LA NUOVA FRONTIERA BRITANNICA

Ecco le linee guida per disciplinare l’immigrazione

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cms_20037/1397624_0151205_jill.jpg“La Gran Bretagna resta open for, continuando a incoraggiare i migliori talenti di tutto il mondo a portare le loro competenze nel Regno Unito”. Con queste dichiarazioni l’ambasciatore britannico in Italia, Jil Morris, svela le linee guida del nuovo sistema di immigrazione. Il processo Brexit è iniziato da un po’, è il Regno Unito si cautela elencando una serie di punti, che disciplinano una tematica tanto discussa come quella sull’immigrazione.

Certamente l’elemento fondante di tutta questa storia, è che il governo britannico si impegnerà a trattare tutte le persone nello stesso modo, indipendentemente dal luogo di provenienza. In primis questo nuovo statuto, cerca di mettere in luce quelle che sono le competenze e le professionalità, riservando a questa casistica un ruolo centrale. Il Regno Unito non vuole isolarsi, ma selezionare ciò che realmente le occorre. Infatti, i cittadini italiani che non vivono nel Regno Unito e che non hanno diritti maturati secondo i sensi del Withdrawal Agreement, dovranno rispondere a specifici requisiti e chiedere un visto secondo le nuove regole dell’immigrazione.

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La campagna informativa, che si pone l’obiettivo di informare i cittadini europei, è stata tradotta anche in lingua italiana, e si espanderà nei mesi di novembre e dicembre su varie piattaforme digitali. La seconda fase della campagna informativa, si svolgerà all’inizio del 2021, dove sarà già entrata in vigore. Dal primo gennaio tutto sarà diverso, pertanto è consigliabile che tutti i cittadini europei visitino il sito del governo britannico.

La domanda più corrente riguarda il turismo, dove gli stessi addetti ai lavori hanno specificato: “I visitatori potranno continuare a svolgere un’ampia gamma di attività, tra cui turismo, visite a parenti e amici, studio a breve termine e attività commerciali”. Per quanto concerne i cittadini europei, la normativa prevede che potranno continuare a visitare il Regno Unito senza richiedere il visto, con una permanenza (in molti casi) di ben 6 mesi. Ovviamente queste verifiche normative non incideranno sui diritti garantiti dall’’EU Settlement Scheme’

Una rivoluzione importante sul piano sociale, che pone la Gran Bretagna al centro del mondo in cerca di menti ingegnose e di nuove forme di professionalità.Lo stesso Morris replica nuovamente:“ Vogliamo dare il benvenuto a numerosi studenti italiani meritevoli, che senza dubbio potranno continuare a trarre beneficio dallo studio delle nostre università, leader nel mondo”.

Non ci resta che aspettare il nuovo anno, per testare concretamente questi nuovi risvolti normativi, che senza ombra di dubbi, segneranno le sorti della nostra Europa.

Giuseppe Capano

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