LA PARALISI DEL SONNO

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La paralisi del sonno è un argomento affascinante e terrificante ad un tempo. Coloro che hanno vissuto questa esperienza sanno quanto sia angosciante avere la sensazione di non potersi muovere e di vivere come in un incubo cosciente: si ha letteralmente l’impressione di essere svegli ma come paralizzati.

Infatti la paralisi del sonno è l’incapacità momentanea di muoversi volontariamente e si verifica nel lasso di tempo in cui passiamo dallo stato di veglia a quello del sonno, e viceversa. Questa stato è solitamente accompagnato da forte ansia o paura e può durare da pochi secondi a qualche minuto: una volta terminato, il fenomeno non lascia alcuna ripercussione sulla persona, né sul piano fisico né su quello psichico.

Inizialmente la paralisi del sonno si manifesta come un formicolio che attraversa il corpo fino a paralizzare gli arti. La persona che vive questa esperienza cerca in qualche modo di chiedere aiuto - parlando o urlando - ma non riesce ad emettere alcun suono, come se la propria voce venisse soffocata da qualcosa o da “qualcuno”.

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In questa fase il soggetto è totalmente cosciente: ha capacità uditiva e tattile ma non ha il controllo del proprio corpo, non può quindi muoversi o parlare, il che gli causa un profondo senso di angoscia.

Niente paura, però, perché la su vita non è mai in pericolo in quanto i muscoli respiratori continuano a funzionare normalmente.

Non sono rare, inoltre, allucinazioni visive e auditive: le persone che hanno vissuto questa esperienza riferiscono spesso di aver percepito delle presenze o dei suoni non reali. Queste allucinazioni si verificano nel passaggio dalla veglia al sonno (allucinazioni ipnagogiche) oppure nel passaggio dal sonno alla veglia (allucinazioni ipnopompiche).

Clinicamente, la paralisi del sonno è dovuta ad un eccessivo prolungamento della fase di sonno REM o ad un suo inizio anticipato.

Vediamo, in breve, il sonno e le sue fasi.

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Le prime cose che notiamo riguardo al sonno sono la transitoria perdita di coscienza e il cambiamento di alcune funzioni biologiche.

Il sonno è caratterizzato da due fasi principali che prendono il nome di fase REM (acronimo di Rapid Eye Movement) e di fase NON-REM, che si susseguono l’una all’altra per quattro o cinque cicli.

Il sonno REM è quello in cui si verificano i SOGNI: poiché in questo frangente il cervello ha un’attività intensa, i muscoli volontari vengono PARALIZZATIaffinché il soggetto non abbia la possibilità di compiere movimenti incontrollati mentre dorme: potete immaginare cosa succederebbe se sognassimo di volare e avessimo la possibilità fisica, durante il sonno, di lanciarci nel vuoto?

Il sonno NON-REM, invece, è una graduale discesa nel sonno profondo: inizia con l’addormentamento e il sonno leggero per concludersi con il sonno profondo e il sonno rigenerante.

Ad ogni nuovo ciclo, la fase NON-REM ha una durata sempre minore a vantaggio della fase REM.

L’alternanza corretta ed equilibrata di queste due fasi garantisce un riposo ristoratore; diversamente potrebbero insorgere problemi del sonno o vere e proprie patologie come, ad esempio, la narcolessia.

Vediamo ora qual è il meccanismo che provoca la paralisi del sonno.

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Dal punto di vista medico questo fenomeno è causato dal rilascio prolungato (o anticipato, a seconda che si tratti della fase di risveglio o di addormentamento) degli ormoni che determinano la paralisi e il rilassamento muscolari, propri alla fase REM. In pratica, questo meccanismo ormonale non si interrompe durante la fase di risveglio del soggetto, facendo coesistere in un unico momento la fase di veglia con la paralisi muscolare tipica della fase di sonno REM.

È quindi assolutamente comprensibile lo sgomento che il soggetto può provare vivendo un’esperienza del genere: essere svegli e non potersi muovere! Ma non c’è nulla di cui avere paura perché questo fenomeno è assolutamente naturale, temporaneo e non lascia dietro di sé alcuno strascico.

Nella maggior parte dei casi questa esperienza si verifica raramente o addirittura mai ma per alcune persone può diventare un episodio ricorrente: in questo caso è importante che il soggetto richieda il parere di un medico che valuterà la situazione in base alle sue abitudini giornaliere e notturne.

Spesso è sufficiente dormire di più e migliorare la qualità di vita perché questo fenomeno cessi del tutto.

Quali sono i fattori di “rischio”?

  • la qualità di vita: alimentazione ma anche stati d’ansia o di depressione
  • sonno irregolare: addormentarsi e alzarsi ad orari sempre diversi
  • dormire meno del dovuto
  • ereditarietà: pare ci siano più casi all’interno dello stesso nucleo familiare
  • narcolessia: disturbo del sonno caratterizzato da una sonnolenza eccessiva o da episodi incontrollati di sonno durante le ore di veglia

Ad ogni modo gli esperti hanno individuato la correlazione esistente fra paralisi del sonno e stress. L’insorgere di questo fenomeno, infatti, è molto più frequente in persone sottoposte ad uno stress eccessivo o che vivono una fase depressiva. Quando il soggetto va a dormire, il suo corpo non riesce a rilassarsi completamente e rimane in uno stato di allerta: in questa fase, alcune connessioni neurali rimangono attive aprendo la porta a incubi che la persona avverte come reali. A questo punto, il soggetto si sveglia e cerca di reagire ma il suo corpo non risponde: è qui che si produce il fenomeno della paralisi del sonno.

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Come comportarsi se viviamo l’esperienza della paralisi del sonno?

La prima cosa da fare è cercare di rilassarsi: ormai sappiamo di non correre alcun pericolo durante questo fenomeno e questa sola certezza è già di grande sollievo nel combattere lo stato d’ansia e le eventuali allucinazioni auditive o visive che ne conseguono.

Possiamo poi provare a muoverci, magari concentrandoci su un punto specifico del nostro corpo come le mani o i piedi e sforzarci di aprire gli occhi.

Una volta tornati in noi, il consiglio è di rimanere svegli qualche minuto prima di riaddormentarsi, in modo che il fenomeno non si ripeta.

Benché sia stata fatta molta “letteratura” sull’argomento, tengo a sottolineare che NON si tratta di un fenomeno PARANORMALE, anche se molte persone che hanno vissuto quest’esperienza raccontano di aver visto o sentito spiriti, fantasmi o, addirittura, alieni. Queste manifestazioni rientrano in un campo diverso e ne parlerò più avanti. Tuttavia è possibile che durante un episodio di paralisi del sonno l’idea - ad esempio - dell’esistenza dei fantasmi, si “materializzi” in qualche modo: questo accade quando il soggetto, durante la sua vita conscia, crede fortemente in qualcosa che poi porta con sé durante la fase del sonno.

Ad ogni modo il fenomeno della paralisi del sonno è antichissimo e se ne trovano tracce già nel 400 a.C., in un libro cinese sui sogni.

“Niente di nuovo sotto il sole”, quindi. E se anche tu hai avuto questa esperienza, non preoccuparti: ora hai gli strumenti per affrontarla.

Simona HeArt

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