LA PORTA DELLA SENSIBILITÀ: IO SENTO

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“Io sento” è la parola chiave associata al centro energetico più sensibile del nostro corpo: il secondo chakra. Esso è situato sotto l’ombelico, nella parte inferiore dell’addome, poco sopra il pube. Gli organi principalmente collegati sono le gonadi, cioè le ovaie nelle donne e i testicoli negli uomini.

Il secondo chakra, conosciuto in sanscrito come Svadhisthana (vuol dire “collocato nel suo proprio posto “), è il centro delle emozioni, della creatività, del desiderio e del piacere sessuale. Nella nostra cultura occidentale, esso è quasi spesso bloccato o in iperattività e le conseguenze coinvolgono principalmente la nostra sfera emotiva. Quando perdiamo totalmente il controllo delle nostre emozioni, diventiamo schiavi dell’istinto e della rabbia. Il nostro umore diventa altalenante e spaziamo da momenti di euforia ad attimi di profonda apatia, lasciandoci andare ad atteggiamenti dannosi per noi stessi e per gli altri. A lungo andare, l’ostruzione del chakra Svadhisthana porta a disturbi localizzati nella zona del corpo in cui si trova, quali calcoli renali, cancro genitale, problemi di fertilità ed impotenza.

Viviamo la vita come una lotta senza fine, nella quale non riusciamo mai a trovare serenità e dove tutti sembrano essere contro di noi. Paura e rabbia dominano la vita, ci portano alla depressione e ad uno stato cronico d’ansia. Spesso la causa della disfunzione del secondo chakra è un’infanzia in cui genitori sono assenti o poco affettuosi, con un’espressione emotiva repressa. Il risultato è un adulto incapace di amarsi e di credere nelle proprie attrattive, piuttosto freddo e inibito, che preferisce la sfera razionale e intellettuale e rifugge il contatto fisico e i piaceri.

Mentre il primo chakra è fortemente legato alla sopravvivenza che si sviluppa nella lotta, il Svadhisthana, offre un rifugio sicuro e un collegamento armonico con la natura.Il ventre accoglie il frutto della procreazione, animato dal sentimento, dal desiderio e piacere. È il centro della creatività, il luogo dove si sviluppano le idee.

Il colore collegato a Svadhisthana è l’arancione, simbolo di armonia, equilibrio e vitalità, intesa come salute. Essere in armonia con l’arancione significa essere persone in pace con sé stesse, consapevoli dei propri pregi e difetti. Chi invece vi è in contrasto, si trova a ingigantire spesso i problemi.

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Il simbolo del secondo chakra è un fiore a sei petali, nel quale è inscritto il cerchio. Secondo la tradizione indiana questo simboleggia il ciclo continuo di morte e rinascita. Il cerchio poi, raffigura la manifestazione, la creazione in tutte le sue forme. L’elemento associato è l’acqua. Simbolo di purezza, fertilità e fonte della vita. È anche il liquido amniotico nel quale resta il bambino durante i nove mesi di gravidanza. Racchiude il desiderio sessuale, il voler trovare un riparo sicuro, vivere in comitiva. È il collegamento con la Madre Terra, il senso di fratellanza che ancora da qualche parte esiste in tutti noi, verso piante, minerali, animali e persone. Un secondo chakra in armonia ci rende amici della terra e non più nemici, più tolleranti verso il prossimo, meno intimoriti dalle persone e più predisposti a dare fiducia. Sentiamo un buon attaccamento, ma non morboso con la famiglia, gli amici e il pianeta stesso. Amiamo il nostro corpo, non lo violentiamo con pensieri negativi o con atti di auto-violenza e abusi. Abbiamo un buon equilibrio con la nostra vita sessuale. Il rapporto con il partner è sano, c’è rispetto e amore, senza possessività e desiderio di dipendere completamente dall’altro. Abbiamo un buon rapporto con il cibo, evitiamo i prodotti che ci danneggiano e non cadiamo negli eccessi. A livello fisico vescica, reni e organi riproduttivi sono sani. Quando le gonadi sono in buona salute, esse ci permettono di manifestare la nostra creatività e la continua espressione di noi.

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Per armonizzare il secondo chakranon dobbiamo solo cercare di modificare i nostri comportamenti o domare le emozioni violente, ma soprattutto entrare in contatto con le proprie emozioni e verificare se ci sono dei sentimenti che stiamo reprimendo, impegnandoci a liberarci da quelle emozioni nel modo più sano e meno deleterio possibile. Perché se si lavora sul comportamento sbagliato si otterranno benefici nel breve-medio termine, e prima o poi gli stessi problemi si ripresenteranno. Invece lavorando sullo sblocco energetico del chakra sarà automatico veder cambiare i nostri comportamenti e modi di rapportarsi con il mondo esterno, nel lungo periodo e perennemente.

Una delle più semplici prassi che può aiutarci ad equilibrare il secondo chakra è il contatto continuo con l’elemento acqua. Possiamo concederci tante belle lunghe nuotate in mare o bere tanta acqua al giorno.

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La pratica della danza dell’essere propone diversi movimenti che innescano l’attivazione energetica del chakra sacrale e dell’elemento acqua. Alcuni esempi di danze praticate sono la danza dell’ondulazione, la danza del ventre e dei veli che simulano l’espressione della sensualità femminile e della sensibilità. Molto importanti sono le danze in duetto per la ricerca dell’armonia attraverso la sensorialità corporea e il piacere nella coppia Yin-Yang. In questo livello di coscienza il legame sarà fatto attraverso il contatto fisico, il contatto-danza e tutte le sue varianti per sperimentare e sentire l’equilibrio delle polarità in noi stessi e con l’altra persona nell’unione funzionale. Nella nostra danza possiamo chiedere la guarigione delle nostre ferite legate alla sessualità, al senso di colpa, ai blocchi nella nostra creatività e alla nostra difficoltà a godere dei piaceri della vita. Queste danze ci danno una grande fiducia in noi stessi e ci aprono al piacere di essere vivi e di avere un corpo per sentirlo.

https://dansedeletre.org

(Photo credit Sotiris Zafeiris)

Rossella Rubini

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