Un anno sull’altipiano», testo fondamentale sulla follia della prima guerra mondiale (19 febbraio). E non sono forse anche spettacolo, nel senso più ampio e nobile del termine, il «Con(divertimento)certo» del Duo Baldo (22 febbraio), nel quale la musica si coniuga con il gioco e l’intrattenimento, l’omaggio a Morricone del duo Nova-Giachino corredato da una serie di proiezioni narrative (20 e 21 marzo a Polignano e Mola), e il tributo a Lucio Battisti in forma di reading per suoni e immagini con Cristian Levantaci in «Pensieri e parole» (29 marzo)? Al «Florilegio» dell’Harmony Ensemble, con il suo percorso trasversale tra i generi (9 febbraio), e all’excursus nell’universo Tango del Duo Furia-Schirru (7 e 8 marzo a Polignano e Mola), il compito di restituire la parola alla musica pura (o quasi), alla quale ci si abbandonerà totalmente con i due concerti di chiusura del Duo Pianistico di Firenze (16 maggio) e del pianista Piero Rotolo con l’Agìmus String Quartet (22 e 24 maggio), appuntamenti sinfonici (anche questi rielaborati in versione da camera) per celebrare il 250° anniversario della nascita di Beethoven.

Info, www.associazionepadovano.it

Massimo Favia

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