LA PREGHIERA CONTRO LE CATASTROFI NEL MONDO

Francesco esprime la sua vicinanza verso tutti i popoli che stanno soffrendo e torna sul tema della vecchiaia

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Il mondo intero sta vivendo un periodo difficile: le catastrofi sono sotto gli occhi di tutti. Nel corso degli ultimi mesi l’attenzione si è concentrata principalmente sulla guerra in Ucraina, ma purtroppo eventi drammatici si consumano pressoché in ogni angolo della Terra. Ai conflitti si aggiungono infatti calamità naturali come il terremoto che ha colpito l’Afghanistan, cui il Papa ha fatto riferimento nel corso dell’udienza: “Esprimo la mia vicinanza ai feriti e a chi è stato colpito dal sisma, e prego in particolare per quanti hanno perso la vita e i loro familiari. Auspico che con l’aiuto di tutti si possano alleviare le sofferenze della cara popolazione afghana”. Francesco ha quindi sollecitato l’attivazione della macchina della solidarietà che, animata da spirito cristiano, dovrebbe assicurare aiuti agli sfollati. Il Papa si rifà come di consueto al principio della condivisione fraterna e del supporto incondizionato. Per dirla tutta, l’Occidente ha tolto tanto all’Afghanistan, con varie vicissitudini che hanno segnato gli scorsi decenni; tuttavia, ad oggi nessuno sembra intenzionato a prestare aiuto alla popolazione in difficoltà.

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Guardando al di là dell’Oceano, Bergoglio ha poi manifestato "dolore e sgomento per l’uccisione, in Messico, l’altro ieri, di due religiosi fratelli miei gesuiti e di un laico", riferendosi al caso che ha visto protagonisti un laico e due padri Gesuiti, Javie Campos Morales e Joaquin Cesar Mora Salazar, barbaramente uccisi nella chiesa di Cerocahui, Tarahumara, nello Stato settentrionale di Chihuahua. “Quante uccisioni, in Messico! Sono vicino con l’affetto e la preghiera alla comunità cattolica colpita da questa tragedia. - ha proseguito il pontefice - Ancora una volta, ripeto che la violenza non risolve i problemi ma accresce inutili sofferenze”.

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Inoltre, nell’udienza generale non sono mancati i riferimenti al tema della vecchiaia, parte di un percorso di catechesi iniziato già da diverso tempo: “Anche io devo andare in carrozzina, ma è così, la vita è così, con la vecchiaia ti vengono tutte queste malattie e dobbiamo accettarle come vengono, non abbiamo la forza dei giovani - ha affermato, mettendo a nudo con serenità le proprie debolezze - Tu devi essere testimone di Gesù anche nella debolezza nella malattia e nella morte. C’è un passo bello di Sant’Ignazio di Loyola che dice: così come nella vita anche nella morte dobbiamo dare testimonianza di discepoli di Gesù. Il fine vita deve essere un fine vita di discepoli, discepoli di Gesù, che il Signore ci parla sempre secondo l’età che abbiamo”.

Giuseppe Capano

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