LA MEMORIA NELLA MUSICA CONCENTRAZIONARIA DI FRANCESCO LOTORO

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Anche il dolore ha le sue note e le note delle vite straziate nei campi di sterminio è giunta fino a noi grazie alla musica di Francesco Lotoro.

Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio di Musica "Niccolò Piccinni" di Bari, classe 1964, pianista, direttore d’orchestra e docente da oltre trent’anni, Francesco Lotoro dedica tutto se stesso alla raccolta e alla riedizione della musica «concentrazionaria», quella composta nei campi di prigionia o di sterminio. «Perdere anche una sola di queste melodie sarebbe un danno irreversibile, perché la musica non torna più. Noi dobbiamo recuperarla dalle pieghe della Storia e farla circolare, come sangue nelle vene» è il motto che ha ispirato e sorretto per anni la sua instancabile attività di ricerca.

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Attraverso l’impegno del Maestro si entra in una pagina di dolorosa storia a molti sconosciuta.

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I nazisti utilizzarono le orchestre per il proprio intrattenimento ma anche per mantenere l’ordine e la calma durante gli appelli, gli arrivi dei treni, persino nel percorso verso le camere a gas, ma per tanti uomini e donne, privati di tutto, la musica fu innanzitutto un atto di resistenza alla morte, una via per sopravvivere.

Le notti nei campi di sterminio erano occasioni per mettere a punto le maggiori nefandezze. Bambini, donne, uomini spogliati della loro dignità in vita e oltraggiati anche dopo la morte. Nei laboratori del dipartimento di patologia del campo di concentramento di Buchenwald, ma anche a Dachau le SS svolgevano i loro sinistri esperimenti sui cadaveri dei deportati.

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In quelle stesse notti mani piagate dal freddo, dalle ferite, tremanti per la fame hanno voluto lasciare alle generazioni future il più bel messaggio di pace. Come quelle del ventinovenne polacco Jozef Kropinski, che durante le notti di prigionia composero oltre 180 spartiti. Quartetti d’archi, canzoni, marce divennero la sua linfa di vita fino al 10 aprile 1945, quando il campo venne sgomberato. Alcune partiture finirono in cenere, bruciate in un falò per combattere il freddo, ma 117 si salvarono, e Jozef le portò a casa. Da allora, tuttavia, non riuscì più a suonare: troppo profondo era stato l’orrore, troppo difficile il ricordo.

Lotoro è andato alla ricerca delle partiture e dei musicisti sopravvissuti battendo ogni strada possibile: da amici, familiari, conoscenti ad ogni genere di archivi. Sostenendo personalmente tutti i costi dei suoi viaggi nel mondo, per la trascrizione degli spartiti, per la catalogazione e la registrazione.

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Grazie a questo instancabile lavoro, ha recuperato oltre 8.000 partiture - prodotte nei campi di concentramento, sterminio e prigionia civili e militari di tutto il mondo tra il 1933 al 1953, cioè dall’ascesa del nazionalsocialismo alla fine dello stalinismo sovietico - 12.500 documenti di produzione musicale nei campi (microfilm, diari, quaderni musicali, registrazioni fonografiche, interviste con musicisti sopravvissuti) e 3000 pubblicazioni universitarie, saggi di musica concentrazionaria e saggi musicali prodotti nei campi. Questa immensa produzione è stata raccolta dalla Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria, costituita da Lotoro e soci nel 2014 a Barletta, la città natale del musicista. E sempre nella città di Barletta verrà creata la Cittadella della Musica Concentrazionaria, progettata dall’architetto Nicolangelo Dibitonto: si tratta del «più grande hub al mondo dedicato alla musica prodotta nei Campi», si legge sul sito della Fondazione.

Il lavoro di Francesco Lotoro è stato riconosciuto a livello internazionale: tra gli altri, ricordiamo la nomina di Chevalier de l’Ordre des Arts et Lettres, conferita a Lotoro nel 2013 dal Ministero della Cultura francese, e l’assegnazione del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana da parte del presidente Sergio Mattarella nel dicembre 2014.

A Lotoro è stato inoltre dedicato il film documentario Maestro del regista Alexandre Valenti, trasmesso nel 2017 nelle televisioni di pubbliche di Francia, Italia e Portogallo, nonché distribuito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.

(Foto dal web - video da Tele Sveva)

Francesco Leccese

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