LA PERCENTUALE DI FUMATORI NELLE REGIONI ITALIANE

È diminuita del 12,90% tra il 2005 ed il 2020

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L’ISTAT-BES calcola la variabile “Fumo” definita come proporzione standardizzata di persone di 14 anni e più che dichiarano di fumare attualmente sul totale delle persone di 14 anni e più.

  1. 1. Ranking delle regioni italiane per valore del fumo nel 2020

L’Emilia-Romagna è al primo posto per valore della percentuale di fumatori nella popolazione con più di 14 anni con un valore pari a 20,5, seguita da Toscana e Umbria con un valore pari a 20,4 e dalla Sicilia con un valore pari a 20,3. A metà classifica vi sono Marche e Lazio con un valore pari a 18,7, Liguria con un valore pari a 18,4 e Trentino-Alto Adige con un valore pari a 18. Chiudono la classifica Veneto con un valore pari a 16,5, Puglia, con un valore pari a 16,4 e Friuli-Venezia Giulia con un ammontare pari a 15,7.

  1. 2. Ranking delle regioni italiane per variazione assoluta della percentuale di fumatori tra il 2005 ed il 2020

La Basilicata è al primo posto per valore della variazione percentuale dei fumatori con un valore pari a 0,52% pari ad un ammontare di 0,10 unità, seguita dal Trentino-Alto Adige con una variazione pari ad un ammontare di -3,74% pari ad una variazione di -0,70 unità e dal Molise con una variazione pari ad un ammontare di -4,46% pari ad un valore di -0,90 unità. A metà classifica vi sono le Marche con un valore pari a -8,33% pari ad una variazione di -1,70 unità, seguita dalla Valle d’Aosta con una variazione pari ad un ammontare di -8,99% pari ad un ammontare di 1,70 unità e dalla Toscana con un variazione pari ad un valore di -9,33% pari ad un ammontare di -2,10 unità. Chiudono la classifica il Lazio con un valore pari a 21,76% pari ad un ammontare di -5,20 unità, l’Abruzzo con un valore pari a -23,50% pari ad un ammontare di -5,50 unità e la Campania con una variazione pari ad un valore di -23,58% pari ad un ammontare di -5,80 unità.

  1. 3. Macro-regioni italiane tra il 2005 ed il 2020

Guardando alle macro-regioni italiane risulta che la percentuale dei fumatori nella popolazione avente una età superiore ai 14 anni è significativamente diminuita. Infatti nel Nord Italia nel 2005 la percentuale di fumatori è stata pari ad un ammontare di 21,30 ed è poi diminuita al 19,00% nel 2020 ovvero una variazione pari ad un valore di -2,30 unità pari ad una variazione di -10,80%. Nel Centro Italia la percentuale dei fumatori è diminuita da un ammontare di 23,00% fino ad un valore di 19,20% ovvero una variazione pari a -3,80 unità pari ad un valore di -16,52%. Nel Mezzogiorno la percentuale dei fumatori è diminuita da un ammontare di 21,40% fino ad un valore di 18,40% ovvero pari ad una variazione di -3,00 unità pari ad una variazione di -14,02%. Complessivamente in Italia la percentuale di fumatori è diminuita da un ammontare di 21,70% fino ad un valore di 18,90% pari ad una variazione di -2,80 unità pari ad un ammontare di -12,90%.

  1. 4. Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato mediante il coefficiente di Silhouette

Di seguito viene presentata una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato attraverso l’utilizzo del coefficiente di Silhouette. Sono stati quindi individuati i seguenti clusters:

  • Cluster 1: Toscana, Campania, Umbria, Sicilia, Lazio, Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Abruzzo, Marche, Basilicata;
  • Cluster 2: Trentino-Alto Adige, Veneto, Calabria, Puglia, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Molise.

Di seguito viene calcolato il valore mediano della percentuale dei fumatori nell’interno dei singoli clusters, ovvero C1=19,55 unità e C2=17,1. Ne deriva pertanto che C1>C2. Dal punto di vista geografico non è rinvenibile una chiara distinzione tra Nord, Centro e Sud nella distribuzione dei fumatori nelle regioni clusters.

  1. 5. Network analysis attraverso l’utilizzo della distanza di Manhattan

Di seguito viene presentata una network analysis attraverso l’utilizzo della distanza di Manhattan. I dati mostrano la presenza di alcune strutture a network delle quali una è complessa ovvero costituita da un numero di nodi maggiore di 2 e le altre due sono semplificate ovvero costituite da 2 nodi. La struttura complessa mette insieme in un network le seguenti regioni: Sicilia, Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte. Nello specifico sono presenti le seguenti relazioni:

  • La Sicilia è connessa alla Lombardia con un link avente un valore pari a 1,7;
  • L’Abruzzo è connesso alla Lombardia con un link avente un valore pari a 1,5 unità;
  • La Lombardia è connessa alle Marche con un link avente un valore pari a 1,6.
  • Le Marche sono connesse al Piemonte con un link avente un valore di 1,7 unità.

Le due strutture a network semplificate sono costituite dai seguenti link ovvero:

  • Il Veneto è connesso alla Calabria con un link avente un valore pari a 1,5 e viceversa;
  • Il Trentino-Alto Adige è connesso alla Puglia con un link avente un valore pari a 1,6 e viceversa.
  1. 6. Conclusioni

In sintesi, è possibile sottolineare che la percentuale di fumatori è diminuita sensibilmente in tutte le macro-regioni italiane ed in tutte le regioni italiane ad eccezione della Basilicata, tra il 2005 ed il 2020. L’analisi a cluster mostra comunque un andamento geografico che non ripropone la classica distinzione tra regioni del Nord Italia, del Centro Italia e del Sud Italia per percentuale dei fumatori. La significativa riduzione del numero dei fumatori nelle regioni italiane è certamente la conseguenza della variazione dei comportamenti individuali che è stata indotta sia dal cambiamento della cultura dei consumi di status sia dall’insieme dei dispositivi normativi che hanno impedito di fumare in molti luoghi pubblici e molti mezzi di trasporto. Certamente una scelta opportuna che ha consentito non soltanto di migliorare la salute degli italiani, quanto anche di alleggerire significativamente la spesa sanitaria connessa alla popolazione dei fumatori.

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Figura 1. Clusterizzazione delle regioni italiane per percentuale dei fumatori

Angelo Leogrande

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