LA NUOVA SFIDA: AFFRONTARE L’ADOLESCENZA, OGGI

Il parere dell’esperto

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cms_27725/f1.jpgAvevo intervistato la psicologa criminologa, nonché ricercatrice in medicina legale e scienze forensi, Alessia Micoli(intervista:https://www.internationalwebpost.org/contentsALESSIA_MICOLI_27087.html#.YzhLg3ZByUk/) per far conoscere al pubblico dei lettori quanto al suo grande impegno professionale nei tribunali penali e civili, nelle procure e nelle sedi accademiche, si sommasse anche quello sociale segnatamente nei contesti scolastici. E proprio facendo leva sulla sua qualificata esperienza l’avevo invitata a farci dono dei suoi contributi per consentirmi di fare informazione di servizio in problematiche (segnatamente quelle afferenti il disagio giovanile) per le quali è necessario confidare in comprovate qualificazione scientifica ed esperienza. E’ così che la nostra rubrica di cultura possiede “colori” straordinari. (Antonella Giordano)

cms_27725/f2v.jpgL’adolescenza è quella fase fisiologica che tutti conosciamo, ma quando ne siamo coinvolti in prima persona ovvero in qualità di genitori, operatori, docenti, ne rimaniamo sconcertati.

L’infanzia e l’adolescenza, oramai, vengono riconosciute come una vera e propria classe sociale emergente (Bollea, 1995).

La letteratura ribadisce che in questa fase avviene una maturazione del pensiero, il minore sviluppa una capacità di effettuare dei ragionamenti astratti, inizia a ragionare in modo critico.

La psicologia dell’adolescenza studia le fasi dello sviluppo, comprese tra la fine dell’infanzia e l’inizio dell’età adulta.

L’idea dell’adolescenza è spesso stereotipata, può essere suddivisa in tre tappe: la preadolescenza che va dai 10 ai 14 anni, l’adolescenza pura che va dai 15 ai 18 anni e l’adolescenza che continua dai 18 ai 21 anni.

Il processo adolescenziale è molto lento e travagliato; in questo periodo si assiste a cambi di umore, silenzi ma allo stesso tempo emergono nuove potenzialità; mentre, gli adulti si vivono una forte apprensione per le trasformazioni in atto, che non sono solo quelle relative al fisico ed alla mente, ma riguardano anche le relazioni ed alla comunicazione in famiglia.

In questa fase si assiste a quelle che i clinici definiscono “crisi adolescenziali”, ove l’adolescente riesce a sorprendere l’adulto in quanto a causa di azioni irrazionali, innervosisce, infastidisce e lo provoca.

cms_27725/f3v_-_Copia.jpgL’adolescente è affamato di verità ed il suo compito è quello di sperimentare.

Purtroppo, utilizza il proprio corpo, anche per esprimere un disagio; difatti, a volte il corpo di molti minori sembra un campo di battaglia ove mette in scena i propri conflitti.

L’adolescente tende a non accettarsi sia fisicamente che caratterialmente; le ragazze iniziano ad alterare lo stile alimentare, i ragazzi sono più agitati e spesso la rabbia verso sé stessi viene tirata fuori verso gli altri.

Le fragilità adolescenziali sono molteplici, si deve sempre tener presente che, nonostante tutto, l’adolescente ha bisogno di sentire la presenza di qualcuno che è disponibile ad ascoltarlo, che lo aiuti ad essere più fiducioso in sé stesso.

Cercano amici, ma alla fine si trovano in competizione ed arrivano a mettere in atto gesti di violenza, quali risse, bullismo e sfide.

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In questo periodo sembra che l’unica situazione “riempitiva” sia la tecnologia; li vediamo ore chiusi in camera con il pc acceso, il cellulare diviene un’estensione del braccio.

E la loro vita si sposta sul mondo dei social, ove continuano a sperimentarsi.

Nella mente dell’adolescente vi è molta confusione in quanto egli cerca di elaborare tutto ciò che lo circonda, vivendo una fase di incertezze, contraddizioni che egli stesso non sopporta.

Ai genitori il proprio figlio adolescente appare come uno sconosciuto che si comporta in maniera strana, bizzarra.

cms_27725/5.jpgL’adolescente mette in atto degli agiti che sono espressione di potenzialità che crescono e l’adulto, nonostante sia disorientato, deve cercare di carpirle ed aiutarlo a canalizzarle nella maniera più adeguata.

Il genitore deve riuscire a stimolare le abilità competenti, in quanto l’adolescente che capta i propri limiti di fronte alle fragilità si chiude e perde la consapevolezza di sé.

Con l’adolescente si deve essere efficace, osservando ciò che lo rende vulnerabile, ciò che lo impaurisce.

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Bibliografia

Bowlby J, “Attaccamento e perdita”, Bollati Boringhieri, Torino, 1973

Bollea G., “Le madri non sbagliano mai”, Feltrinelli, Milano 2015

Galimberti U., “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani”, Feltrinelli, Milano, 2007.

Pella A., Tamborini B. “L’età dello tsunami”, De Agostini, 2017.

Sani G., “Adolescenti e disturbi dell’umore”, Il Mulino, Bologna, 2021

Siegel D. “La mente adolescente”, Cortina Raffaello, 2014

Alessia Micoli

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