LA LETTURA DI LIBRI E GIORNALI NELLE REGIONI ITALIANE TRA IL 2005 ED IL 2022

Il valore è diminuito di -17,42

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cms_32173/istat.jpgL’Istat calcola la lettura di libri e quotidiani. La variabile è calcolata come la percentuale di persone di 6 anni e più che hanno letto almeno quattro libri l’anno-cartacei, e-book, libri on line, audiolibri- per motivi non strettamente scolastici o professionali e/o hanno letto quotidiani-cartacei e/o online-almeno tre volte a settimana sul totale delle persone di 6 anni e più. I dati sono rilevati nell’ambito dell’Indagine sugli aspetti della vita quotidiana. I dati fanno riferimento al periodo tra il 2005 ed il 2022 per tutte le regioni e macro-regioni italiane.

Ranking delle regioni italiane per lettura di libri e giornali nel 2022. Il Trentino Alto Adige è al primo posto per valore della lettura di libri e giornali nelle regioni italiane con un valore pari a 54,9, seguito dal Friuli Venezia Giulia con un valore di 47,9 unità e dalla Valle d’Aosta con un ammontare di 45,5 unità. A metà classifica vi sono la Liguria con un valore di 39,5 unità, seguita dalla Toscana con un valore di 39,4 e dal Lazio con un valore di 36,4 unità. Chiudono la classifica la Campania con un valore di 22,7 unità, seguita dalla Basilicata con un valore di 22,6 unità e dalla Sicilia con un valore di 21,2 unità.

Ranking delle regioni italiane per valore della variazione percentuale della lettura dei libri e dei giornali tra il 2005 ed il 2022. Il Piemonte è al primo posto per valore della variazione percentuale della lettura di libri e dei giornali tra il 2005 ed il 2022 con una variazione da un ammontare di 28,3 unità fino a 32,3 unità ovvero pari a +14,13%. La Puglia è al secondo posto con una variazione da un ammontare di 25 unità fino a 23,4 unità ovvero pari a -1,6 unità pari a -6,4%. Segue l’Abruzzo con una variazione da un ammontare di 34,8 unità fino a 32,3 unità ovvero pari a -2,5 unità pari a -7,18%.

A metà classifica vi sono le Marche con un valore pari a -15,79% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 41,8 unità nel 2005 fino ad un valore di 40,5 unità nel 2022. Segue il Piemonte con una variazione di -15,8% pari ad una variazione da un ammontare di 48,1 unità fino ad un valore di 40,5 unità. Segue l’Emilia Romagna con un valore pari a -15,87% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 52,3 unità fino ad un valore di 44 unità pari ad un valore di -8,3 unità.

Chiude la classifica il Lazio con una variazione pari ad un ammontare di -26,02% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 49,2 unità fino ad un valore di 36,4 unità, seguito dall’Umbria con una variazione pari a -26,1% corrispondente ad una riduzione da un ammontare di 43,3 unità fino ad un valore di 32 unità, ed infine la Liguria con una variazione pari a -31,06% corrispondente ad una variazione ad un ammontare di 57,3 unità fino ad un valore di 39,5 unità pari a un valore di -17,8 unità. Tra il 2005 ed il 2022 in media il valore della variazione media nelle regioni italiane è passata da un ammontare di 43,62 unità fino ad un valore di 36,02 unità ovvero pari ad un ammontare di -7,60 unità pari a -17,42%.

Ranking delle macro-regioni per variazione percentuale della lettura dei libri e quotidiani tra il 2005 ed il 2022. Il Sud è al primo posto per valore della variazione percentuale tra il 2005 ed il 2022 pari ad un valore di -8,37% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 26,30 unità fino ad un valore di 24,10 unità. Il Mezzogiorno è al secondo posto tra le macro-regioni italiane per valore della variazione percentuale della lettura di libri e dei quotidiani tra il 2005 ed il 2022 pari ad una variazione da un ammontare di 28,50 unità fino a 24,80 unità pari a -12,98%. Segue il Nord-Est con una variazione pari a -14,81% corrispondente ad una variazione tra un ammontare di 52,00 unità fino a 44,30 unità ovvero pari ad un ammontare di -7,70 unità. Di seguito il Nord con un valore pari a -17,46% corrispondente ad una variazione tra 52,70 unità fino ad un valore di 43,50 unità. Il Nord-Ovest segue con -19,36% corrispondente pari a 53,20 unità fino a 42,90 unità. Il valore della letture dei libri e dei quotidiani nelle Isole è diminuito di un ammontare pari a -20,78% equivalente ad un valore da 33,20 unità fino a 26,30 unità. Il valore delle letture dei libri e dei quotidiani nel Centro Italia è diminuito di -24,69% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 49,00 unità fino a 36,90 unità.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Di seguito proponiamo una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Vengono individuate due diverse strutture a cluster ovvero:

  • Cluster 1: Emilia Romagna, Lombardia, Liguria, Sardegna, Valle d’Aosta, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Trentino, Lazio, Marche, Umbria;
  • Cluster 2: Sicilia, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Abruzzo.

Considerando il valore medio della lettura dei libri e dei quotidiani nelle regioni italiane possiamo notare che il Cluster 1 risulta essere dominante rispetto al Cluster 2. Possiamo notare che le regioni che fanno parte del Cluster 1 sono tutte del Centro-Nord, mentre le regioni del Cluster 2 fanno parte del Mezzogiorno. Esiste quindi una chiara distinzione tra Centro-Nord e Sud Italia nel senso della lettura dei libri e dei quotidiani. Il divario Nord-Sud trova una sua rappresentazione anche nell’accesso alla lettura dei libri e dei quotidiani. Tuttavia, notiamo, plottando la media del Cluster 1 rispetto al Cluster 2 che entrambe manifestano un andamento decrescente tra il 2005 ed il 2022. Ne deriva le seguenti considerazioni:

  • Esiste un divario tra Nord e Sud Italia in termini di lettura di libri e quotidiani
  • Sia il Cluster 1 che il Cluster 2 manifestano un andamento decrescente tra il 2005 ed il 2022.

Conclusioni. Il valore della lettura dei giornali e dei quotidiani è diminuita del 17,42% tra il 2005 ed il 2022 nelle regioni italiane. E’ probabile che l’utilizzo dei social network come Facebook, Instagram, Tik Tok e Linkedin abbiano ridotto l’attenzione di molti lettori nei confronti dei libri e dei giornali. A tale andamento bisogna anche aggiungere che il mondo dei videogames online, insieme con le piattaforme di videostreaming come Youtube, Netflix, Amazon Prime che potrebbero aver offerto delle valide alternative all’editoria intesa come entertainment. Tuttavia, è assai probabile che anche il mondo dell’editoria abbia perso l’opportunità di accedere a elevati livelli di digitalizzazione ed innovazione tecnologica, cogliendo nuove occasioni di business.

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Angelo Leogrande

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