LA MINACCIA DI LUKASHENKO

«Se saremo costretti taglieremo il gas all’Europa»

1639449471LA_MINACCIA_DI_LUKASHENKO.jpg

La crisi della Bielorussia si arricchisce di un nuovo, importante e triste capitolo. Ma prima di procedere con lo scoprire l’avanzamento della trama è utile un riepilogo delle puntate precedenti. Apriamo dall’inizio questo libro. Capitolo primo: la sanzione. Tutto inizia poco più di un mese fa, nell’ambito dello sbarco di migranti ai confini dello stato governato da Aleksander Lukashenko. A dare il via all’effetto domino è l’Unione Europea: Bruxelles, dopo la riunione tenutasi tra i ministri degli Esteri degli stati, decide di intervenire contro Minsk in modo tale da scoraggiare l’attraversamento illegale delle frontiere esterne dell’UE. Viene posto un primo freno al regime di Lukashenko, che non si era contraddistinto per la legittimità delle sue azioni. Capitolo secondo: l’avvertimento. I balli si fanno in due, e alla danza degli incidenti diplomatici partecipa alla Polonia. A dirla tutta Varsavia, in particolare il premier Morawiecki, si era resa protagonista di un disdicevole dietrofront nel far volare parole grosse contro l’UE. Nell’ambito della crisi bielorussa le parole del premier polacco sono tutte in una sola direzione: difendere i confini dell’Unione Europea dagli sbarchi dei migranti, con tutti i mezzi possibili.

cms_24118/FOTO_1.jpg

Capitolo terzo: la dichiarazione. Dici “Bielorussia” e immediatamente viene in mente la Russia. E infatti non poteva mancare l’intervento di Putin, che declina qualsivoglia tipo di responsabilità nella crisi e assurge a spettatore super partes. O anche da paciere, avendo promesso di parlare con Lukashenko e gli altri leader politici. Il presidente russo aveva inviato alcuni suoi uomini a Minsk, presumibilmente per cercare di arginare il problema, ma non è da registrare come intervento degno di nota in tutta questa storia. Capitolo quarto: l’intervento. Passarono i giorni e arrivarono i fatti. La Polonia decide di non stare più al gioco, in verità molto controverso, e passa al contrattacco: al confine decide di arrestare decine di migranti, in un tentativo di far rientrare gradualmente il problema.

cms_24118/Foto_2.jpeg

I numeri, difatti, iniziano lentamente a scendere. E veniamo, dunque, al presente. Capitolo quinto: la minaccia. C’era da aspettarsi una contromossa da parte di Lukashenko, sarebbe stato strano il contrario. La sua scelta per rivendicare il suo controllo sull’Europa è ricaduta sul gas: il presidente bielorusso ha avvertito che Minsk potrebbe interrompere le forniture di gas all’Unione Europea se le sanzioni di Bruxelles dovessero farsi più severe di quanto non lo siano già. “Se le sanzioni che ci stanno imponendo o ci imporranno in futuro ci metteranno in uno stato di emergenza e non saremo in grado di rispondere in nessun altro modo, ricorreremo a questa misura severa”. Appuntamento al sesto capitolo per conoscere come si evolverà questa intricata e delicata storia, dalle conseguenze tutt’altro che piacevoli.

Francesco Bulzis

Tags:

Lascia un commento



<<Pagina Precedente | Stampa | Torna Su


News by ADNkronos


Salute by ADNkronos